Similitudini 1

Similitudini con l’EBV, anche solo in parte, possibili dubbi o possibilità che non sia l’EBV il problema alla base, oppure che lo sia insieme a qualsiasi delle qui presenti cause.

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Infiammazione del Nervo Vago
Da My Personal Trainer.
[…]
Caratteristiche salienti del nervo vago in breve.
Il nervo vago rappresenta il nervo cranico più lungo dell’essere umano e l’unico che innerva organi toracici e addominali.
Il nervo vago comprende quasi il 75% di tutte le fibre parasimpatiche; appartiene alla categoria dei nervi misti.
Il nervo vago nasce a livello del midollo allungato; da qui, attraversa il foro giugulare e scende, prima, nel torace e, poi, nell’addome.
Con le sue fibre nervose, il nervo vago innerva: il condotto uditivo esterno, faringe, laringe, trachea, bronchi, polmoni, cuore, grossi vasi sanguigni, esofago, stomaco, milza, pancreas, stomaco e intestino. In alcuni di questi elementi anatomici, svolge funzione esclusivamente sensitiva; in altri, soltanto motoria; in altri ancora, sia sensitiva che motoria.
Le principali funzioni del nervo vago sono: aumento delle secrezioni digestive (tra cui quella salivare, gastrica, pancreatica, biliare ed enterica), diminuzione della frequenza cardiaca (bradicardia), incremento dell’attività di peristalsi (soprattutto a livello intestinale), contrazione dei muscoli bronchiali e dilatazione dei vasi arteriosi innervati (carotidi, aorta ecc).
[…]
Funzioni:
Il nervo vago è, per la precisione, un nervo misto somatico e viscerale.
Infatti, possiede: gruppi di fibre nervose sensitive collegate a elementi anatomici esterni (come per esempio la cute del condotto uditivo esterno); gruppi di fibre nervose sensitive che trasportano informazioni a partire da differenti visceri del corpo umano presenti tra collo e addome; e, infine, gruppi di fibre nervose motorie che innervano la muscolatura volontaria e involontaria di numerosi visceri presenti tra collo e addome.
Medici ed esperti di neurologia (la branca medica che si occupa del sistema nervoso) hanno ritenuto opportuno suddividere i vari assoni del nervo vago in cinque categorie principali, riportate nella tabella sottostante:
Categoria di assoni
Funzioni
Le fibre efferenti viscerali generali (GVE)
Innervano le ghiandole mucosali della faringe e della laringe e la muscolatura liscia degli organi del collo (trachea), del torace (bronchi, polmoni e cuore) e dell’addome (stomaco e intestino).
Le fibre efferenti viscerali speciali (SVE)
Innervano i muscoli scheletri di faringe e laringe (muscolo elevatore palatino, muscolo salpingofaringeo ecc) e controllano i meccanismi di deglutizione e fonazione.
Le fibre afferenti somatiche generali (GSA)
Controllano la sensibilità cutanea a livello del condotto uditivo esterno. Sono in collegamento con la membrana timpanica (o timpano)
Le fibre afferenti viscerali generali (GVA)
Deputati alla sensibilità viscerale, trasportano le informazioni sensitive dai visceri toracici (trachea, esofago, bronchi, polmoni e cuore) e addominali (pancreas, milza, stomaco,
reni, surreni e intestino) e da alcuni importanti vasi sanguigni, come carotide e aorta (precisamente arco aortico).
Le fibre afferenti viscerali speciali (SVA)
Controllano il gusto nella parte posteriore della lingua (vicino all’epiglottide).
EFFETTI DEL NERVO VAGO
Alla luce di quanto affermato finora, è possibile adesso descrivere con maggiore semplicità gli effetti parasimpatici del nervo vago.
Questa lunga struttura nervosa, una volta stimolata, può determinare l’aumento delle secrezioni digestive (tra cui quella salivare, gastrica, pancreatica, biliare ed enterica), la diminuzione della frequenza cardiaca (bradicardia), l’incremento dell’attività di peristalsi (soprattutto a livello intestinale), la contrazione dei muscoli bronchiali e la dilatazione dei vasi arteriosi innervati (carotidi, aorta ecc).
[…]
http://www.my-personaltrainer.it/salute-benessere/nervo-vago.html

Una teoria per spiegare tutto? L’ipotesi dell’infezione del nervo vago per la Stanchezza Cronica.
One Theory To Explain Them All? The Vagus Nerve Infection Hypothesis for Chronic Fatigue.
Da Simmaron Research.
Si potrebbe spiegare l’Iniziativa di affaticamento cronico dei risultati dello studio patogeno. Si potrebbe mostrare come una infezione potrebbe causare la sindrome da stanchezza cronica, e quindi apparentemente scomparire. Integra due dei più grandi giocatori nella ME/CFS; il sistema nervoso autonomo e il sistema immunitario. Si concentra sugli herpesvirus. Esso comprende i nervi sensoriali, un argomento sempre più caldo in ME/CFS/FM, e segue un modello stabilito di fibromialgia.
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http://simmaronresearch.com/2013/12/one-theory-explain-vagus-nerve-infection-chronic-fatigue-syndrome/

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Infezione da piercing nei capezzoli: rischi ed affetti collaterali.
Nipple piercing infection: Risks and side effects.
Da Medical News Today.

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Un effetto collaterale comune del piercing del capezzolo è un’infezione. Alcuni segni di un’infezione sono molto evidenti. Se il pus proveniente dal piercing è un segno chiaro che c’è un’infezione, altri segni di infezione sono più sottili. La pelle intorno al piercing può diventare rossa e irritata. Può anche essere infiammato o avere continuamente prurito. Uno di questi segni potrebbe significare che vi è un’infezione. Altri sintomi di un piercing infetto includono:
– Gonfiore e arrossamento
– Estrema sensibilità o dolore, soprattutto a toccare
– Il piercing può sentirsi caldo
– Cattivo odore
– Eruzioni cutanee che circondano il piercing- Scariche di colore sparso
– Dolori in tutto il corpo
– Febbre
– Fatica
Chi non è sicuro del suo piercing dovrebbe parlare con un medico. Controllare con occhio esperto può aiutare a determinare se c’è un’infezione o se la causa di preoccupazione è il normale processo di guarigione.
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http://www.medicalnewstoday.com/articles/318148.php?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=weekly

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Istoplasmosi
Da MSD Manuals.

L’istoplasmosi è una malattia polmonare ed ematogena causata da Histoplasma capsulatum; è una malattia spesso cronica che normalmente fa seguito a un’infezione primaria asintomatica. I sintomi sono quelli della polmonite o di una malattia cronica non specifica. La diagnosi si formula in base alla RX torace, all’identificazione del microrganismo nell’escreato o nei tessuti o all’uso di entrambi questi metodi. La terapia, se necessario, si attua con amfotericina B o un azolico.
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H. capsulatum in natura o quando è coltivato a temperatura ambiente cresce come muffa ma si trasforma in una piccola cellula di lievito (diametro di 1–5 μm) a 37 °C e quando invade le cellule dell’ospite. L’infezione segue l’inalazione di conidia (spore prodotte dalle forme miceliali del fungo) dal terreno o dalla polvere contaminata con escrementi di uccelli o di pipistrelli. La malattia grave è più frequente dopo esposizione grave e prolungata e negli uomini, lattanti, o soggetti con compromissione dell’immunità mediata dalle cellule T. L’infezione iniziale è a livello dei polmoni e normalmente persiste in tale sede ma può diffondersi per via ematogena ad altri organi se non è controllata dalle normali difese cellulo-mediate dell’ospite. L’istoplasmosi disseminata progressiva è una delle infezioni opportunistiche che definiscono l’AIDS.
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Sintomatologia
La maggior parte delle infezioni da istoplasmosi è asintomatica o così lieve che il paziente non si rivolge al medico. La malattia ha 3 forme principali.L’istoplasmosi acuta primaria è una sindrome con febbre, tosse, mialgie, dolore toracico, e malessere di gravità variabile. Alcune volte si sviluppa una polmonite acuta (evidente all’esame obiettivo e alla RX torace).L’istoplasmosi cavitaria cronica è caratterizzata da lesioni polmonari che spesso sono apicali e assomigliano alla TBC cavitaria. Le manifestazioni includono un peggioramento della tosse e della dispnea, che evolvono infine in disfunzione respiratoria invalidante. Non si verifica disseminazione.L’istoplasmosi progressiva disseminata che caratteristicamente comporta un coinvolgimento generalizzato del sistema reticolo-endoteliale, con epato-splenomegalia, linfoadenopatia, interessamento del midollo osseo, e alcune volte ulcerazioni orali o del tratto GI. Il decorso è di solito subacuto o cronico, con sintomi aspecifici spesso insidiosi (p.es., febbre, spossatezza, perdita di peso, debolezza, e malessere generale); la condizione di paziente HIV-positivo può inspiegabilmente peggiorare la sintomatologia. Il SNC può essere coinvolto con conseguenti meningiti e lesioni focali cerebrali. L’infezione dei surreni è rara ma può determinare morbo di Addison. La polmonite grave è rara, ma pazienti con AIDS possono sviluppare una grave polmonite acuta con ipossia suggestiva di infezione con Pneumocystis jirovecii, così come ipotensione, alterazioni dello stato mentale, coagulopatia, o rabdomiolisi.La mediastinite fibrosante, una forma cronica ma rara, alla fine determina compromissione circolatoria. I pazienti con istoplasmosi possono perdere la vista, ma i germi non sono presenti nelle lesioni, la chemioterapia antifungina non è di aiuto, e il legame con l’infezione da H. capsulatum non è chiara.
[…]
http://www.merckmanuals.com/it-us/professionale/malattie-infettive/funghi/istoplasmosi

77
Ascaris Lumbricoides
Da My Personal Trainer.

L’Ascaris lumbricoides è un verme parassita in grado di infestare molti mammiferi (maiale, cavallo, cane, gatto ecc.), tra cui l’uomo.Le dimensioni medie di una femmina adulta sono di circa 30 cm per 5mm, mentre il maschio, più piccolo, misura “soltanto” 20 cm per 4 mm.L’infestazione da Ascaris lumbricoides è detta ascaridiasi o ascaridosi; si tratta di una patologia piuttosto comune nelle regioni tropicali, specie dove le condizioni igieniche sono scarse.[…]SintomiA volte la presenza di un numero limitato di esemplari non determina sintomi specifici e rappresenta un reperto casuale. Più frequentemente l’infestazione da Ascaris lumbricoides provoca sofferenze gastrointestinali (dolori, nausea, vomito e diarrea alternata a stipsi).Considerate le dimensioni del verme è possibile che uno o più esemplari, spostandosi all’interno del tubo digerente, risalgano fino al fegato ostruendo le vie biliari (attraverso le quali l’organo riversa nell’intestino la bile). Questo può comportare l’insorgenza di violenti dolori, ittero da stasi, calcolosi, epatiti e colecistiti acute; possibili anche appendiciti ed ostruzioni intestinali.A qualunque livello essa avvenga, l’ostruzione persistente determina a poco a poco la necrosi del tessuto interessato, con conseguente perforazione d’organo, complicanza questa assai pericolosa per la sopravvivenza stessa dell’individuo. La giovane età e lo stato di malnutrizione aumentanono il rischio di prognosi infausta.
[…]
 http://www.my-personaltrainer.it/salute/ascaris-lumbricoides.html

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Infezione alla gola da streptococco legata ai disturbi mentali.
Da MSD Manuals. Health Day.
[…]
I soggetti con infezione alla gola da streptococco sono a maggior rischio di disturbi mentali, in particolare di disturbo ossessivo-compulsivo (obsessive-compulsive disorder, OCD) e tic, secondo uno studio pubblicato online il 24 maggio su JAMA Psychiatry.
La Dott.ssa Sonja Orlovska, della University of Copenhagen in Danimarca, e colleghi hanno condotto uno studio di coorte basato sulla popolazione con un follow-up fino a 17 anni, per esaminare il rischio di disturbi mentali dopo un’infezione alla gola da streptococco. Sono stati inclusi i dati per 1.067.743 bambini, dei quali 638.265 sono stati sottoposti al test per la ricerca dello streptococco, inclusi 349.982 che hanno ottenuto uno o più risultati del test positivi.
I ricercatori hanno riscontrato che il rischio di qualsiasi disturbo mentale aumentava per i soggetti con un test positivo per la ricerca dello streptococco rispetto a quelli senza tale test (rapporto dei tassi di incidenza [incidence rate ratio, IRR]: 1,18), in particolare per OCD e disturbi da tic (IRR: rispettivamente 1,51 e 1,35). Vi era un ulteriore aumento nel rischio di qualsiasi disturbo mentale e OCD dopo un’infezione alla gola da streptococco rispetto a un’infezione alla gola non streptococcica. Il rischio di qualsiasi disturbo mentale, OCD e disturbi da tic aumentava anche tra i soggetti con un’infezione alla gola non streptococcica (IRR: rispettivamente 1,08, 1,28 e 1,25).
[…]
http://www.msdmanuals.com/it-it/professionale/news/external/2017/05/26/21/44/723068

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Febbre di Lassa
Da Epicentro Iss.it.
La febbre di Lassa fa parte del gruppo delle febbri emorragiche virali (Fev), patologie di origine virale a carattere sistemico, caratterizzate da esordio improvviso, acuto e spesso accompagnate da manifestazioni emorragiche. In generale, gli agenti responsabili delle Fev sono virus a Rna (arenavirus, bunyavirus, filovirus, flavivirus), la cui sopravvivenza è garantita da serbatoi naturali come animali o insetti. I virus sono confinati geograficamente nelle aree dove vivono le specie ospiti.
La febbre di Lassa prende il nome dalla città nigeriana in cui, nel 1969, due infermiere missionarie morirono a causa di questa malattia, fino a quel momento sconosciuta. L’agente eziologico è un virus a Rna appartenente alla famiglia degli Arenaviridae, diffuso prevalentemente in Africa, il cui serbatoio principale sono i roditori Mastomys.
Modalità di trasmissione
Come per tutte le febbri emorragiche, gli uomini non sono serbatoi naturali per il virus, ma possono essere infettati attraverso il contatto con animali infetti o artropodi vettori. La febbre di Lassa è trasmessa dal contatto diretto con escreti di roditori o tramite aerosol di escreti e saliva dei roditori.
In alcuni casi, dopo la trasmissione accidentale, può avvenire la trasmissione da uomo a uomo, per contatto diretto con sangue, tessuti, secrezioni o escreti di persone infette, soprattutto in ambito familiare e nosocomiale.
Sintomi
Nell’80% dei casi, la febbre di Lassa è una patologia lieve o addirittura asintomatica, ma può presentarsi come malattia sistemica grave nel restante 20%.
A differenza delle altre Fev, l’esordio della febbre di Lassa è graduale e il periodo di incubazione può arrivare anche a 3 settimane (contro una media di 1-9 giorni per le altre). I sintomi iniziali sono piuttosto generici: febbre, cefalea, mialgie, faringodinia con essudato tonsillare, difficoltà ad alimentarsi (disfagia), tosse secca, dolore toracico (a volte forte dolore retrosternale), crampi addominali, nausea, vomito e diarrea.
Il peggioramento delle condizioni cliniche si manifesta con edema del volto e del collo, insufficienza respiratoria, versamento pleurico e pericardico, proteinuria, encefalopatia, sanguinamento delle mucose. Ipotensione e shock si possono verificare indipendentemente dal sanguinamento. Durante la convalescenza si può manifestare ipoacusia. Il tasso di letalità complessivo è inferiore al 1%, mentre sale al 15-20% nei casi non trattati.
[…]
http://www.epicentro.iss.it/problemi/lassa/lassa.asp

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Febbre Mediterranea Familiare
Da Pharmastar. it.
Caratteristica del Sud-Est del Mediterraneo, la febbre mediterranea familiare (FMF) è una malatia autoinfiammatoria che si manifesta con episodi frequenti di febbre e sierosite, con sviluppo successivo di dolore all’addome, al torace, alle articolazioni e ai muscoli.Per quanto la prevalenza di questa condizione sia elevata (1/200-1/1000) nella popolazione ebrea non ashkenazita, episodi di FMF non sono infrequenti neanche nel nostro Paese.
[…]
Con una pubblicazione sulla sua rivista ufficiale, Annals of the Rheumatic Diseases, EULAR ha recentemente implementato delle raccomandazioni evidence-based per guidare sia i reumatologi che gli altri professionisti sanitari coinvolti nella gestione del trattamento e del follow-up dei pazienti affetti dalla FMF.
[…]
http://www.pharmastar.it/news/orto-reuma/febbre-mediterranea-familiare-pubblicate-raccomandazioni-eular-relative-alla-sua-gestione-e-al-trattamento-20536

 


73

Encefalite
Da Humanitas. it.

L’encefalite è un’infiammazione del cervello, spesso scatenata da un virus, che causa sintomi simili a quelli di un’influenza, ma che in alcuni casi può avere conseguenze molto più gravi. Per evitarle sono importanti una diagnosi precoce e un trattamento tempestivo delle sue cause.Che cos’è l’encefalite?In molti casi l’encefalite viene confusa con una semplice influenza e per questo non viene nemmeno diagnosticata. Anche se chiunque può sviluppare un’infiammazione al cervello, alcune persone sono più a rischio. In particolare, la probabilità di avere a che fare con un’encefalite aumenta negli anziani ed è maggiore in chi ha un sistema immunitario debole. La forma associata all’Herpes simplex è invece più comune tra i 20 e i 40 anni. Nella maggior parte dei casi le infezioni lievi vengono sconfitte in poche settimane e senza lasciare conseguenze. Nei casi più gravi, invece, la situazione può degenerare in un arresto respiratorio, nel coma e, infine, portare al decesso.

Quali sono le cause dell’encefalite?

In molti casi la causa dell’encefalite rimane sconosciuta. Si sa, però, che a scatenare l’infiammazione sono soprattutto dei virus (come l’Herpes simplex, il virus di Epstein-Barr e quello della varicella, virus trasmessi dal morso di zanzare o zecche, enterovirus, il virus della rabbia e quello del morbillo), ma anche batteri, funghi e parassitipossono scatenare l’encefalite. Quando l’infezione riguarda direttamente il cervello di parla di encefalite primaria. Se, invece, l’encefalite è la conseguenza di un’infezione in un’altra regione del corpo si parla di encefalite secondaria.

Quali sono i sintomi dell’encefalite?

Fra i possibili sintomi dell’encefalite sono inclusi mal di testa, febbre, dolori muscolari e articolari, fatica e debolezza. In casi più gravi si può avere a che fare con stati di confusione e di agitazione, cambiamenti di personalità, attacchi epilettici, perdita di sensibilità o paralisi di alcune parti del corpo, debolezza muscolare, allucinazione, vista sdoppiata, percezione di odori disgustosi, difficoltà a parlare o d’udito, nausea e vomito, rigidità, pianto inconsolabile, difficoltà ad alimentarsi.

[…]

 

http://www.humanitas.it/malattie/encefalite

 


72

Febbre Maculata Delle Montagne Rocciose (RMSF)
Rocky Mountain Ppotted Fever (RMSF)
 
Da Medical News Today.
La Febbre Maculata Delle Montagne Rocciose (RMSF) è la più mortale malattia da zecca nel mondo. Un batterio chiamato Rickettsia rickettsii causa questa malattia. Il batterio si trova solo in Nord e Sud America. Prima degli antibiotici, la RMSF in determinate località ha avuto un tasso di mortalità del 70 per cento. La RMSF è ora più facile da trattare e ha un tasso di mortalità dello 0,3 per cento dopo il trattamento.
[…]
I sintomi della RMSF sono simili a quelli delle malattie comuni come l’influenza. Se la RMSF non viene trattata entro 5 giorni dall’insorgenza del sintomo, vi è un rapido aumento delle probabilità di gravi complicanze e morte. Molte persone con RMSF non si ricordano né avvertono di essere stati morsi da una zecca. Di conseguenza, non associano in modo corretto i sintomi con il morso per ridurre le complicazioni. I segni dei sintomi della RMSF non si manifestano subito dopo essere stati morsi da una zecca. Il periodo di incubazione della malattia, o il tempo tra il morso della zecca e i primi sintomi, è tipicamente da 5 a 7 giorni. Tuttavia, i sintomi possono iniziare 2 giorni dopo l’infezione, o prendono fino a 14 giorni per mostrarsi. I sintomi sono:
– Febbre.
– Problemi digestivi, come nausea, diarrea, vomito o mancanza di appetito.

– Dolore addominale grave.- Mal di testa, soprattutto nella parte anteriore della testa.

– Dolori muscolari.

– Una tosse secca, mal di gola, o entrambi.

– Dolore toracico che si sente peggio quando si tossisce, starnutisce o inalazione (noto come dolore toracico pleuritico).

– Occhi rossi che assomigliano ad un’infezione rosa.

Un altro sintomo comune è un rash che inizia sui polsi e sulle caviglie e può diffondersi a piedi, palme di mani, braccia, gambe e torso. In genere inizia con macchie piccole, piatte e rosa che non prudono. Più tardi, i punti possono scurire ad un colore rosso o viola. L’oscurare dell’eruzione cutanea è un segno di malattia avanzata.

[…]

http://www.medicalnewstoday.com/articles/317198.php

Aggiornamento 6/7/2017

http://www.medicalnewstoday.com/articles/318241.php?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=weekly


71
Sepsi

 

Da MyPersonalTraining.

La sepsi o setticemia è una sindrome clinica caratterizzata da un’abnorme Risposta Infiammatoria Sistemica (SIRS), messa in atto dall’organismo in seguito al passaggio nel sangue di microrganismi patogeni provenienti da un focolaio sepsigeno. Se manca la componente flogistica non si parla più di sepsi, ma di “semplice” batteriemia (presenza di batteri nel sangue dimostrata da almeno un’emocoltura positiva).

La sepsi è una condizione potenzialmente molto grave, che passa attraverso stadi di gravità crescente e come tale necessita di un immediato trattamento medico.

Sintomi

La sintomatologia clinica della sepsi è sostenuta dall’interazione tra i prodotti tossici dell’agente eziologico (batteri, virus, miceti) e la risposta dell’ospite. Questi sintomi sono piuttosto aspecifici e comprendono febbre, tachicardia, discromie cutanee ed aumento della frequenza respiratoria. Non a caso la diagnosi di sepsi viene posta in seguito al riscontro di almeno due dei seguenti criteri che identificano la SIRS, purché accompagnati da un focolaio infettivo, intravascolare (endocarditi, endoarteriti, infezioni di shunt artero-venosi) od extravascolare (ascessi, ferite ecc.), che ne sia il determinante:

– temperatura corporea >38°C (ipertermia) o < 36°C (ipotermia);
– frequenza cardiaca >90 battiti/min o di 2 deviazioni standard superiore al valore normale per l’età (tachicardia);
– iperventilazione con frequenza respiratoria > 20 atti/min (tachipnea) o
– iperventilazione dimostrata da una PaCO2< 32 mmHg;
– alterazione della formula leocucitaria, con conta di globuli bianchi >12000 cellule μL-1 (leucocitosi) o < 4000 μL-1 (leucopenia).

Si parla invece di sepsi severa quando alla precedente diagnosi si somma almeno uno dei seguenti segni correlati ad un’insufficienza d’organo:

– significativa diminuzione della produzione di urina (oliguria, diuresidiuresi < 0,5 ml/Kg/h);
– brusco cambiamento dello stato mentale;
– difficoltà respiratorie (ipossiemia);
– attività cardiaca anomala;
– riduzione del numero di piastrine nel sangue (piastrinopenia/trombocitopenia);
– comparsa di piccole chiazze di color rosso-scuro sulla cute o arrossamenti generalizzati.
[…]

http://www.my-personaltrainer.it/salute/sepsi.html

 


70

 

69


Morbo di Addison – Iposurrenalismo Primitivo

Da Morbodiaddison Org. Associazione Italiana Pazienti Addison.

Il morbo di Addison è una rara malattia cronica che colpisce la corteccia delle ghiandole surrenali, diminuendo o anche azzerando la sua funzionalità. Il nome scientifico è ipocorticosurrenalismo o insufficienza corticosurrenalica.
[…]
Il morbo di Addison progredisce lentamente. Gravi problemi si notano solo quando almeno il 90 % della corteccia surrenale non funziona più. I sintomisono piuttosto generici:
– debolezza
– affaticamento
– depressione
– calo di peso importante
– anoressia
– vomito e/o diarrea
– desiderio di cibo salato
– giramenti di testa
– pressione del sangue molto bassa con possibili svenimenti
– colorito “bronzino” della pelle, anche in zone non esposte al sole e nelle mucose
– dolori addominali

[…]

http://morbodiaddison.org/il-morbo-di-addison/

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Iposurrenalismo Secondario

 

Da Associazione Medici Endocrinologi.
 
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Sindrome di Stevens-Johnson

 

Da Informazioni Mediche.
La sindrome di Stevens-Johnson è una rara, grave malattia in cui la pelle e le mucose reagiscono duramente a un farmaco o ad una infezione. Spesso, la sindrome di Stevens-Johnson inizia con sintomi simil-influenzali, seguiti da una rossa e dolorosa eruzione cutanea che si diffonde e vesciche, provocando infine la necrosi dello strato superficiale dell’epidermide.
La sindrome di Stevens Johnson presenta un’emergenza medica che richiede di solito l’ospedalizzazione. Il trattamento si concentra sulla eliminazione della causa sottostante, il controllo dei sintomi e sul ridurre al minimo le complicanze.
[…]
Sintomi
– Segni e sintomi di sindrome di Stevens-Johnson sono:
– Gonfiore del viso
– Gonfiore della lingua
– Orticaria
– Dolore
– Una eruzione cutanea di colore rosso o viola che si diffonde in poche ore o giorni
– Vesciche sulla pelle e sulle mucose, soprattutto in bocca, nel naso e negli occhi
– Desquamazione della pelle
Se si dispone di sindrome di Stevens Johnson, diversi giorni prima che l’eruzione si sviluppi è possibile riscontrare:
– Febbre
– Mal di gola
– Tosse
– Bruciore agli occhi
La sindrome di Stevens-Johnson richiede cure mediche immediate. Chiedere assistenza medica di emergenza se si verifica uno dei seguenti segni o sintomi:
– Inspiegabile dolore cutaneo diffuso
– Gonfiore del viso
– Vesciche sulla pelle e sulle mucose
– Orticaria
– Gonfiore della lingua
– Un arrossamento della pelle che si diffonde rapidamente
– Intensa desquamazione della pelle
[…]
Cause infettive
Le infezioni che possono causare la sindrome di Stevens-Johnson sono:
– Herpes (herpes simplex o herpes zoster)
– Influenza
– HIV
– Difterite
– Febbre tifoidea
– Epatite
– Altre cause

[…]

http://www.informazionimediche.com/2011/11/sindrome_di_stevens_johnson_sintomi_cause_cure_e_prevenzione.html

 


66

 
P.A.N.D.A.S.

Da Pandas Italia.

 

Segni e Sintomi

L’età media di insorgenza dei sintomi si attesta intorno ai 6 anni e mezzo.
Alcuni sintomi compaiono, in alcuni bambini, già all’età di 15-18 mesi[1], ma non sono obbiettivamente riconoscibili dai genitori, a meno che questi non conoscano già la sintomatologia P .A.N.D.A.S.
Talvolta i sintomi possono comparire intorno all’età puberale.

La sintomatologia P.A.N.D.A.S. presenta delle caratteristiche principali:

Compare improvvisamente, da un giorno all’altro o da un’ora a un’altra;
I sintomi sono soggetti a una turnazione (solo raramente si osservano 2 o più sintomi
contemporaneamente); sono cioè ciclici;
Inizialmente compare in seguito a infezioni da Streptococco Beta-Emolitico di Gruppo A
(SBEGA-GABHS – in inglese), e/o Mycoplasma Pneumoniae, e/o Ebstein-Barr Virus (agente della mononucleosi). Successivamente i sintomi possono ricomparire o peggiorare in seguito ad infezioni dovute anche ad altri agenti patogeni, quali virus e altri batteri.
I sintomi si presentano con intensità diverse nel corso del tempo: possono regredire in intensità, addirittura scomparire per lunghi periodi, e riapparire, improvvisamente, in maniera esagerata.

I sintomi più evidenti sono i tic e/o il Disturbo Ossessivo-Compulsivo (inizialmente più difficile da riconoscere, rispetto ai tic). Anche l’iperattività e il deficit d’attenzione (ADHD), che in molti casi fanno parte della sintomatologia P.A.N.D.A.S., sono più difficili da individuare.

[…]

http://pandasitalia.it/wp-content/uploads/2015/02/segni-e-sintomi.pdf


65

Anisakis
Da Medicina 360.
[…]
L’anisakis è un parassita (vive nello stomaco ed addome dell’ospite traendone nutrimento e protezione) di
varie creature marine e precisamente dei mammiferi. Esso ingerito provoca parassitosi, una patologia a
carattere infettivo che in alcuni casi non produce alcun danno biologico in altri invece, ed è il caso dell’
anisakidosi, sviluppa tossine che danneggiano l’organismo che li alloggia.
Dallo stomaco del pesce l’anisakis può migrare nei nei muscoli ed infestarli. I cetacei successivamente,
cibandosi di pesci o calamari infetti, contraggono anche loro l’infezione da anisakis ed il ciclo riparte.
[…]
L’uomo nell’ambito del ciclo descritto può costituire un ospite accidentale dell’anisakis. Infatti può
accadere che esso si cibi di pesce infetto crudo o poco cotto ed allora contrae l’infezione del parassita. La
cottura invece uccide sia i vermi che larve ed uova. L’infezione dell’uomo da parte dell’anisakis è nota
come anisakiasi o anisakidosi.
[…]
Rischi e conseguenze dell’infezione da Anisakis.
Una volta ingerito il parassita non solo invade meccanicamente i tessuti dell’apparato gastrointestinale ma
interagisce in maniera complessa col sistema immunitario per tramite delle sostanze che quando viene a
contatto con le mucose produce.
Le conseguenze dell’anisakidosi non trattata possono essere molto gravi e provocare occlusioni intestinali
per la formazione di granulomi nel lume intestinale che impediscono il transito delle feci o anche
perforazione dell’intestino ed infestazione da parte dei parassiti degli organi della cavità addominali.
Naturalmente in tale circostanza le conseguenze, e la cura, saranno differenti a seconda dell’organo
attaccato: fegato, pancreas, etc.
I sintomi dipendono dalla tipologia di infezione.
In funzione della regione anatomica in cui la larva o le larve dopo l’ingestione si posizionano avremo 5
distinte forme della infezione caratterizzate da 5 distinti quadri clinici, con diversi periodi di incubazione e
tempi di manifestazione dei primi sintomi e precisamente:

Luminale. Il parassita non riesce a penetrare nello stomaco e si ferma nel tratto esofageo. La
sintomatologia, che caratterizza questa forma della parassitosi che può manifestarsi dopo un tempo che va
dalle poche ore a una settimana dal consumo di pesce crudo è: prurito, solletico e bruciori alla gola. Spesso
i vermi vengono espulsi dal paziente in maniera autonoma con colpi di tosse. Se ciò non accade dovranno
essere rimossi dall’intervento del medico.
– Gastrica. Il parassita penetra nello stomaco servendosi del dente cuticolare penetrante e della secrezione di
sostanze che degradano la matrice cellulare e si insedia all’interno delle mucose per proteggersi
dell’ambiente acido dei succhi gastrici. I sintomi che ne conseguono dopo circa 1/12 giorni dal consumo di
pesce crudo sono: dolori addominali localizzati nella regione dello stomaco, nausea e vomito. Quadro
clinico perfettamente sovrapponibile a quello determinato da una ulcera o una severa gastrite.
L’infiammazione dovuta alla penetrazione del parassita nella parete gastrica nel tempo determina la
formazione di granulomi. I granulomi sono aggregazioni cellulari, conseguenti alla flogosi perdurante,
costituiti da cellule giganti, infiltrazione di monociti (globuli bianchi che si trasformeranno in macrofagi
sotto lo stimolo infiammatorio), linfociti (globuli bianchi attivati dal sistema immunitario contro
l’antigene), fibrociti (cellule del tessuto connettivo), plasmacellule (cellule del sistema immunitario che
secernono anticorpi). In alcune occasioni non si forma il granuloma ma si forma un flemmone (essudato
purulento o ascesso). Il granuloma può guarire ed essere assorbito completamente o al più trasformarsi in
un nodulo di tessuto fibrotico. In un numero limitato di casi meno del 10% ai sintomi descritti possono
associarsi: associarsi orticaria ed edemi localizzati di tessuto sottocutaneo e del derma. In questi casi si
parla di anisakidosi gastro-allergica.
– Intestinale. L’anisakis penetra nella parete di mucosa del lume intestinale. In generale il tratto di intestino
che con più frequenza è interessato è l’ileo, ma il parassita può penetrare dovunque. Una volta penetrato
l’anisakis secerne una sostanza che richiama gli eosinofili (globuli bianchi che vengono utilizzati dal
sistema immunitario fondamentalmente nella risposta alle infestazioni di parassiti) determinando la
formazione del granuloma ove è presente la lesione. La sintomatologia insorge dopo sei o sette giorni ed è
molto simile a quella di una occlusione intestinale e quindi con: dolore di natura colica (fitte dolorose
intervallate da periodi di stasi), vomito e nausea.
– Intraperitonale. Se il parassita perfora l’intestino e penetra nella cavità addominale infestando fegato,
cistifellea e mesenterio (parte del peritoneo che connette ileo e digiuno alla parete dell’addome). In questi
casi i sintomi sono simili alle malattie di malassorbimento dell’intestino (morbo di Crohn) o del carcinoma
intestinale e quindi: dolori addominali, modificazioni dell’alvo (diarrea e stitichezza alternate), sangue elle
feci, etc.
– Allergica. In soggetti sensibili il consumo di pesce contaminato da Anisaki può provocare reazioni
allergiche che possono essere anche gravi tanto da provocare anafilassi e mettere a repentaglio la vita del
paziente. Le allergie che possono scatenarsi anche senza ingestione del pesce infetto ma con la semplice
manipolazione sono scatenate dalle sostanze biochimiche che il parassita libera nell’apparato gastroenterico
del pesce che lo ospita. La sinomatologia che accompagna tali reazioni è la seguente: rash cutanei ed
orticarie, rigonfiamenti della cute e dei tessuti sottostanti, infiammazione delle congiuntive degli occhi e
lacrimazione, riniti e naso gocciolante, attacchi di asma. Nei casi gravi si può anche avere shock
anafilattico.
[…]
http://www.medicina360.com/anisakis-contagio-sintomi-e-terapia-del-parassita-del-pesce-crudo.html

 

 



64

 
CEM ed Elettrosensibilità
Cosa sono e come agiscono i Campi Elettromagnetici (CEM).

Da Elettrosensibili.it., Associazione Italiana Elettrosensibili/A.I.E.

I CEM possono essere in Alta Frequenza (generati da telefonini, WI-FI, telefoni cordless, allarmi Wireless, stazioni radio base, ripetitori radio-televisivi, radar, antenne WI-MAX, ecc.), ed in Bassa Frequenza (generati dagli elettrodotti, dagli impianti elettrici delle abitazioni e dalle comuni apparecchiature domestiche come schermi televisivi, computer, elettrodomestici in genere).

Hanno effetti pleiotropici su diverse strutture e funzioni degli organismi viventi (non solo umani!) tali da perturbarne fortemente gli equilibri chimici ed elettrici determinando effetti biologici, che a loro volta possono avere conseguenze sulla salute definite effetti sanitari.
[…]
Nella maggior parte dei malati i segni e sintomi sono molto simili, seppur di diverso livello di gravità, e regrediscono con l’allontanamento dai CEM per ripresentarsi immancabilmente ad una successiva esposizione.

I più frequenti sono cefalee, insonnia o sonno non ristoratore, debolezza e facile esauribilità fisica, riduzione della memoria e deficit di concentrazione, dolori localizzati o diffusi tipici di una sindrome simil-influenzale, eruzioni cutanee (più spesso a tipo rash eritematoso specialmente al volto), disturbi uditivi (tinnito a tipo ronzio, sibilo o fischio, continuo o discontinuo), visivi e dell’equilibrio, alterazioni del tono dell’umore e del carattere, aggressività od apatia, sbalzi pressori che possono causare sanguinamenti nasali, palpitazioni cardiache che simulano uno stato d’ansia o di inquietudine.
[…]

elet.jpg
Immagine dell’Associazione Italiana Elettrosensibili/A.I.E.
[…]
https://www.elettrosensibili.it/campi-elettromagnetici-ed-elettrosensibilita/

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Tubercolosi

Da Epicentro, ISS.

La tubercolosi è una malattia contagiosa che si trasmette per via aerea mediante un batterio, il Mycobacterium tuberculosis. Il contagio può avvenire per trasmissione da un individuo malato, tramite saliva, starnuto o colpo di tosse. Per trasmettere l’infezione bastano pochissimi bacilli anche se non necessariamente tutte le persone contagiate dai batteri della Tb si ammalano subito. Il sistema immunitario, infatti, può far fronte all’infezione e il batterio può rimanere quiescente per anni, pronto a sviluppare la malattia al primo abbassamento delle difese. Si calcola che solo il 10-15% delle persone infettate dal batterio sviluppa la malattia nel corso della sua vita. Un individuo malato, però, se non è sottoposto a cure adeguate può infettare, nell’arco di un anno, una media di 10-15 persone.

Sintomi e test per la Tb
I sintomi della Tb sono tosse, perdita di peso, dolore toracico, febbre e sudorazioni. Nel tempo, la tosse può essere accompagnata da presenza di sangue nell’espettorato. Il test più utilizzato per evidenziare l’infezione tubercolare è quello di Mantoux, che si esegue inoculando nella cute del braccio una sostanza, la tubercolina. Una risposta positiva comporta la necessità di eseguire una radiografia toracica per verificare la presenza della malattia a livello polmonare. La diagnosi precoce per la presenza di Mycobacterium è però quella effettuata a livello microscopico sull’espettorato della persona, come previsto dalla strategia Dots indicata dalle linee guida internazionali pubblicate nel 1995.
[…]

http://www.epicentro.iss.it/problemi/Tubercolosi/tubercolosi.asp

 


62

 

Clostridium difficile

 

Da Farmacoecura,it, Arnoldo Mondadori Editore Spa.
Sintomi
Il periodo di incubazione non è conosciuto con precisione, ma si sa che la diarrea connessa a questa infezione può comparire fino a 2 mesi di distanza dalla terapia antibiotica.Tra i sintomi tipici di una lieve infezione da Clostridium difficile ricordiamo:Diarrea acquosa e frequente (tre o più volte al giorno, per diversi giorni), con eventuale comparsa di sangue (dissenteria),
Mal di pancia o dolore addominale,
Sensazione di malessere,
Disidratazione,
bocca secca,
mal di testa,
produzione di urina ridotta,
Febbre lieve, fino a 38 °C nei bambini o da 37 °C a 39 °C negli adulti,
Perdita di appetito,
Perdita di peso.
Se l’infezione si aggrava ci si può disidratare gravemente (con comparsa di confusione e sonnolenza, aumento del battito cardiaco e svenimento), oppure si può avere difficoltà a defecare.In rari casi l’infezione da Clostridium difficile può causare la sepsi (un’infezione grave che si diffonde attraverso il sangue) o la perforazione intestinale.
[…]

http://www.farmacoecura.it/malattie/clostridium-difficile-terapia-sintomi-trasmissione-prevenzione/#steps_2

 


61

Salmonella

Da Epicentro ISS.

[…]
Le infezioni provocate da salmonella si distinguono in forme tifoidee (S. typhi e S. paratyphi, responsabili della febbre tifoide e delle febbri enteriche in genere), in cui l’uomo rappresenta l’unico serbatoio del microrganismo, e forme non tifoidee, causate dalle cosiddette salmonelle minori (come S. typhimurium e la S. enteritidis), responsabili di forme cliniche a prevalente manifestazione gastroenterica.

Le salmonelle non tifoidee, responsabili di oltre il 50% del totale delle infezioni gastrointestinali, sono una delle cause più frequenti di tossinfezioni alimentari nel mondo industrializzato. Le infezioni da Salmonella spp.possono verificarsi nell’uomo e negli animali domestici e da cortile (polli, maiali, bovini, roditori, cani, gatti, pulcini) e selvatici, compresi i rettili domestici (iguane e tartarughe d’acqua). I principali serbatoi dell’infezione sono rappresentati dagli animali e i loro derivati (come carne, uova e latte consumati crudi o non pastorizzati) e l’ambiente (acque non potabili) rappresentano i veicoli di infezione.

Sintomi

La gravità dei sintomi varia dai semplici disturbi del tratto gastrointestinale (febbre, dolore addominale, nausea, vomito e diarrea) fino a forme cliniche più gravi (batteriemie o infezioni focali a carico per esempio di ossa e meningi) che si verificano soprattutto in soggetti fragili (anziani, bambini e soggetti con deficit a carico del sistema immunitario). I sintomi della malattia possono comparire tra le 6 e le 72 ore dall’ingestione di alimenti contaminati (ma più comunemente si manifestano dopo 12-36 ore) e si protraggono per 4-7 giorni. Nella maggior parte dei casi la malattia ha un decorso benigno e non richiede l’ospedalizzazione, ma talvolta l’infezione può aggravarsi al punto tale da rendere necessario il ricovero. Le salmonellosi nell’uomo possono anche causare lo stato di portatore asintomatico.
[…]

 

http://www.epicentro.iss.it/problemi/salmonella/salmonella.asp

60

 

Sindrome da sovracrescita batterica nel tenue o SIBO (Small Intestinal Bacterial Overgrowth).
Da Mediciitalia.it.
Nella SIBO si ha una crescita esagerata di batteri (almeno 10 – 15 volte la norma) e la mutazione della popolazione batterica che tende ad assomigliare a quella del colon.
Il tenue è la porzione di intestino interposta tra somaco e colon. La sua funzione principale è quella di ospitare la digestione e di effettuare l’assorbimento dei cibi.
Il tenue si divide in: duodeno (in cui lo stomaco svuota il contenuto), digiuno ed ileo (porzioni in cui avviene l’assorbimento), l’ileo è la parte terminale che continua nel colon (intestino crasso).
Normalmente tutto il tratto gastroenterico contiene batteri (pochi nello stomaco, moltissimi nel colon). Il tenue ne contiene intorno a 10.000/ml di liquido; inoltre i batteri che sono ospitati nel tenue sono di diverso tipo rispetto ai batteri contenuti nel colon.
Nella SIBO si ha una crescita esagerata di batteri nell’intestino tenue (almeno 10 – 15 volte la norma) e, contemporaneamente una modificazione dei ceppi della popolazione batterica che tende ad assomigliare a quella del colon.
Le cause
Normalmente il piccolo intestino è animato da continui movimenti (anche in assenza di cibi). Questi movimenti, che prendono il nome di peristalsi, si propagano sempre nella stessa direzione (dall’alto verso il basso: ovvero nella direzione dalla bocca verso l’ano). Tali movimenti peristaltici possono essere descritti come un “moto ondoso” (autonomo ed involontario) che determina la progressione delle sostanze contenute all’interno dell’intestino stesso (oltre ad un loro rimescolamento che favorisce la digestione ed il progressivo assorbimento delle sostanze nutrienti). La peristalsi mantiene, inoltre, il lume (ovvero la cavità interna del “tubo” gastroenterico) “pulito” da un eccesso di batteri spingendoli via con una azione meccanica.
E’ ovvio, quindi, che tutte le condizioni che interferiscono con il movimento del tenue (o di sue parti) impediscono una perfetta eliminazione dei batteri che possono, così, moltiplicarsi nel lume del piccolo intestino.
Sono molte le condizioni patologiche favorenti la SIBO:
Malattie neurologiche/muscolari (es.: sclerodermia)
Diabete Mellito
Diverticoli del tenue
Morbo di Crohn (ileite segmentaria)
Esiti chirurgici (es.: ansa cieca)
Sindrome di Ogilvie
Anche una riduzione dell’acidità gastrica (spontanea od indotta da farmaci) può favorire ad una sovracrescita batterica nel tenue.
La presenza di una elevata quantità di batteri nel piccolo intestino determina una modificazione degli acidi biliari con conseguente malassorbimento dei lipidi (grassi) alimentari. I batteri, inoltre, determinano anche un danno diretto sulle cellule (enterociti) della mucosa intestinale (strato interno del tubo gastroenterico deputato all’assorbimento).
I sintomi
I sintomi indotti dalla SIBO sono assai privi di specificità:
Sintomi “addominali”: gonfiore, borborigmi, dolore addominale, diarrea, dispepsia.
Sintomi extraintestinali: malassorbimento, calo ponderale, anemia e/o neuropatia da carenza di vitamina B12, osteoporosi o tetania per ipocalcemia da carenza di vitamina D.
Purtroppo tale sintomatologia è, in pratica, parzialmente sovrapponibile a quella della sindrome dell’intestino irritabile (quest’ultima condizione non presenta malassorbimento intestinale).
Per tale motivo, molto spesso si arriva a formulare il sospetto di SIBO per “esclusione” dopo aver eseguito numerosi altri tests ed accertamenti.
[…]
http://www.medicitalia.it/minforma/gastroenterologia-e-endoscopia-digestiva/1507-sindrome-sovracrescita-batterica-tenue-sibo-small-intestinal.html

 

 


59

Campylobacter

 

Da Epicentro Iss.
La campylobatteriosi è una malattia infettiva causata dal batterio Gram negativo Campylobacter. Descritta negli anni Cinquanta come rara batteriemia nelle persone immuno-compromesse, nel 1972 è stata individuata come causa di malattie diarroiche. La maggior parte delle infezioni (circa il 90%) è provocata dalle specie C. jejuni e C. coli, mentre meno frequenti sono quelle causate dalle specie C. lari, C. fetus e C. upsaliensis.
[…]
Sintomi e diagnosi
Il periodo di incubazione della campylobatteriosi varia da un giorno a una settimana, a seconda dei casi. I sintomi sono solitamente leggeri o moderati e consistono in diarrea, dolori addominali, febbre, mal di testa, nausea e vomito. La loro durata varia generalmente da uno a sette giorni, ma nel 20% dei casi circa, può superare la settimana.
Manifestazioni più gravi della malattia si verificano in meno dell’1% dei pazienti, solitamente in soggetti molto anziani o molto giovani, e includono meningiti, endocarditi e aborti settici. Pazienti con deficit di immunoglobuline possono presentare infezioni gravi, prolungate e ricorrenti. Il tasso di mortalità è basso, ma per i pazienti più vulnerabili (bambini, anziani e immuno-compromessi) il cui numero nell’Unione europea è in crescita, le conseguenze della malattia possono essere molto gravi.
La campylobatteriosi è stata associata a diverse sequele croniche che includono artrite reattiva, infiammazioni a carico di fegato e reni e la sindrome di Guillain-Barré. A causa della mancanza di caratteristiche cliniche specifiche, la campylobatteriosi è difficile da distinguere dalle altre patologie gastrointestinali. Una diagnosi definitiva può essere effettuata solo attraverso l’analisi microbiologica di campioni clinici.
[…]
http://www.epicentro.iss.it/problemi/campylobacter/campylobacter.asp

58

 
Staphylococcus aureus

Da My-personaltrainer.it, Arnoldo Mondadori Editore Spa.

Lo Staphylococcus aureus è il più comune agente eziologico delle infezioni cutanee e dei tessuti molli; si tratta in particolare di infezioni piogeniche (quindi formanti pus) che appaiono come foruncoli e ascessi. Tra le altre affezioni piogeniche correlate allo Staphylococcus aureus figurano alcune forme di gastroenterite (intossicazione alimentare), ma anche patologie più gravi, come osteomielite, artrite settica, borsite, sindrome da shock tossico, necrolisi epidermica tossica, polmonite, meningite ed endocardite. Lo Staphylococcus aureus è anche un comune responsabile di infezioni nosocomiali, e può interessare pazienti sottoposti ad interventi chirurgici o a manovre invasive, complicando la guarigione. Alcuni ceppi di Staphylococcus aureus producono tossine responsabili di due tipiche sindromi cliniche: a) la sindrome da shock tossico, caratterizzata da febbre, vomito, diarrea, stato confusionale e rash cutaneo, insufficienza multi-organo e desquamazione cutanea; b) la sindrome della cute (pseudo)ustionata, che colpisce soprattutto i bambini durante la primissima infanzia caratterizzandosi per il distacco di ampie zone di epidermide (non a caso la tossina chiamata in causa è nota come esfoliatina).

La trasmissione da uomo ad uomo avviene per via aerogena tramite la dispersione nell’area di goccioline infette emesse attraverso la tosse o gli starnuti, ma anche per contatto diretto, ad esempio attraverso le mani di un individuo infetto.

Le tossi-infezioni alimentari da Staphylococcus areus (stafiloenterotossicosi) – caratterizzate dalla comparsa, entro alcune ore dal consumo di cibo contaminato da ceppi produttori di enterotossina, di vomito incoercibile, talvolta associato a brividi, lieve rialzo termico e diarrea, – avvengono abitualmente per il consumo di alimenti contaminati, ad esempio manipolati da persone con infezioni dermatologiche stafilococciche. L’alimento più a rischio rimane il latte crudo munto da vacche con patologia mastitica, mentre la pastorizzazione e gli altri trattamenti termici distruggono il microrganismo, ma non le sue tossine.
[…]

http://www.my-personaltrainer.it/salute/staphylococcus-aureus.html

 

57

Astrovirus

Da Sicurezza Alimentare Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana. M.Leandri.

Caratteristiche generali

astro1Gli Astrovirus, identificati per la prima volta nel 1975 in campioni di feci raccolti durante un’epidemia di dissenteria in un reparto di neonatologia inglese, sono piccoli virus ad RNA a simmetria icosaedrica, sprovvisti dienvelope, il cui nome è riconducibile alla caratteristica forma stellata che alcune particelle virali possiedono quando osservate al microscopio elettronico.

Il genere Astrovirus, incluso nella famiglia Astroviridae, comprende 14 differenti specie delle quali 7 sono responsabili della comparsa di malattia nell’uomo.

Le particelle virali resistono al trattamento con acidi (pH3), al cloroformio e ad alcuni alcoli (propanolo e butanolo), mentre vengono distrutte dall’esposizione a temperature di 60°C per 10 minuti e a ripetuti scongelamenti.

[…]

Sintomi

Il periodo di incubazione della malattia è solitamente breve (24-72 ore). La gastroenterite da Astrovirus esordisce rapidamente ed è caratterizzata da diarrea acquosa della durata di 2-3 giorni sebbene in alcuni casi la dissenteria possa presentarsi anche per 7-14 giorni. Altre manifestazioni cliniche associate sono febbre, nausea, vomito e cefalea. Nei soggetti immunodepressi o con patologie pregresse a carico dell’apparato digerente, la malattia è più severa ed i sintomi si protraggono anche per 128 giorni.

In talune circostanze le gastroenteriti da Astrovirus sono associate ad infezioni miste a carico di altri patogeni; non è ancora chiaro il reale significato clinico di tale evenienza in quanto solo raramente essa si accompagna all’ intensificarsi del quadro sintomatologico.

[…]

 

http://sicurezzaalimentare.izslt.it/gli-astrovirus/

 


56

 
Blastocystis hominis
Da Meduy.com.
Che cosa è Blastocystis infezione hominis?Blastocystis hominis è un parassita microscopico talvolta si trova nelle feci di persone sane e nelle feci di coloro che hanno la diarrea, dolore addominale o altri problemi gastrointestinali. L’infezione da Blastocystis si chiama blastocystosis.
I ricercatori non hanno ancora comprendere appieno il ruolo che svolge Blastocystis, eventuali, nel causare un’infezione. Alcuni sottotipi di Blastocystis possono essere più probabilità di causare infezione sintomatica, o può presentare un rischio solo in combinazione con altri tipi di infezione. In alcuni casi, Blastocystis risiede semplicemente nel tubo digerente senza causare danni.
Non ci sono trattamenti provati per blastocystosis, e l’infezione cancella solitamente da sè. Tuttavia, se i segni ed i sintomi non migliorano, il medico può raccomandare provare farmaci.Segni e sintomi che possono essere associati con blastocystosis includono:
Diarrea
Nausea
Crampi addominali
Gonfiore
Gas in eccesso (flatulenza)
Prurito anale
Perdita di appetito
Perdita di peso
Fatica
[…]

http://www.meduy.com/it/329.html

 


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Norovirus

 

Da Epicentro ISS.

Isolati e scoperti nel 1972, i norovirus appartengono alla famiglia dei Caliciviridae, virus a singolo filamento di Rna, e rappresentano uno tra gli agenti più diffusi di gastroenteriti acute di origine non batterica, costituendo così un serio problema nel campo della sicurezza alimentare. Sono anche comunemente noti come virus di Norwalk, dal nome della città dell’Ohio centro di un’epidemia di gastroenterite nel 1968. Le infezioni causate da norovirus si manifestano soprattutto in contesti comunitari, negli ospedali, nelle case di riposo, nelle scuole o, tipicamente, in ambienti confinati, come per esempio le navi da commercio e da crociera. Non coltivabili, i norovirus hanno posto qualche problema diagnostico in passato. Fino a qualche anno fa, infatti, era possibile identificarli solo con l’osservazione al microscopio elettronico, date le minuscole dimensioni, o misurando la presenza di anticorpi nel sangue. Da una decina d’anni sono stati sviluppati test diagnostici rapidi con l’uso di marcatori molecolari su campioni di feci. A oggi, sono noti quattro genotipi di norovirus, da GI a GIV, sottodivisi in almeno 20 cluster.

Sintomi e decorso
Il periodo di incubazione del virus è di 12-48 ore, mentre l’infezione dura dalle 12 alle 60 ore. I sintomi sono quelli comuni alle gastroenteriti, e cioè nausea, vomito, soprattutto nei bambini, diarrea acquosa, crampi addominali. In qualche caso si manifesta anche una leggera febbre. La malattia non ha solitamente conseguenze serie, e la maggior parte delle persone guarisce in 1-2 giorni senza complicazioni. Normalmente, l’unica misura è quella di assumere molti liquidi per compensare la disidratazione conseguente a vomito e diarrea. In particolare, la disidratazione può rappresentare una complicazione più seria per i bambini, gli anziani e i soggetti con precario equilibrio metabolico o cardiocircolatorio, e può quindi richiedere una certa attenzione medica.
Non esiste un trattamento specifico contro il norovirus, né un vaccino preventivo. I meccanismi di immunizzazione contro il norovirus sono poco conosciuti, e secondo i Cdc l’immunità dura solo alcuni mesi: lo stesso individuo quindi può essere infettato dal virus più volte nel corso della vita.
[…]



http://www.epicentro.iss.it/problemi/norovirus/norovirus.asp

 


54

 
AIDS e HIV: sintomi, cause, test e trasmissione.
Da Farmacoecura, Arnoldo Mondadori Editore Spa.

Sintomi
L’infezione da HIV passa essenzialmente attraverso 4 stadi principali:

– incubazione,
– infezione acuta,
– periodo di latenza,
– AIDS.

L’iniziale periodo di incubazione, totalmente asintomatico (privo cioè di sintomi) dura mediamente da 2 a 4 settimane dal momento del contagio.

Il secondo stadio, l’infezione acuta, dura in media 28 giorni (ma in genere meno) e si manifesta in alcuni casi attraverso sintomi di tipo influenzale:

febbre,
linfoadenopatia (ingrossamento dei linfonodi),
faringite (mal di gola),
rash (manifestazioni cutanee),
mialgia (dolore muscolare),
malessere,
piccole piaghe in bocca e nell’esofageo.

Più raramente compaiono anche:

mal di testa,
nausea e vomito,
ingrossamento del fegato/milza,
perdita di peso,
mughetto,
sintomi neurologici.

Pochissimi casi al mondo sono stati connessi con lo sviluppo di una paralisi facciale.

[…]

http://www.farmacoecura.it/malattie/aids-hiv-sintomi-cause-e-trasmissione/#steps_2

 


53

Clamidia

Da Epicentro, ISS.

La clamidia è una infezione sessualmente trasmissibile tra le più comuni, causata da un batterio intracellulare obbligato, Chlamydia trachomatis, la cui tassonomia è in corso di revisione.

Anche se le manifestazioni sintomatiche sono molto leggere, tanto da non essere spesso riconosciute dalle persone che ne sono colpite, le conseguenze a carico dell’apparato riproduttivo, specie femminile, possono essere molto gravi. Nella maggior parte dei casi l’infezione interessa le donne, soprattutto le adolescenti e le giovani sessualmente attive. Dal 10 al 40% delle donne con infezione non trattata sviluppano la malattia infiammatoria pelvica (pelvic inflammatory disease, PID) che può condurre alla sterilità.

Nel sesso maschile, l’infezione può interessare l’epididimo, causando dolore e febbre. Il danno permanente sembra meno probabile, anche se negli ultimi anni alcuni studi segnalano una possibile correlazione tra l’infezione da clamidia negli uomini e sterilità. Rare le conseguenze più serie, come la sindrome di Reiter, una forma di artrite sieronegativa accompagnata da lesioni epidermiche e infiammazione agli occhi e all’uretra.

Trasmissione
La clamidia si trasmette generalmente attraverso i rapporti sessuali di ogni tipo, vaginali, anali e orali.
Una donna gravida infetta può, durante il parto, passare al neonato l’infezione, che si manifesta come un’infiammazione agli occhi e all’apparato respiratorio. La clamidia è, infatti, una delle prime cause di congiuntivite e di polmonite nei neonati.

Sintomi
La clamidia è asintomatica nella grande maggioranza dei soggetti infettati, si stima oltre il 70% delle donne e il 50% degli uomini.

Le eventuali manifestazioni cliniche compaiono dopo una-tre settimane dall’infezione. Nelle donne, il batterio infetta la cervice e l’uretra, causando perdite vaginale anomale o una fastidiosa sensazione di irritazione. L’infezione si espande in forma settica, causando in alcune persone dolori addominali al basso ventre, alla schiena, nausea, febbre e perdite ematiche anche al di fuori del ciclo mestruale. Dalla cervice, l’infezione può eventualmente diffondersi al retto.

Negli uomini, i sintomi possono manifestarsi con secrezioni o sensazione di irritazione e prurito. Raramente, si hanno infiammazione, ingrossamento e dolore ai testicoli.
Se trasmessa attraverso un rapporto anale, la clamidia può infettare il retto e provocare dolori, perdite e sanguinamenti. Se trasmessa attraverso un rapporto orale, può infettare la gola.

Nella sindrome di Reiter tipica, si sviluppa un’uretrite non batterica 7-14 giorni dopo un contatto sessuale; all’uretrite seguono, dopo alcune settimane, una febbre modesta, la congiuntivite e l’artrite. Sono frequenti forme incomplete della sindrome. L’artrite può essere lieve o grave. La sindrome di Reiter si risolve, in genere, in alcuni mesi, ma in circa la metà dei pazienti sono possibili per diversi anni episodi ricorrenti, transitori o prolungati, di artrite o di altre manifestazioni della sindrome, talvolta con esiti in deformità e anchilosi.

[…]

http://www.epicentro.iss.it/problemi/clamidia/clamidia.asp

52

Inquinamento da metalli pesanti.

 

Da Biologo Nutrizionista.

Inquinamento da metalli pesanti. Metalli Pesanti e Malattie Degenerative.

I metalli pesanti sono sostanze con cui conviviamo quotidianamente, perché sono alla base della composizione di molti organismi viventi, ed anche del nostro stesso corpo.
Alcuni di essi, però, sono potenzialmente molto tossici, per cui se penetrano nell’ambiente e quindi nel nostro organismo in dosi superiori a quelle tollerabili comportano gravi conseguenze, spesso letali.
In un rapporto del 1979, l’Ente Governativo Americano per la Protezione dell’Ambiente affermava che i metalli tossici rappresentano un grave problema per i Paesi Industrializzati, in quanto largamente utilizzati in tutte le attività produttive, dall’agricoltura all’industria, al terziario avanzato.
A causa di ciò queste sostanze vengono introdotte nell’aria, nell’acqua, nella catena alimentare e vengono quindi assorbite dall’organismo umano…

[…]

 

51

 



Avvelenamento da mercurio.

 Mercury Poisoning.

 

Da Emedicine Health.

 

Che cos’è l’avvelenamento da mercurio?

Il mercurio è un elemento che si trova su tutta la terra, nel suolo, rocce, e acqua. Le tracce possono essere trovate anche nell’aria. I più grandi depositi sulla terra sono come il cinabro (solfuro di mercurio). Il mercurio esiste in varie forme, come un metallo liquido (mercurio), come vapore, e nei composti (organici e inorganici). Scientificamente, il simbolo per il mercurio è Hg e il suo numero di elemento è di 80.
Il mercurio è stato usato per secoli come una medicina, per fare amalgami, e in molte applicazioni industriali. Alla fine, scienziati, medici e altri hanno compreso che le varie forme di mercurio causano problemi di salute. La frase “matto come un cappellaio” nasce nel 1800 dalla constatazione che le persone (hatters) che avessero utilizzato il mercurio per elaborare il feltro per i cappelli spesso sviluppavano cambiamenti mentali.
Il problema con il mercurio è che se gli esseri umani sono esposti a una qualsiasi delle forme di mercurio, a seconda della quantità (dose), percorso (ingestione, contatto con la pelle, inalazione), e la durata (tempo) di esposizione; il mercurio può essere tossico per l’uomo.

Alcune forme elementari e chimiche di mercurio (vapore, il metilmercurio, mercurio inorganico) sono più tossiche rispetto ad altre forme. Il feto umano e persone medicamente compromesse (per esempio, pazienti con problemi polmonari o renali) sono i più sensibili agli effetti tossici di mercurio.
Anche se le varie forme di mercurio possono causare alcuni sintomi diversi, gli effetti che sono più tossici si verificano nel cervello e nel sistema nervoso.
Ci sono numerosi elementi che contengono mercurio nelle sue varie forme che possono causare un’esposizione tossica. Essi sono presenti in molti luoghi di lavoro e in casa. Ad esempio, le centrali a carbone emettono mercurio (la più alta fonte di mercurio messo in aria), termometri per la casa, le batterie “bottone”, le nuove lampadine fluorescenti a risparmio energetico, e frutti di mare (molluschi, tonni, marlin e molti altri). Tali elementi sono tutti potenziali fonti di avvelenamento da mercurio. Tuttavia, le linee guida sono disponibili per l’uso prudente, il consumo e lo smaltimento di elementi contenenti forme di mercurio.
Seguendo le linee guida in grado di ridurre o eliminare l’esposizione al mercurio tossico.

[…]

 


50

Escherichia Coli
Da Farmacoecure, Arnoldo Mondadori Editore Spa.

L’Escherichia Coli produttore di Shiga-tossine (STEC) può causare i seguenti sintomi:

Nausea,
Forti crampi addominali,
Diarrea acquosa o con forte presenza di sangue,
Affaticamento.
Il batterio STEC è anche in grado di provocare febbre lieve o vomito. I sintomi di norma si presentano da 2 a 5 giorni dopo l’ingestione dell’alimento contaminato o della bevanda contaminata. I sintomi possono durare anche per 8 giorni, poi la maggior parte dei pazienti guarisce completamente.

[…]

http://www.farmacoecura.it/malattie/escherichia-coli-sintomi-cure-causa-e-trasmissione/#steps_2

 


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I danni dell’alluminio: dove si trova, effetti e rimedi naturali.

Da Disinformazione.

L’alluminio è presente nel nostro cibo, nell’approvvigionamento idrico e del suolo, e in numerose altre fonti di uso quotidiano per cui la maggioranza delle persone soffre di un certo grado di tossicità da alluminio. Dopo anni di esposizione accumulata e del suo deposito nei tessuti del corpo, questo veleno può avere risultati che vanno da una degenerazione del cervello a deformità. Secondo le statistiche del laboratorio Mineral Test, nelle Marche che è una tra le regioni a più basso inquinamento di metalli pesanti, il livello di alluminio nella popolazione è il doppio rispetto al limite massimo consentito.

Fegato, ossa polmoni, tiroide e cervello sono i siti in cui si immagazzina l’Al nel nostro organismo. La percentuale di Al nel capello è in stretta relazione alla percentuale presente nelle ossa. E’ accertato che il morbo di Alzheimer è correlato anche ad alte quantità di Al nel tessuto cerebrale.

Una ricerca dell’autunno 2000 del dott. R. Chinellato, chimico, svolta tramite spettrofotometro presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, avente per obiettivo l’aranciata in lattine, rivela che anche in presenza di un degrado del rivestimento interno apparentemente non degno d’interesse, l’Al della lattina viene ceduto alla bibita fino ad una concentrazione di 0,5 mg/lt, equivalente ad oltre il doppio della concentrazione massima prevista dalle normative nazionale.

I pericoli dell’avvelenamento da alluminio

– L’alluminio è particolarmente tossico per il sistema nervoso, con una serie di sintomi che possono includere disturbi del sonno, nervosismo, instabilità emotiva, perdita di memoria, mal di testa, e compromissione intellettiva.

– Esso può fermare la capacità del corpo di digerire e fare uso di calcio, fosforo e fluoro. Questo impedisce la crescita ossea e riduce la densità delle ossa. L’alluminio può anche causare condizioni che effettivamente scacciano il calcio dalle ossa. Ciascuna di queste situazioni può portare a debolezza e a deformazione della struttura ossea, con effetti paralizzanti.

– L’avvelenamento può anche provocare dolori muscolari, disturbi del linguaggio, anemia, problemi digestivi, diminuzione della funzionalità epatica, coliche renali e compromissione della funzionalità renale…

[…]


http://www.disinformazione.it/alluminio2.htm

 


48

 

 

 Malattie infettive

Da MSD Italia.159. MALATTIE DA RICKETTSIE
(Rickettsiosi)

 

Malattie causate da rickettsie che si manifestano con un esordio brusco, un decorso febbrile da una a diverse settimane, cefalea, malessere, prostrazione, vasculiti periferiche e, nella maggior parte dei casi, un caratteristico rash.

BARTONELLOSI

Infezioni causate da Bartonella sp che di solito causano anemia acuta febbrile, un’eruzione cutanea cronica, la malattia da graffio di gatto o una malattia disseminata nell’ospite immunocompromesso.

Sommario:

Eziologia
Sintomi, segni e diagnosi
Profilassi e terapia

FEBBRE DELLE TRINCEE
Eziologia ed epidemiologia
Sintomi, segni e prognosi
Diagnosi
Profilassi e terapia
[…]

 

 


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Varicella

 

Da Epicentro Iss.
La varicella è una malattia infettiva altamente contagiosa provocata dal virus Varicella zoster (Vzv), della famiglia degli Herpes virus. Insieme a rosolia, morbillo, pertosse e parotite, la varicella è annoverata fra le malattie contagiose dell’infanzia, che nella maggioranza dei casi colpiscono i bambini tra i 5 e i 10 anni.
L’uomo è l’unico serbatoio noto di questo virus: la malattia si trasmette quindi soltanto da uomo a uomo.[…]Sintomi, decorso clinico e complicanze.Dopo un’incubazione di 2 o 3 settimane, la malattia esordisce con un esantema cutaneo (o rash), febbre non elevata e lievi sintomi generali come malessere e mal di testa. Per 3-4 giorni, piccole papule rosa pruriginose compaiono su testa, tronco, viso e arti, a ondate successive. Le papule evolvono in vescicole, poi in pustole e infine in croste granulari, destinate a cadere. Tipicamente l’esantema è costituito da 250-500 lesioni.La varicella è in genere una malattia benigna che guarisce nel giro di 7-10 giorni. La malattia tende ad avere un decorso più aggressivo nell’adolescente e nell’adulto, e può essere particolarmente grave se colpisce persone immunodepresse (persone con infezione da Hiv, persone sottoposte a chemioterapia o in cura con steroidi per asma o altre malattie). Le complicanze della varicella sono rare nei bambini sani e si verificano per lo più nelle persone immunodepresse, nei neonati e negli adolescenti o adulti. Possono verificarsi superinfezione batterica delle lesioni cutanee, trombocitopenia, artrite, epatite, atassia cerebellare, encefalite, polmonite e glomerulonefrite. Tra gli adulti la complicanza più comune è la polmonite.L’infezione produce immunità permanente in quasi tutte le persone immunocompetenti: raramente una persona può sviluppare due volte questa malattia. Tuttavia, il virus non viene eliminato dall’organismo, ma rimane latente (in genere per tutta la vita) nei gangli delle radici nervose spinali. Nel 10-20% dei casi il virus si risveglia a distanza di anni o di decenni, solitamente dopo i 50 anni, dando luogo all’herpes zoster, noto comunemente come “fuoco di Sant’Antonio”. Lesioni a grappolo di tipo vescicolare si presentano al torace, a volte accompagnate da dolore localizzato. Il dolore che persiste oltre un mese viene chiamato neuralgia posterpetica.Se la varicella viene contratta da una donna all’inizio di una gravidanza (nei primi due trimestri di gestazione) può trasmettersi al feto, causando una embriopatia (sindrome della varicella congenita). I bambini che sono stati esposti al virus della varicella in utero dopo la ventesima settimana di gestazione possono sviluppare una varicella asintomatica e successivamente herpes zoster nei primi anni di vita. Se invece la madre ha avuto la malattia da cinque giorni prima a due giorni dopo il parto, può verificarsi una forma grave di varicella del neonato, la cui mortalità può arrivare fino al 30%…
[…]
 

Amalgama

 

Da Disinformazione.

[…]
Il Mercurio presente depositandosi nei tessuti e organi altera le normali funzioni soprattutto del SNC (Sistema Nervoso Centrale) provocando depressioni più o meno forti, eccitazioni con violenza, timidezza o aggressività, disturbi della concentrazione; nei Nervi Periferici, creando paralisi e distruzione della mielina (distrofie e sclerosi a placche, epilessie) nelle mucose provocando riniti allergiche, asma, congiuntiviti; nel fegato; nel pancreas; nei reni, nelle parotidi; nelle ghiandole sudorifere, ecc. Ma quello che pochi sanno è che tutti i metalli immessi nella bocca, producono facilmente ed in molti casi, il cortocircuito elettronico delle terminazioni nervose che sono sulla parete della mucosa buccole, in quanto sono immessi in un ambiente sempre umido e molto spesso bagnato da liquido salino, ottimo conduttore delle energie bioelettroniche, quindi la risultante è come vi fossero cortocircuiti fra le terminazioni nervose della mucosa, lingua, palato, gola, modificando anche il pH della saliva. I metalli pesanti sono soprattutto veleni enzimatici, in quanto essi spiazzano i coenzimi metallici e questo e questo si evidenzia quando si scopre una carenza di Ferro, Rame, Zinco e determinano di conseguenza gravi disturbi nella funzione enzimatica e nella sintesi emoglobinica.

[…]

1. Sintomi generali: tremolio, tremor mercurialis, sonnolenza, inappetenza, rapida e continua e facile stanchezza, abbattimento psichico generale, facoltà di reazione in diminuzione, invecchiamento precoce, anormale funzionalità delle ghiandole endocrine, il tutto è sicuramente da attribuirsi al Mercurio ed alle mal funzioni dell’organismo intero ormai debilitato dall’intossicazione grave da metallo pesante.
2. Sistema nervoso: malattie nervose e degenerative ai nervi, neuroni del sistema nervoso centrale (demielinizzazione sopra tutto nei bambini), difficoltà di concentrazione, perdita della memoria, apprendimento ostacolato, epilessie, difficoltà al coordinamento dei movimenti, erethismus merculiaris ovvero alto grado di nervosismo (situazione di irritabilità e agitazione che può diventare malattia cronica).
3. Sintomi psichici: depressioni fino a pensieri suicidi, paura della morte, irritabilità e violenza, agitazione facile e continua.
4. Resistenza alla terapia di: malattie influenzali, angina tonsillare, sinusite, rinite, malattie all’apparato respiratorio.
5. Testa: dolori di testa, emicranie, nevralgie facciali, bruciore della lingua, bocca arida, afte, sapore metallico in bocca, dolori alla nuca e al collo.
6. Occhi: disturbi visivi da genesi poco chiara, dovute alle mal nutrizioni dei muscoletti dell’occhio o dalle contaminazioni neuro muscolari da mercurio degli stessi; iritis, edemi perioculari, occhi senza lucentezza.
7. Orecchie: ronzio, rumori strani ed alle volte “rivelazione” di frequenze radiotelevisive, variazione della frequenza fondamentale emessa dal cervello/orecchio con la conseguente perdita od attenuazione della capacità
di percezione della spazialità dei suoni.
8. Polmoni: asma bronchiale, raffreddori strani, irritazioni alle vie respiratorie.
9. Cuore: aritmie ed anomalie dei ritmi.
10. Stomaco – intestino: vomito, colite ulcerosa, disbiosi intestinali, diarrea, gastroenteriti, tenesmo anale, tensioni alla valvola ileo cecale e cattive digestioni.
11. Intestino – continue alterazioni della flora batterica, diarree, enterocoliti, stipsi, infiammazioni della mucosa viscerale, villi atrofizzati, sistema nervoso enterico super eccitato, nascita di tumori all’intestino.
12. Vescica: irritazione dolorosa della muscolatura della vescica irritata, tenesmo vescicale.
13. Pelle: caduta di capelli accelerata, cambiamento del colore dei capelli, prurito alla pelle, esantemi, eritemi localizzati.
14. Articolazioni: dolori articolari, disturbi reumatici, muscolari.

[…]

http://www.disinformazione.it/amalgama.htm

 

 


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Malattia di Lyme

 

Quando la malattia di Lyme causa positività nel test per la Mononucleosi.

When Lyme disease causes a positive test for Mononucleosis.

 

Da Daniel Cameron Md
Centro specializzato per i test: Armin Labs.
https://www.arminlabs.com/en/about/dr-armin-schwarzbach
Altre informazioni utili per l’Europa:
http://www.lymeaiduk.com/index.php/get-a-test
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Malattia di Lyme

Da My Personal Trainer.

Cos’è la malattia di Lyme?

La malattia di Lyme è una patologia di origine batterica che colpisce prevalentemente la cute, ma spesso vengono intaccati anche gli organi interni, le articolazioni e il sistema nervoso.
La malattia di Lyme appartiene al gruppo delle antropozoonosi, ovvero a quel gruppo di malattie che possono essere trasmesse naturalmente dagli animali vertebrati all’Uomo. In questo caso specifico, la trasmissione della malattia non è diretta ma è mediata da un insetto.
Vettore dell’infezione è una zecca, che si infetta dopo aver morso un animale malato e trasmette l’infezione all’uomo con il morso…

[…]
http://www.my-personaltrainer.it/benessere/malattia-di-lyme.html
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Lyme
Lyme
Da ProHealth.
La malattia di Lyme è spesso chiamata il grande imitatore perché imita una varietà di condizioni di salute, tra cui la sindrome da stanchezza cronica (encefalomielite mialgica), la fibromialgia e altre malattie che coinvolgono il sistema nervoso centrale. È anche la malattia infettiva più in rapida crescita negli Stati Uniti e forse in tutto il mondo, con almeno 300.000 nuovi casi ogni anno nei soli Stati Uniti. Alcuni esperti ritengono i numeri siano ancora molto superiori a quella cifra.
[…]
http://www.prohealth.com/library/showarticle.cfm?libid=25825
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Nuova Malattia-di Lyme-causa-malattie batteriche, scoperte le specie.
New Lyme-disease-causing bacteria species discovered.
Da CDC. Centers for Disease Control and Prevention. CDC.
Il Centro per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (CDC), in collaborazione con la Mayo Clinic e funzionari della sanità del Minnesota, Wisconsin e del Nord Dakota, riportano la scoperta di una nuova specie di batteri (Borrelia mayonii) che causa la malattia di Lyme nelle persone. Finora, Borrelia burgdorferi era l’unica specie che si ritenesse di provocare la malattia di Lyme in Nord America.
Gli scienziati della Mayo Clinic di Rochester, Minnesota, prima sospettavano la possibilità di nuovi batteri, dopo i test di laboratorio di sei persone con risultati insoliti di sospetta malattia di Lyme prodotti, secondo i risultati pubblicati oggi in Lancet Infectious Diseases. Ulteriori test genetici presso la Mayo Clinic e CDC hanno scoperto che il batterio, chiamato provvisoriamente mayonii Borrelia, è strettamente legato alla B. burgdorferi.
[…]

http://www.cdc.gov/media/releases/2016/p0208-lyme-disease.html

 


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Bartonella Henselae, CSD, Febbre da Trincea, Bartonella Quintana,
Malattia di Carrión, Bartonella bacilliformis, Febbre Oroya e Verruga Peruana.
Bartonella Infection, Cat Scratch Disease CSC, Trench Fever, and Carrión’s Disease.
Da Centers for Disease Control and Prevention.
[…]
CSD, Bartonella henselae.
Le persone possono ottenere CSD [Cat Ccratch Disease] dai graffi di gatti domestici o selvaggi, in particolare gattini. La malattia si verifica più frequentemente nei bambini di età inferiore ai 15 anni. I gatti possono ospitare le pulci infette che portano i batteri Bartonella. Questi batteri possono essere trasmessi da un gatto a una persona durante un graffio. Alcune prove suggeriscono che il CSD può essere trasmesso direttamente all’uomo dal morso delle pulci di gatto infetto, anche se questo non è stato dimostrato. La CSD avviene in tutto il mondo e può essere presente ovunque si trovino i gatti. I gatti randagi possono essere più portatori di Bartonella degli animali domestici. Negli Stati Uniti, la maggior parte dei casi di CSD si verificano in autunno e in inverno. Le zecche possono portare alcune specie di batteri Bartonella, ma attualmente non esistono prove convincenti che le zecche possano trasmettere l’infezione da Bartonella all’uomo.
[…]
Febbre da Trincea, Bartonella Quintana.
La febbre da Trincea viene trasmessa dal pidocchio del corpo umano. A causa della sua associazione con le infestazioni corporee, la febbre da trincea è più frequentemente associata a popolazioni senza fissa dimora o aree di elevata densità di popolazione e scarsa igienizzazione. La febbre da trincea ha ricevuto il suo nome durante la prima guerra mondiale, quando molti soldati che combatterono nelle trincee europee fecero da porto ai pidocchi e sono stati infettati dalla malattia. La febbre della trincea ha una distribuzione in tutto il mondo; casi sono stati segnalati dall’Europa, Nord America, Africa e Cina.
Malattia di Carrión, Bartonella bacilliformis.

La malattia di Carrión, precedentemente nota come bartonellosi, viene trasmessa da morsi di mosche di sabbia (genere Lutzomyia) che sono infettate con l’organismo. La malattia di Carrión ha una distribuzione geografica limitata; la trasmissione si verifica nelle montagne delle Ande a 3.000 a 10.000 piedi di altitudine nel Sud America occidentale, tra cui il Perù, la Colombia e l’Ecuador. La maggior parte dei casi sono riportati in Perù. Alcuni casi di Febbre Oroya e Verruga Peruana (Verruche Peruviane) sono stati riportati nei viaggiatori che sono tornati dagli altopiani andini in Sud America, ma il rischio è basso. Nel 2007, una specie di Bartonella (B. Rochalimae) recentemente riconosciuta è stata identificata in un viaggiatore malato che ritornava dal Perù. Molti sono ancora sconosciuti per quanto riguarda l’esistenza di altri vettori artropodi competenti e l’identificazione di un serbatoio naturale, non umano e vertebrato.[…]

Sintomi

Malattia di graffio di gatto (CSD), Bartonella Henselae.
– Può essere presente febbricola.
– Linfonodi gonfi che si sviluppano 1-3 settimane dopo l’esposizione.
– Papule o pustole al sito di inoculazione.
Raramente si possono verificare manifestazioni insolite come infezioni oculari, gravi dolori muscolari o encefalite.

Febbre da Trincea, Bartonella Quintana.

– Febbre (può presentarsi come un singolo attacco di febbre o attacchi di febbre ricorrente).
– Mal di testa.
– Eruzione cutanea.
– Dolore osseo, soprattutto nelle gambe, collo e schiena.

Malattia di Carrión, Bartonella Bacilliformis.

Questa malattia ha 2 fasi distinte:
– Febbre di Oroya: durante questa fase i pazienti possono presentarsi con febbre, mal di testa, dolori muscolari, dolori addominali e anemia grave.

– Verruga peruana: durante questa fase successiva, le lesioni appaiono sotto la pelle come sviluppi nodulari, quindi emergono dalla pelle come lesioni vascolari rosse-viola che sono inclini a ulcerazione e sanguinamento.

[…]

https://www.cdc.gov/bartonella/symptoms/index.html

40
Febbre del Fiume di Ross o Ross River Virus.
Da News Medical.
La febbre del Fiume di Ross, anche conosciuta come la malattia di virus del Fiume di Ross, è una malattia infettiva causata dal virus del Fiume di Ross che è sparso dalle zanzare. I pazienti Commoventi avvertono i sintomi simili a quello di influenza, con fatica ed i dolori del muscolo. È endemico in Australia, in Papuasia Nuova Guinea, Figi, nei Samoa, le Isole Cook, In Nuova Caledonia ed altre isole del Pacifico Meridionale.Sintomi
I sintomi di febbre del Fiume di Ross possono includere:Dolore
Fatica
Dolori del Muscolo
Infiammazione Unita
Chiazze cutanee
Ingrandimento di linfonodo
Perni ed ago di stampa nelle estremità
L’infiammazione della giuntura e della poliartrite pregiudica tipicamente le giunture della mano, del ginocchio, della caviglia, della barretta o del dito del piede. Il dolore e le informazioni variano nell’intensità e nella durata per i pazienti differenti, duranti alcuni giorni ad alcuni mesi…
[…]
http://www.news-medical.net/health/What-is-Ross-River-Fever-(Italian).aspx

39
Sensibilità Chimica Multipla.
Da Ospedale di Cuneo.
PDF
 http://www.ospedale.cuneo.it/uploads/media/Sensibilita_Chimica_Multipla.pdf
 

38

La medicina di laboratorio esplora il fegato.

 
PDF
http://www.synlab.it/fileadmin/user_upload/general/ITALY/PDF/Dossier_Medici/Fibromax.pdf
 

37
Sindrome dell’Impiegato e Sick Building Syndrome (SBS): malattie o leggende?

 

Da Università Lum Jean Monnet.
La Sindrome dell’Impiegato e Sick Building Syndrome (SBS), rappresentano due entità patologiche interscambiabili che colpiscono tipicamente il dipendente d’ufficio e sono causa di circa il 40% delle assenze dal lavoro. L’alterazione del microclima (inquinamento indoor), dovuto agli spazi chiusi, al sovraffollamento, e ai macchinari da ufficio, è alla base di queste patologie. La sintomatologia è quanto mai varia, interessando numerosi sistemi e apparati corporei: mal di testa, nausea, facile irritabilità, lacrimazione, bruciore oculare, tosse, sono i sintomi più frequenti. Cercheremo di capire quali sono le cause, le manifestazioni cliniche e i rimedi alla sindrome dell’impiegato; cercheremo di capire quando il lavoro diventa una malattia.
Mal di schiena? Mal di testa? Crampi alla mano o difficoltà visive? Tutto questo mentre siete a lavoro? Siete probabilmente affetti dalla sindrome dell’impiegato. Note sin dagli anni ’70, la sindrome dell’impiegato e la sindrome dell’edificio malato, rappresentano due entità patologiche interscambiabili che colpiscono tipicamente il dipendente d’ufficio e sono causa di circa il 40% delle assenze dal lavoro.
L’alterazione del microclima, dovuto agli spazi chiusi, al sovraffollamento, e ai macchinari da ufficio, è alla base di queste patologie. Tuttavia, la sovrapposizione dei sintomi con altre malattie, come il comune raffreddore, ha sempre reso queste patologie difficili da individuare (è, infatti, una diagnosi di esclusione), sino ad arrivare a dubitare della loro effettiva esistenza. Questo ha determinato una relegazione della SBS agli esclusivi addetti al lavoro, quali medici del lavoro (medico competente) e medici igienisti, nonché un’informazione insufficiente dei diretti interessati: gli impiegati…
[…]
http://www.ilquotidianoitaliano.it/salute/2015/04/news/sindrome-dellimpiegato-e-sick-building-syndrome-sbs-malattie-o-leggende-182084.html/

36
Rabdomiolisi: ruolo del nefrologo.

Da Giornale Italiano di Nefrologia.

PDF
http://www.nephromeet.com/web/lib/Download-GIN.cfm?dirdownload=E%3A%5Cgruppotesi%5Cdatasite%5Cnephromeet%5CExport%5C&filename=00199_2.pdf&filesavename=GIN_A31V6_00199_2.pdf.

35
Rotavirus
Da Epicentro ISS.
Informazioni generali
La gastroenterite da rotavirus è una malattia diffusa in tutto il mondo. In Europa e nel resto delle zone temperate del pianeta, il virus si presenta con picchi di incidenza stagionale che, alle nostre latitudini, si verificano nel periodo invernale tra novembre e marzo. Nei Paesi tropicali si possono verificare picchi di incidenza, ma il virus è presente sostanzialmente tutto l’anno.
Il rotavirus è presente nell’ambiente in 6 diverse specie ed è la causa più comune di gastroenteriti virali fra i neonati e i bambini al di sotto dei 5 anni. In particolare, nei bambini molto piccoli (tra i 6 e i 24 mesi) il virus può causare una diarrea severa e disidratazione. Il virus esiste in diverse forme, ma l’infezione è pericolosa solo quando provocata dai rotavirus A (e in misura minore da quelli B e C). L’aver contratto il virus una volta non dà immunità sufficiente, anche se le infezioni che si contraggono negli anni successivi e in età adulta tendono a presentarsi in forma più leggera.
[…]
Sintomi e diagnosi
La malattia ha un periodo di incubazione di circa due giorni, dopo i quali insorgono febbre, disturbi gastrici, vomito e diarrea acquosa per 3-8 giorni. Nella maggior parte dei casi, quando si sviluppa una forma blanda di diarrea, i malati guariscono senza alcun trattamento. Tuttavia, una diarrea acuta può portare a disidratazione grave dell’organismo, una condizione che rischia di essere letale senza un intervento adeguato.
La diagnosi viene effettuata ricercando antigeni specifici del rotavirus all’interno di campioni fecali prelevati dal paziente. Il ceppo coinvolto può essere ulteriormente caratterizzato tramite saggi immuno-enzimatici o molecolari, ma si tratta di analisi che non vengono effettuate comunemente.
[…]
http://www.epicentro.iss.it/problemi/rotavirus/rotavirus.asp

34
Sintomi delle protesi mammarie.
Breast implant symptoms.
Da Healing Breast Implant Illness.

Quali sono i sitnomi delle protesi mammarie di silicone, tossicità/ avvelenamento.
La malattia da protesi mammaria è un tipo di malattia che colpisce il corpo causata da protesi al silicone o soluzione salina. I sintomi della malattia di protesi mammarie variano da un corpo all’altro a causa delle diverità personali, il tipo di protesi mammarie e la progressione della malattia ma sembra che alcuni sintomi appaiano un po’ prima e in modo più coerente, come la stanchezza, disfunzioni cognitive (cervello annebbiato, perdita di memoria), dolori articolari e muscolari, perdita di capelli e la secchezza in tutto il corpo compresi gli organi e le ghiandole. A mio parere personale, se si verificano stanchezza, disfunzioni cognitive, dolori articolari e muscolari, perdita di capelli e la secchezza in tutto il corpo, è il tuo corpo che indica a voi che gli impianti stanno causando la malattia e devono essere rimossi al più presto possibile. Perché le protesi mammarie influenzano la maggior parte dei sistemi del corpo, i sintomi sono molto diffusi e possono essere correlati alla tossicità, disfunzione immunitaria/insufficienza, malattie autoimmuni, sintomi neurologici, sintomi endocrini e metabolici. Ecco un elenco di alcuni dei sintomi più comuni, ma in nessun modo completo, che sono stati associati alle protesi mammarie:

Stanchezza o affaticamento cronico.
Disfunzione cognitiva (annebbiamento del cervello, difficoltà di concentrazione, perdita di memoria).
Dolore e debolezza, muscolare, dolori articolari.
Perdita di capelli, pelle e capelli secchi.
Scarso sonno e insonnia.
Secchezza degli occhi, il declino della vista, disturbi della visione.
Sintomi Ipo/Iper tiroide.
Sintomi Ipo/Iper surrenali.
Estrogeni/ Squilibrio progesterone o ormoni lineari.
Guarigione lenta di tagli e graffi, ecchimosi.
Schiarirsi la gola, tosse, difficoltà di deglutizione, senso di soffocamento, reflusso.
Vertigine.
Problemi gastrointestinali e digestivi.
Febbri, sudorazioni notturne, intolleranti al calore.
Infezioni batteriche e virali nuove e persistenti.
Eliminazione lenta di raffreddori e influenze.
Infezioni fungine, infezioni da lieviti, candida, infezioni del seno.
Eruzioni cutanee.
Tinnito.
Intolleranze alimentari e allergie improvvise.
Mal di tesa.
Recupero lento muscolare dopo l’attività.
Palpitazioni cardiache, alterazioni del ritmo cardiaco normale o dolore del cuore.
Articolazioni dolenti e dolorante nelle spalle, fianchi, colonna vertebrale, mani e piedi.
Linfonodi gonfi e doloranti in zona del seno, sotto braccio, della gola, collo, inguine.
Attacchi di disidratazione per nessun motivo.
Minzione frequente.
Sensazione d’intorpidimento/formicolio negli arti superiori e inferiori.
Arti freddi e scoloriti, mani e piedi.
Fastidi generali al torace mancanza di respiro.
Dolore e/o bruciore, la sensazione intorno all’impiato e/o sotto braccia.
Disfunzione fegato e reni.
Crampi.
Shock da sintomi tossici.
Ansia, depressione e attacchi di panico.
Sintomi o diagnosi di fibromialgia.
Sintomi o diagnosi di malattia di Lyme.
Sintomi o diagnosi di malattie autoimmuni come Sindrome di Raynaud, tiroidite di Hashimoto, artrite reumatoide, sclerodermia, lupus aspecifici, malattia del tessuto connettivo, sclerosi multipla.
Sintomi di o diagnosi di linfoma Alcl

[…]

 

http://healingbreastimplantillness.com/breast-implant-symptoms/
Video (in inglese)
http://www.azfamily.com/story/37399181/cbs-5-investigates-chemist-claims-breast-implants-make-some-women-sick

33
Sindrome della Guerra del Golfo

 

Da News Science.

Ciò è un termine comunemente usato che si riferisce alla presenza di parecchie malattie undiagnosed in veterani della Guerra del Golfo di 1991. Comprende una costellazione dei sintomi ampiamente divergenti come la stanchezza, le emicranie, il dolore unito, l’indigestione, i problemi di sonno e le difficoltà di memoria. Pregiudica da un quarto ad un terzo di questi soldati.

Molti di questi sono senza causa ovvia. Di Conseguenza questa circostanza egualmente è chiamata “malattia cronica di multi-sintomo„ nei veterani di Guerra del Golfo. La diagnosi è fatta quando i sintomi esistono per 6 mesi o più e causa 10% o più inabilità.

Eziologie Possibili
Esposizione a gas nervino
Pre-Farmaco con il bromuro di pyridostigmine come misura preventiva contro gli effetti di gas nervino
Disordine Post – traumatico di sforzo
Altri disordini psichiatrici
Esposizione ai prodotti chimici tossici all’infuori di quelli direttamente impiegati nella guerra. Questi comprendono i vapori brucianti, gli antiparassitari, l’uranio che è stato utilizzato in centrali nucleari o in bombe (chiamate “uranio impoverito “), o i prodotti chimici del petrolio utilizzati nella riparazione e nel servizio del macchinario di guerra…

 
[…]
http://www.news-medical.net/health/What-is-Gulf-War-Syndrome-(Italian).aspx

32
Il ruolo di infezione da virus di Epstein-Barr nello sviluppo di malattie autoimmuni della tiroide.
The role of Epstein-Barr virus infection in the development of autoimmune thyroid diseases.
Da PubMed, US National Library of Medicine National Institutes of Health.
Le malattie autoimmuni della tiroide, tra cui tiroidite di Graves e tiroidite di Hashimoto, sono le più frequenti malattie autoimmuni. Infezione virale, compreso da virus di Epstein-Barr (EBV), è uno dei fattori ambientali più frequentemente considerato coinvolto in autoimmunità. Il suo ruolo nello sviluppo dell’AITD non è stato confermato finora.
[…]
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25931043

31
Giardia
Da Epicentro ISS.
La giardia è un protozoo flagellato, un parassita che vive nell’acqua. È cosmopolita: ha infatti come ospiti sia l’uomo che 40 diverse specie animali. La giardia che causa problemi di salute nell’uomo viene definita Giardia intestinalis o lamblia o duodenalis. Si tratta di una zoonosi che si trasmette per via oro-fecale: una volta entrata nell’organismo, la giardia provoca diarrea e disidratazione…
[…]

 

 


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L’Omeopatia e il Labo­ra­to­rio: una nuova frontiera.
Il Mime­ti­smo Mole­co­lare.
Da Cimatti.

Il Mimetismo Molecolare

In natura molte cose si somigliano. Le forme infatti si ripetono, abbiamo cose tonde, quadrate, ovali. Un esempio per tutti: la parte dell’orecchio che si chiama chiocciola ha al suo interno una spirale che è identica a quella di una conchiglia. Se questo è vero nel mondo del visibile lo è altrettanto nel mondo dell’invisibile, a livello delle strutture molecolari.

Le differenze ad es. fra la forma degli ormoni maschili e femminili sono quasi minime, in molti casi alcuni frammenti di proteine (le sequenze di ammino-acidi) che costituiscono la parte esterna di una qualsiasi ghiandola, nervo o parte del corpo umano sono identici al “rivestimento esterno” di sostanze o organismi estranei al corpo umano come batteri o virus (gli antigeni). Così ad esempio le guaine di rivestimento dei nervi somigliano ad alcuni tratti dell’aspetto esterno del virus della Mononucleosi o del Campylobacter Jejuni, un batterio patogeno dell’intestino.

Queste somiglianze possono creare confusione ed indurre in errore gli anticorpi che circolano nel sangue che, confondendo l’aspetto di un virus che “mima” il self, aggrediscono noi stessi. In tal modo si sviluppa una malattia autoimmune innescata da un agente virale o batterico.

Questo fenomeno è noto in medicina con il nome di Mimetismo Molecolare o Molecular Mimicry…

 

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http://www.analisicimatti.it/lomeopatia-e-il-laboratorio-una-nuova-frontiera

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Scienziati scoprono una nuova parte del corpo umano.
Scientists Discover a New Part of the Human Body.
Da Mental Floss.

Quando ti sei svegliato questa mattina, l’hai fatto così con una parte del corpo completamente nuovo, almeno agli occhi della scienza. Non si può vedere o toccare, ma giocherà un ruolo cruciale nella comprensione delle malattie neurologiche e immuni. I ricercatori della University of Virginia di School of Medicine hanno recentemente scoperto un sistema nascosto a lungo dei vasi che hanno coniato i “vasi linfatici del sistema nervoso centrale”, che scaricano fluido linfatico dal cervello ai linfonodi circostanti.

La scoperta, pubblicata su Nature, ha scosso la comunità scientifica. Lo studio è stato diretto da Antoine Louveau, un borsista post-dottorato nel laboratorio di UVA di Jonathan Kipnis, direttore del Center for Brain Immunology and Glia. Il team ha rilevato i vasi dopo che Louveau ha sviluppato un metodo per il montare le meningi di un ratto (membrane che ricoprono il cervello) su un vetrino senza rovinare il tessuto delicato. Quando ha visto i modelli dei dotti nella distribuzione di cellule del sistema immunitario, ha testato per i dotti linfatici, i risultati ha sorpreso tutti. Essi sono stati anche in grado di trovare i dotti in ​​campioni di cervello umano.

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Muffa nera tossica: brutta, sì, ma quanto è pericolosa?

Toxic Black Mold: Ugly, Yes, But Really How Dangerous?

 

Da Whole Health Chicago.

Credo che la muffa nera ci renda nervosi perché possiamo vedere che c’è aggrappandosi al fondo della tenda della doccia, in agguato negli angoli del seminterrato di recente allagato. È quasi l’aspetti a pulsare o fare un vago ronzio.

Tuttavia, molto più pericoloso come un rischio per la casa è il radon, gas radioattivo, ma perché è invisibile e inodore perché è fuori dalla vista e dalla mente, quindi non siamo bloccati nella paura dal pensiero di come possiamo fare con la muffa nera nei nostri bagni.

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http://wholehealthchicago.com/2015/04/06/toxic-black-mold-ugly-yes-but-really-how-dangerous/

 


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Un parassita non una gatt-astrofe, lo dice WSU 

Parasite not cat-astrophic, says WSU researcher.

 

Da Washington State University.

Pullman, Washington. Menzionare “Toxoplasma gondii” e la maggior parte delle persone vi darà uno sguardo a vuoto. Altri invece daranno la colpa a un gatto.
La verità è che questo parassita astuto infetta un terzo della popolazione mondiale ed è più probabile che sia diffuso mangiando carne poco cotta che da accarezzare un felino.
Anche se molte persone non hanno mai sentito parlare di toxoplasma e la malattia che provoca, toxoplasmosi, il protozoo è sorprendentemente comune, ha detto Heather Fritz, un parassitologo veterinaria della Washington State University che studia l’organismo unico. Per quanto riguarda le persone che sostengono che i gatti si aggirano come bombe a orologeria di infezione, “quello non è il caso”, ha detto.

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https://news.wsu.edu/2015/05/19/parasite-not-cat-astrophic-says-wsu-researcher/#.VXWtF0uKHj0

 


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Adenovirus
Da My-personaltrainer.
Adenovirus: introduzione.
In ambito microbiologico, gli “Adenovirus” rappresentano una famiglia di virus comprendente un centinaio di sierotipi diversi: di queste 100 specie, 57 sono state identificate come possibili portatori d’infezione nell’uomo, responsabili, a loro volta, del 5-10 % di tutti i processi infettivi a carico delle alte vie respiratorie di bambini e adulti (quali soprattutto tonsilliti, raffreddori, polmoniti e faringiti). adenovirusOltre alle infezioni del tratto respiratorio, gli Adenovirus sono coinvolti in altre affezioni, specie congiuntivite, gastroenterite e cistite emorragica.
Analisi microbiologica
I virus appartenenti alla famiglia degli Adenovirus sono stati osservati, per la prima volta, nel 1953, isolati in un lembo di tessuto adenoideo umano: a partire da questa data, sono iniziati numerosissimi studi, incentrati sull’importanza microbiologica – in termini di patogenicità, virulenza e descrizione strutturale – di questi patogeni. Gli Adenovirus sono tutti virus a DNA, con doppia catena lineare, dalla simmetria icosaedrica e privi di mantello (involucro lipidico); presentano un diametro variabile da 60 a 90 nm ed un peso molecolare pari a 20-25 x 106. Gli Adenovirus si sono aggiudicati il titolo dei più grandi virus senza involucro. Sono formati da 240 capsomeri, tipiche proteine di rivestimento del virus che vanno a formare il capside: più precisamente, sono costituiti da 240 esoni (“facce”), 12 pentoni (vertici) e 12 fibre (una per ogni vertice). Le fibre, che possono differire tra i diversi sierotipi, sono indispensabili al virus per attecchire alla cellula bersaglio. La presa delle fibre virali alla cellula bersaglio è inoltre favorita dalla presenza delle cosiddette VAP, proteine virali d’attacco.
Proseguendo con l’analisi microbiologica, gli Adenovirus producono proteine distinte da sigle: E1A, E1B, E2, E3, E4, VA RNAs, ognuna adibita ad una funzione peculiare.
[…]
Adenovirus e malattie associate
Il periodo d’incubazione degli Adenovirus varia in funzione del sierotipo di patogeno; in generale, dopo aver contratto un’infezione da Adenovirus, i sintomi si manifestano dopo un periodo approssimativo di 3-10 giorni.
Le malattie maggiormente diffuse provocate dagli Adenovirus sono le faringiti, le affezioni respiratorie, le congiuntiviti, le gastroenteriti, le polmoniti e le cistiti emorragiche (le patologie appena descritte sono riportate in ordine decrescente di frequenza).
[…]

http://www.my-personaltrainer.it/benessere/adenovirus.html


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I micoplasmi. Subdoli agenti patogeni.

Da Naturmedica.

Micoplasmi
I micoplasmi. Subdoli agenti patogeni.

I micoplasmi sono una particolare e unica specie di batteri responsabili di diverse patologie nell’uomo.

I micoplasmi sono una particolare e unica specie di batteri, il più piccolo organismo libero vivente conosciuto sulla Terra. Una delle principali differenze tra i micoplasmi e gli altri batteri consiste nel fatto che, mentre questi ultimi hanno una solida struttura della parete cellulare e possono crescere nel più semplice mezzo di coltura, i micoplasmi invece non hanno una parete cellulare e, come una minuscola medusa con una membrana flessibile, possono assumere diverse forme che li rendono difficili da identificare. I micoplasmi possono anche essere difficili da coltivare in laboratorio e spesso per questa ragione possono non essere riconosciuti come causa patogena di malattie.

La scelta del nome deriva dal fatto che i micoplasmi hanno una struttura simile al fungo (la micologia è lo studio dei funghi, quindi”mico”) ed ha una struttura simile a plasma fluido senza parete cellulare, quindi “plasma”. La prima specie fu isolata da un bovino con artrite e pleuro-polmonite nel 1898 al Pasteur Institute. La prima specie umana fu isolata nel 1932. Il primo collegamento fra micoplasmi e malattie reumatiche fu fatto nel 1939 dai dr. Swift e Brown. Purtroppo lo studio dei micoplasmi non è stato compreso nei programmi delle scuole mediche fino alla fine degli anni “50 quando una specie fu identificata e provata essere la causa di polmonite atipica e denominata Mycoplasma pneumonia. L’ associazione fra immunodeficienza e le malattie autoimmuni con i micoplasmi fu registrata per la prima volta negli anni ’70 in pazienti con ipogammaglobulinemia primaria (una malattia autoimmune) e con infezioni da quattro specie di micoplasma localizzate nei tessuti articolari. Da quella volta sono stati fatti significativi progressi tecnologici assieme a nuovi metodi di analisi per identificare e registrare la presenza di micoplasmi negli esseri umani, negli animali e persino nelle piante.

Mentre il mycoplasma pneumonia non è sicuramente l’unica specie che causa malattie negli esseri umani è un buon esempio di come questa specie di patogeno possa muoversi liberamente fuori dal proprio ambiente e diffondersi anche in altre parti del corpo provocando altre malattie. Comunque, anche il solo permanere nell’appartato respiratorio da parte di questo tipo di micoplasma rimane un’importante causa di altre serie patologie oltre la polmonite, quali tracheobronchiti, faringiti e asma. Quando questo patogeno si sposta anche in altre parti del corpo, viene associato a diverse forme di manifestazioni non polmonari quali patologie a carico del sistema nervoso centrale, fegato, pancreas, sangue, pelle e articolazioni. Già nel 1983, i medici della Yale University osservarono…

[…]

http://www.naturmedica.com/index.php?mod=content&cat=CONTENT&livello=subsub&padre=98&ID=99&lang=IT

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Micoplasmi e forme deficienti delle pareti delle cellule.

Mycoplasmas & Cell Wall Deficient Forms.

 

Da Live Sources Inc.

Oggi, ci sono un gran numero di “insieme di sintomi” etichette di malattia/nomi che stranamente godono di “sconosciuto” e/o eziologia contestata. Una variabile di queste diagnosi è stata messa in grado a milioni e milioni di pazienti, anche se i sintomi possono sovrapporsi in modo tale che non ci sia sempre una chiara distinzione tra una condizione e l’altra. Esempi di queste malattie includono, ma non sono limitati a, condizioni come la sindrome da stanchezza cronica da disfunzione immunitaria, disturbi autoimmuni (lupus, la sclerosi multipla e il morbo di Lou Gehrig/ALS), l’artrite, disturbo da deficit di attenzione, la fibromialgia, il virus di Epstein Barr (cronico), CMV, HHV-6, la malattia di sarcoidosi, di Creutzfeldt-Jakob tra cui la nuova variante, il morbo della mucca pazza, la sindrome di Stevens-Johnson, la meningite, sindrome da immunodeficienza acquisita, “idiopatica” CD4 positivo t-linfocitopenia (meglio nota come HIV-negativi AIDS), malattia di Crohn, tumori, linfomi, leucemie, encefalopatie, malattia infiammatoria pelvica, allergie, asma, sindrome di Sjogren, somatizzazione, mononucleosi cronica, sclerodermia, cytitis interstiziale, e l’Alzheimer. È interessante notare che tutte queste condizioni possono essere causate da una specie peculiare del patogeno contagiosa, micoplasma.

Cenni
Un micoplasma è un agente patogeno che infetta le piante, gli animali e gli esseri umani, non è un batterio o un virus. Piuttosto, un micoplasma è un membro della famiglia mollicutes, non avendo parete cellulare, e si caratterizza come un agente infettivo simile al virus, una via di mezzo tra un virus e batteri in complessità. I micoplasmi sono stati in giro da molto tempo e molto prima del conflitto della Guerra del Golfo. […]

 

http://www.life-sources.com/pages/Mycoplasmas-%26-Cell-Wall-Deficient-Forms.html

 


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Sindrome della permeabilità intestinale, celiachia, sensibilità al glutine, spettro autistico, micotossine e tolleranza immunologica.

 

Da Disinformazione.

Diverse patologie umane partono da un intestino poco efficiente. Ma cosa rende inefficiente l’intestino? Bisogna rivalutare i rapporti tra cibo e salute. Tre milioni di italiani e venti milioni di statunitensi soffrono di sensibilità al glutine, sindrome simile ma allo stesso tempo diversa dalla celiachia. Dalla sensibilità al glutine scaturiscono patologie diverse, in funzione del polimorfismo genetico dei soggetti e dell’ambiente in cui essi vivono. Aumentando le nostre conoscenze sulle interazioni tra cibo, abitudini alimentari, genomica e ambiente è possibile effettuare una prevenzione e/o terapia migliore. È iniziata l’era dell’epigenetica mentre il dogma del determinismo genetico si avvia al tramonto.
Permeabilità dell’intestino
Molti studi sulla permeabilità della barriera gastrico-intestinale (g.i.) indicano che essa è strettamente dipendente dal genoma dei batteri intestinali 1,2 3. L’intestino con flora batterica compromessa che a sua volta compromette la produzione di enzimi digestivi, perdendo le normali condizioni biochimiche, relative a pH, vitamine, peptidi e batteri, genera infiammazione minima submucosale secondaria, tale da alterare alcuni pattern enzimatici presenti sulle membrane cellulari, in particolare sui microvilli (un caso eclatante è quello della lattasi 1)…
[…]

http://www.disinformazione.it/sindrome_della_permeabilita_intestinale.htm


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I 100 sintomi della Fibromialgia.

Da Anfisc, Associazione Nazionale Fibromialgia (FM)
Encefalomielite Mialgica Benigna (ME/CFS)
Sensibilità chimica multipla (MCS)

I 100 sintomi della Fibromialgia.

(Tratto dal libro “Prigionieri della fibromialgia, La speranza ritrovata” del Dr.André Mergui)
Questa lista permette al fibromialgico di riconoscersi o ricordarsi sintomi dei quali ha sofferto.
• Acufeni: fischi o vibrazioni nelle orecchie. Sono dei rumori ininterrotti che risuonano nella testa.
Provengono dagli spasmi dei muscoli tensivi del timpano e corrispondono ai seguenti criteri definiti
dal Dr. Vernon di Portlanad. Sensazione di orecchio tappato, presenza di uno o più suoni, modifica
del ronzio durante la masticazione. L’acufene è molto invalidante perché questo rumore continuo e
ossessionante, che risuona nella testa, finisce col dare la sensazione di «impazzire». I pazienti descrivono
anche delle sensazioni di tintinnio, talvolta di prurito e di diminuzione dell’acuità uditiva.
• Allergie: Ipersensibilità ai vari allergeni (medicamenti, alimenti, inquinamento). Il fibromialgico è irritato
da tutto. Questo fatto può congestionare il suo naso, provocare prurito e bruciore agli occhi che
lacrimano sovente.
Fare riferimento a: distorsione delle sensazioni.
• Amnesia: fa dimenticare al fibromialgico dove ha parcheggiato la propria auto.
• Ansietà: fare riferimento a: depressione.
• Apnea del sonno.
• Articolazione temporo-mandibolare: silenziosa e indolore o a volte, al contrario, rumorosa e
dolente, che rende difficile l’apertura e la chiusura della bocca, provocando uno schiocco o un salto.
Dando a volte anche l’impressione di uno slogamento. Può crepitare, sub-lussarsi.
• Astenia e fatica cronica.
• Bocca: è spesso secca, come nella sindrome di Gougerot Sjögren. Difficoltà a spalancarla mantenendola
in asse. La deviazione all’apertura o alla chiusura della bocca, è frequente.
• Brividi.
• Bruxismo: denti che digrignano di giorno come di notte, le mascelle sono sempre strette senza
avere il minimo riposo, sono in uno stato spasmodico.
• Camminare: si ha la sensazione di essere attirati da un lato, come se volessimo spingere la persona
che sta accanto a noi.
• Cervicale: forte difficoltà ad allungare la testa ( per esempio sulla poltrona del dentista), che può
complicarsi provocando nausea, poiché l’intersezione faringea non è più nel suo asse. Pertanto per
il fibromialgico può diventare indispensabile portarsi il proprio cuscino ad ogni spostamento, che gli
consenta di mettersi a letto conservando la postura curvata che impone la spirale del proprio corpo.
• Circolazione sanguigna: sembra essere perturbata e si possono osservare dei disturbi della colorazione
cutanea sui lobi delle orecchie, sulle mani o sulle caviglie. I pazienti descrivono una sensibilità
esagerata al freddo.
• Colletti dentari: molti pazienti soffrono di sensibilità ai colletti, zona che unisce il dente alla gengiva.
• Colon irritabile: coliti e alternanza di diarrea a stitichezza, il fibromialgico si lamenta di avere l’intestino
fragile, di tollerare sempre meno gli alimenti con impossibilità di digerire, «tutto rimane sullo
stomaco».
• Concentrazione: fortemente perturbata. Rende difficile seguire una conversazione o un esposto.
• Condotto uditivo: impressione d’averlo tappato, prude e produce eccessivo cerume.
Fare riferimento ad: acufeni.
• Crampi muscolari: notturni unilaterali, provocati dal caldo o dal semplice sfioramento delle lenzuola.

• Denti: quando un dente è sofferente per disfunzione, resta asintomatico e si esprime soltanto a
distanza, dove non ci si aspetta che agisca. Se un dente si trova mal posizionato con il suo antagonista,
manifesta tutta la sua sofferenza nel resto del corpo, ma raramente sul mascellare.
• Deviazione della mascella: all’apertura o alla chiusura e conseguente
• Difficoltà allo stesso movimento. Fare riferimento ad: articolazione temporo-mandibolare.
• Depressione: associata ad uno stato ansioso permanente, a volte alla perdita dell’appetito, a crisi di
panico o di pianto.
• Difficoltà ad esprimersi e comunicare.
• Difficoltà a salire o scendere le scale.
• Difficoltà ad alzare o abbassare le braccia.
• Disfagia: difficoltà ad inghiottire, più riprese per far passare l’alimento nell’esofago. False strade
possono esserci nel quadro di un fibromialgico.
• Disfonia: difficoltà a parlare, estinzione della voce o spostamento brutale della voce cantata.
• Dispareunia: dolori durante i rapporti sessuali, dolori vulvari.
• Distorsione delle sensazioni: tanto che un bacio, o lo sfioramento della cute, possono provocare
dolore.
• Disturbi dell’umore: il dolore per il corpo non più in asse, esaurisce i fibromialgici rendendoli fragili,
con «i nervi a fior di pelle». Consuma la loro vitalità, li esaurisce a poco a poco e finisce per consumare
la loro forza e la loro volontà. Hanno talvolta difficoltà a mantenere il controllo delle loro azioni
e sono poi dispiaciuti per la mancanza di serenità durante le stesse. Per un nonnulla lo sbalzo d’umore
è frequente.
• Diminuzione delle performances fisiche: impressione di essere invecchiato, impossibilità di svolgere
tutto il lavoro che si faceva prima, sensazione di sovraffaticamento, di esser al massimo delle
proprie possibilità.
• Diminuzione delle performances intellettuali: impressione di aver perso la propria vivacità di
mente.
• Diminuzione delle performances sessuali: soprattutto diminuzione della libido.
• Disturbi digestivi: dolori, gonfiori, a volte bruciori di stomaco, gas, stato di nausea.
• Dita: rosse o bianche e gelate. Fare riferimento a estremità.
• Dolore alla pressione dell’articolazione temporo-mandibolare: solamente unilaterale.
• Dolore alla masticazione.
• Dolori alla testa: sottoforma di emicrania, dolore vascolare, tensione unilaterale sul cranio, alla
tempia, oppure dietro gli occhi, in fondo all’orbita.
• Dolori facciali: questi dolori unilaterali si situano sulla proiezione cutanea del canino superiore o del
dente da latte. Si irradiano sovente attorno all’orbita.
• Dolori mestruali: amplificazione dei dolori.
• Dolori muscolari unilaterali alla pressione: il Collegio Americano di reumatologia (ACR), ha
descritto i nove punti bilaterali dolorosi seguenti nel 1990. Nel caso in cui, 11 su 18 punti sono dolorosi
alla pressione il soggetto ha, secondo l’ACR, l’88% di possibilità di essere fibromialgico.
– punto sotto-occipitale, all’inserzione del muscolo all’altezza dell’emergenza del nervo di Arnold
– punto cervicale all’altezza C5-C7
– punto in mezzo al bordo superiore del trapezio
– punto epicondilineo situato a 2 cm. dall’inserzione ossea dell’avambraccio
– punto tra la scapola e la colonna vertebrale
– punto gran trocantere
– punto intercostale anteriore situato a 2 cm. dallo sterno
– punto glutei
– punto ginocchio interno situato sopra il ginocchio all’altezza del crociato.

• Dolori spontanei: diffusi e lancinanti ai muscoli, ai tendini, ai legamenti ed alla pelle. Talvolta si ha la
sensazione di bruciore, si hanno crampi, formicolii. Questi cambiano punto, intensità e caratteristiche
nel corso del tempo, secondo il grado di umidità, dello stress, dell’attività fisica o dell’aria ambientale.
Nessuna parte del corpo ne è risparmiata, dalla mano alla spalla, dal piede all’anca, dal fondo
schiena alla sommità del cranio, alla tibia, al tallone.
• Dolore toracico unilaterale: é percettibile tra due costole a 4 cm dal bordo dello sterno, oppure
dietro, a 5 cm dall’apofisi spinale. Si riscontra questo dolore sovente a sinistra sulla quinta costola.
Esso impedisce di riempire i polmoni d’aria come si vorrebbe. Essendo intercostale, può far pensare
ad un dolore precordiale.
• Endometriosi.
• Esami sanguigni particolari: Jon Rassel M.D. dell’Università del Texas A. Health Science Center a San
Antonio sostiene che la sostanza P si trova in quantità importante nel cervello dei fibromialgici. Al
contrario il tasso di serotonina, sarebbe inferiore al normale. La dopamina, la noradrenalina, l’istamina,
la GABA, la calcitonina peptide e tutti i neuromediatori sarebbero perturbati. Tutto l’asse ipotalamoipofiso-
surrenalico sarebbe perturbato, come pure il sistema nervoso vegetativo.
• Estremità: le dita non possono sopportare il freddo e le mani appaiono bianche non vascolarizzate
e fredde in inverno come nella malattia di Raynaud.
• Fatica: esaurisce e mette l’individuo nell’incapacità di svolgere le attività abituali e con tendenza a
mettersi a letto.
• Feci: poco consistenti, alternando diarrea a stitichezza. Fare riferimento a colon irritabile.
• Ferro: nel fibromialgico è stata pure evocata una mancanza di ferro. In presenza di danno nei faneri,
si hanno pertanto capelli fragili, unghie striate, mucosa boccale secca e atrofizzata, fessure agli angoli
della bocca.
• Fertilità maschile: i disturbi ormonali dell’asse ipofisi-gonade, diminuirebbero la fertilità
• Fotofobia: impossibilità di sopportare la forte luce del giorno o lo scintillio della luce artificiale.
• Forza: perdita a livello delle mani con predominanza unilaterale sul 4° e 5° dito.
• Ginocchia che si piegano.
• Goffaggine: sovente, involontariamente, al fibromialgico sfuggono gli oggetti dalle mani. Allo stesso
modo urta, picchia, si inciampa oppure si ferisce senza ragione apparente.
• Gola: raschia, dando l’impressione d’avere in permanenza del muco.
• Gonfiore: unilaterale delle estremità, delle dita o dal piede sino al ginocchio, l’anello non può più
essere tolto dal dito o una gamba diventa improvvisamente più grossa dell’altra. Questo gonfiore non
concerne le articolazioni, ciò permette di differenziarlo dalle affezioni infiammatorie articolari.
• Idea suicida: frequente, ma per fortuna raro il passaggio all’atto stesso.
• Ideazione: i pazienti descrivono quali disturbi, l’impressione di essere altrove, di “camminare accanto
a se stessi” e di avere sempre più difficoltà a svolgere il proprio lavoro.
• Impazienza: è la sindrome delle gambe senza riposo, un bisogno irrefrenabile di muoverle, sollevarle,
che ci si trovi in piedi, seduti o a letto. Questi movimenti quasi involontari possono svegliare la
persona o il partner.
• Imprecisione: ad esempio nel colpire una palla, con una netta differenza nel tocco tra i due piedi.
• Inadattabilità allo sforzo.
• Intorpidimento degli arti: sensazione di formicolio.
• Ipersensibilità: agli odori, alla luce, al rumore, a qualsiasi ambiente sonoro, al caldo, al freddo, alle
sigarette. Ipersensibilità a tutti gli allergeni, medicamenti , alimenti o additivi alimentari, inquinamento.
Le reazioni sono simili a quelle delle allergie vere, ma si distinguono per la capacità di scomparire senza
desensibilizzazione, giusto dopo il trattamento d’osteopatia dentaria.
• Irritabilità: sbalzi d’umore frequenti per un nonnulla.
• Libido: perdita del desiderio sessuale.
• Masticazione difficile: difficoltà a mordere una mela, impressione di mascella «impazzita» che non
sa come chiudersi. Sensazione di spostamento della mandibola che rende penosa la masticazione.
• Memoria: a corto termine, perturbata, viene a mancare senza ragione rendendo difficile anche il riconoscimento
di luoghi familiari.
• Mestruazioni: dolorose soprattutto durante i periodi di crisi, dando l’impressione di non riuscire ad
eliminare quanto deve essere eliminato.
• Mialgie.
• Mioclonie: durante la notte, spasmi incontrollati, agitano gambe e braccia.
• Movimenti incontrollati: degli arti durante la notte, sovente unilaterale, sindrome della gamba senza
riposo.
• Mucose: secchezza della bocca e degli occhi simile alla sindrome di Sjögren.
• Nebbia: è così che i pazienti descrivono quanto avvertono nell’ambiente che li circonda, l’impressione
di vivere nella bambagia che gli americani indicano con la parola «fibrofog».
• Occhi: sono spesso secchi, bruciano e prudono come in presenza di un granello di sabbia. La vista a
volte può essere annebbiata, i globi oculari possono arrossare dopo un periodo di lettura. Una delle
palpebre può battere sotto l’influenza di spasmi incontrollabili. Altre volte diventa penoso sopportare
la luce.

• Occlusione dentale: il 95% dei pazienti si lamenta di non poter chiudere correttamente la bocca,
come se un ostacolo interferisse fra i denti, impedendone un perfetto ingranamento.
• Palpitazioni cardiache: malessere
• Panico: crisi notturne con insufficienza respiratoria e impressione di morire.
• Parestesie: disturbi della sensibilità delle mani con predominanza sul 4° e 5° dito. I pazienti descrivono
una sensazione di «formiche che strisciano sulla pelle», bruciori, intorpidimenti o pizzicori che
possono irradiarsi sino alla spalla. Il piede è meno sovente interessato da queste parestesie.
• Pelle: secca, squamata, ruvida nella quale è difficile conficcare un ago. I pazienti sono colti da crisi
con irrefrenabile bisogno di grattarsi sino al sanguinamento tanto è forte il prurito che sentono.
Possono essere osservati disturbi di colorazione cutanea, dando alla pelle un aspetto marmorizzato.
• Piede: se il corpo non è più in asse, il piede non può appoggiarsi uniformemente sul suolo. Gli appoggi
sono trasferiti il più delle volte nella parte anteriore del piede cosicché in piedi o camminando i piedi
possono subire ferite: calli, duroni, vesciche.
Ad uno stadio più avanzato si avrà l’impressione che il piede cambi forma al punto che diventa penoso
portare le scarpe. I più attenti descrivono un’impressione di rotazione degli alluci sul loro asse ed una
perdita del parallelismo dei due piedi. Queste ferite associate ai dolori della pianta del piede, finiscono
per far rinunciare alla voglia di camminare.
• Prurito: grattamento incontrollabile della pelle a livello dei polpacci o degli avambracci.
• Rigidità: impressione di essere rinchiusi in un corsetto di gesso che impedisce i movimenti, sia quando
ci si alza dal letto, sia dopo aver mantenuto a lungo (30 minuti bastano) la stessa posizione, in piedi,
seduti o nel letto. Guidare per un’ora fa scattare questa rigidità che ha la particolarità di accentuarsi
nei cambiamenti di temperatura o secondo l’umidità ambientale.
• Ronzii: fare riferimento ad acufeni
• Seno: malattie fibrocistiche
• Seno frontale: dolori che possono far pensare a delle sinusiti senza poterne dimostrare la presenza
sulle radiografie.
• Sonno: il soggetto dorme meno in quantità senza trovare «un sonno riparatore». La quarta fase del
sonno, chiamata fase delta non svolge più il suo ruolo riparatore, sregolando l’ormone della crescita
ed il suo potere di riparazione tissutale e ostacolando la ricarica di tutto il sistema immunitario. In
pratica il fibromialgico avrà delle fasi di ipersonnia. Si sveglia sovente durante la notte senza potersi
riaddormentare, ed il mattino è così stanco come se non avesse dormito del tutto. Talvolta è svegliato
da crisi di terrore con la sensazione di non poter più respirare. Moldofski H. ha potuto dimostrare che
i fibromialgici soffrivano di un disturbo del sonno profondo a onde lente.
• Spasmi muscolari: concernenti tutti i muscoli rossi.
• Stato confusionale: non riuscire a trovare le parole giuste, nel corso di una conversazione.
• Sudori abbondanti.
• Termica: sensazione di avere troppo caldo in estate e troppo freddo in inverno.
• Tiroide: il più sovente ipotiroidismo instabile, difficile da equilibrare.
• Tonsillite e laringite: sono frequenti visto che la perdita dell’asse diminuisce la buona ventilazione
di questa zona e ne favorisce l’infiammazione.
• Tunnel carpale: la fibromialgia può provocare dei sintomi simili alla sindrome del tunnel carpale.
• Udito: perdita delle basse frequenze o diminuzione dell’acuità uditiva.
• Umore altalenante: dipende dal tasso di endorfine circolante. Queste variazioni timiche non permettono
al fibromialgico d’essere preso sul serio o considerato un vero malato.

• Urine: bisogno assoluto e frequente senza infezione, è la sindrome della vescica irritabile. Delle perdite
urinarie al minimo sforzo (camminare, salire le scale, correre) sono frequenti nella donna. Questo si
complica spesso in cistiti recidivanti.
• Vampate di calore.
• Vertigini: il soggetto descrive un’impressione di perdita di contatto con il suolo, di non più sentire
il suo passo a terra.
• Vista: doppia o dolorosa unilateralmente nel quadrante superiore (alle 11 o alle 13). I pazienti descrivono
delle «mosche volanti» o delle false immagini che si spostano davanti ai loro occhi. Secondo la
loro frequenza queste impressioni possono considerevolmente disturbare la guida dell’auto.
• Vulva: durante le crisi, le donne descrivono dei dolori tipo bruciori o spasmi che possono far pensare
ad un herpes.
La fibromialgia non si scopre con gli esami del sangue abituali e nemmeno con radiografie risonan
magnetica o con una biopsia tissulare.

http://www.anfisc.it/uploads/100%20sintomi%20fibromialgia.pdf

 


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Quattro anni di analisi delle reazioni avverse al vaccino Gardasil HPV.

 Four Year Analysis of Adverse Reactions to the Gardasil HPV Vaccine.

Da Gardasil Syndrome.com.

I bambini e gli adulti che hanno ricevuto il vaccino Gardasil HPV hanno dato voce all’autismo. Non c’era alcun dubbio che questi cheerleaders, calciatori, squadre di nuoto, giocatori di pallavolo ecc. erano in buona salute prima di ricevere il loro vaccino Gardasil HPV, che ha ucciso alcuni, ad altri ha danneggiato i cervelli, e ha causato 10 migliaia di disabili. Anche se questo è stato scritto appositamente intorno al vaccino Gardasil HPV, si applica a tutti i vaccini di aghi e siringhe.

Sindrome di Gardasil, pseudonimo di sindrome da vaccino, pseudonimo di sindrome della guerra del Golfo, pseudonimo di sindrome Phillip-Offit-Wakefield, con sintomi simili che si trovano nella malattia di Lyme e Autismo.

I sintomi più comuni.

1 ) Fatica; 2) Dolore-mal di testa, stomaco o articolazioni ; 3) Lightheadedness su piedi (POTS) ; 4) Chiazze di infiammazione, nausea e sintomi simili al lupus, in più, possibile spondilite anchilosante se il gene HLA-B27 in mutazione è presente; 5) irritabilità e irascibilità; 6) Incapacità di concentrarsi e scarsa memoria; 7) Una maggiore sensibilità alla luce e/o suoni forti, a gli odori, ai cibi; 8) Eczema, acne, orticaria, eruzioni cutanee, ITP; 9) Multipli agenti patogeni trasmessi da vettori, come le infezioni di Lyme-correlati e co-infezioni, potrebbero tipicamente essere presenti; 10) I medici non qualificati possono dire di solito che è tutto nella tua testa (Disturbo di Conversione); 11) Intolleranza all’istamina, sindrome dell’intestino irritabile, gastroparesi, inoltre, disturbi della tiroide e disturbi della cistifellea sono state osservate quando non sono state trattate.

[…]

http://www.gardasilsyndrome.com

 


17


Colera

Da Cesmet.com, MET Clinica del Viaggiatore s.r.l., Centro di Medicina Preventiva e Tropicale.

Descrizione
Il colera è una malattia infettiva acuta causata da batteri del genere Vibrio Cholerae. I vibrioni del colera sono di diversi tipi e si distinguono in base al sierogruppo, biotipo e sierotipo a cui appartengono. Il colera provoca diarrea profusa causata dall’infezione dell’intestino del batterio. L’infezione spesso è asintomatica o paucisintomatica ma a volte può essere severa e mortale.

Dal punto di vista epidemiologico una persona su 20 manifesta una forma severa di infezione con diarrea profusa, acquosa, vomito e crampi alle gambe. In questi individui si ha una rapida perdita dei liquidi corporei che portano a disidratazione e stato di shock. Senza idoneo trattamento, vi è la morte anche in poche ore. Oggigiorno comunque l’infezione può essere facilmente prevenuta e curata, con una adeguata reidratazione e somministrazione di sali bilanciati.

[…]

Sintomi
La malattia, si manifesta con diarrea improvvisa e intensa con scariche sempre più liquide e incolori, con la caratteristica “acqua di riso” e quindi con enormi perdite di liquidi, calcio e potassio. Segue il vomito che aggrava lo stato di disidratazione. Il paziente è ipoteso, tachicardico e con diuresi ridotta o addirittura assente (anuria).

Se non interviene la cura reidratante, con l’aggiunta di Sali bilanciati, la situazione clinica può evolvere verso lo stato di shock irreversibile e, in seguito ad ulteriore peggioramento verso la morte. A volte però la malattia si presenta in forma molto attenuata e quindi benigna. Essa è comunque sempre grave quando interessa i bambini, in quanto in questi l’equilibrio idrico ed elettrolitico è molto delicato.

[…]

http://www.cesmet.com/it/malattia-colera#Sintomi:


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Ricerca: Erbe che distruggono il mycoplasma, disabilitando le infezioni opportunistiche mortali.

Herbs destroy mycoplasma, disabling deadly opportunistic infections: Research. 

Da Natural News.

Il mycoplasma è il più piccolo agente patogeno a vita libera trovato negli esseri umani, non è classificato come un virus o come un batterio, ma possiede caratteristiche di entrambi. I microbi non hanno pareti cellulari e sono stati originariamente pensati per essere collegati solo ai diversi ceppi di polmonite. Tuttavia, i ricercatori hanno ora identificato almeno sette specie di micoplasmi, che possono causare o essere co-fattori in altre malattie gravi. A causa delle loro dimensioni e la mancanza di pareti cellulari, i micoplasmi sono capaci di fare grandi danni al corpo e trattamento con antibiotici è generalmente inefficaci. Una varietà di erbe occidentali e cinesi sono utili per uccidere micoplasmi e disattivare le infezioni opportunistiche.

[…]



15

Artrite reattiva.

Da Olobot.
Salute, centro medico italiano.Che cos’è?
Artrite reattiva è una malattia rara che causa infiammazione delle articolazioni e, in molti casi, di altri settori, in particolare il tratto urinario e occhi. Si è innescata da una infezione, di solito da un organismo trasmissione sessuale o da alcuni batteri gastrointestinali.
L’infezione più comune che causa reattiva artrite è la malattia a trasmissione sessuale (STD) clamidia. Artrite reattiva può anche essere causata da infezioni gastrointestinali da batteri come la Salmonella, Shigella, Campylobacter o Yersinia, infezioni che possono causare diarrea e vomito. Questi batteri si trovano spesso nel cibo o acqua contaminata…
[…]

http://o.elobot.it/argomento/artrite/artrite-reattiva

 


14

Proteus: infezioni e malattie.

Da My Personal Trainer.

Introduzione

Al genere Proteus appartengono tre specie di elevato interesse patologico: Proteus penneri, Proteus mirabilis e Proteus vulgaris; questi batteri sono coinvolti in svariate infezioni, soprattutto di natura nocosomiale ed a carico delle vie urinarie.

Descrizione microbiologica

ProteusI microorganismi del genere Proteus sono membri della famiglia Enterobacteriaceae: si tratta di batteri gram negativi, aerobi, mobili, dalla forma astiforme (allungata). Normalmente, i bacilli del genere Proteus presentano una dimensione compresa tra 0,5 e 1,0 µm di larghezza, e possono essere lunghi da 0,6 a 6 µm. Sono batteri che popolano abitualmente il tratto gastrointestinale dell’uomo e di altri animali (pesci, rettili, uccelli, mammiferi). Appartenendo alla famiglia delle Enterobacteriaceae, i bacilli Proteus sono ossidasi negativi e ureasi/catalasi/nitrasi positivi. La peculiare caratteristica di metabolizzare l’urea sviluppando ammoniaca (ureasi positivo) differenzia Proteus da Salmonella…

[…]

http://www.my-personaltrainer.it/benessere/proteus.html

 


13

La Spasmofilia, malattia invisibile.

Da Scuola Italiana di Naturopatia.

di Patrice Ponzo ~ questo lavoro, frutto della ricerca americana in psichiatria ortomolecolare, è stato ripreso dal dott. Patrice Ponzo che dirige in Francia la Scuola I.F.S.H. (Institut Francais des Sciences de l’Homme), Istituto di Naturopatia e medicine non convenzionali.
L’etimologia della spasmofilia è ambigua, poiché significa “affinità per gli spasmi”.

In medicina, la si chiama ipereccitabilità neuromuscolare, ciò che indica un disequilibrio tra sistema nervoso e organi innervati.

Negli USA non si riconosce la spasmofilia; si parla volentieri di “Chronic Fatique Syndrome”…

[…]

 

.http://www.scuolanaturopatia.it/pubblicazioni/spasmofilia.htm

 


12

 Malattie del Timo, Thymus, Neoplasia Timo, Timoma, Iperplasia del Timo, Aplasia o Ipoplasia con Immunodeficienza, il trapianto di Timo..

Da It-France Sante.

Il timo è un organo specializzato del sistema immunitario. L″unica funzione nota del timo è la produzione e l″educazione dei linfociti T (cellule T), che sono importanti cellule del sistema immunitario adattativo. Il timo è composto da due lobi uguali e si trova anatomicamente nel mediastino antero-superiore, di fronte al cuore e dietro lo sterno.

Istologicamente, il timo può essere diviso in una midollare centrale e periferico una corteccia che è circondato da una capsula esterna. La corteccia e midollo svolgono ruoli diversi nello sviluppo delle cellule-T. Le cellule del timo può essere diviso in timica cellule stromali e cellule di origine emopoietiche (midollo osseo derivate da cellule staminali ematopoietiche residente). Lo sviluppo di cellule T sono indicati come timociti e sono di origine ematopoietica. cellule stromali timiche includono cellule corticali epiteliali, le cellule midollari del timo epiteliali e cellule dendritiche.

Il timo fornisce un ambiente induttivo per lo sviluppo dei linfociti T dalle cellule progenitrici ematopoietiche. Inoltre, cellule stromali del timo per consentire la selezione di un repertorio funzionale e di auto-tolerant T-cell. Pertanto, uno dei ruoli più importanti del timo è l″induzione della tolleranza centrale.

Il timo è più grande e più attivo durante il periodo neonatale e pre-adolescenti. Con la prima adolescenza, il timo inizia a stroma e atrofia timica è sostituito dal adiposo (grasso) dei tessuti. Tuttavia, residuo linfopoiesi T continua per tutta la vita adulta…

[…]

http://it.france-sante.org/informazioni-malattie+del+timo+thymus+neoplasia+timo+timoma+iperplasia+del+timo+aplasia+o+ipoplasia+con+immunodeficienza+il+trapianto+di+timo+ascesso+di+timo+linfociti+t+cellule+immunitarie+modulatore+ipoplasia+ap-E32-salute.php

 


11

Forse tu non sei intollerante al glutine. Forse sei soltanto intollerante al veleno.

Maybe you aren’t gluten intolerant. Maybe you’re just poison intolerant.

 

Da Expand Your Consciousness.

Nel corso degli ultimi due anni, ho avuto la spiacevole esperienza di dover fare le analisi del sangue per confermare che sono intollerante al glutine, ma solo per dover leggere in seguito “No, sei solo pazzo.” La stessa cosa è successo alla mia amica Melissa Melton, che era terribilmente malata prima di eliminare il grano dalla sua vita. È successo a decine di altre persone, che avranno superato la prova per gli anticorpi anti-gliadina, ma sanno che i loro problemi di salute sono correlati direttamente con ciò che mangiano.

[…]

 

http://expand-your-consciousness.com/maybe-arent-gluten-intolerant-maybe-youre-just-poison-intolerant/?t=MAM

 


10

Il tuo Sistema Immunitario non è nato, è fatto.

Your Immune System is made, not born.

 

Da Scientific American.

Una nuova ricerca dissipa la convinzione che la forza del sistema di difesa del corpo è geneticamente programmato.

Alcune persone sembrano combattere meglio l’influenza rispetto ad altri, e si potrebbe sospettare che siano nati in questo modo. Un nuovo studio di gemelli, tuttavia, suggerisce il contrario.

In una delle analisi più complete di funzione immunitaria svolti fino alla data, i ricercatori hanno analizzato i campioni di sangue di 105 coppie di gemelli sani. Hanno misurato popolazioni di cellule del sistema immunitario e i loro messaggi, 204 parametri in tutto, prima e dopo che i partecipanti avessero ricevuto un vaccino antinfluenzale. Le differenze di tre quarti di questi parametri dipendevano meno sulla genetica che su fattori ambientali, come la dieta e le infezioni precedenti. La genetica non ha avuto quasi alcun effetto sul modo in cui gli individui abbiano risposto al vaccino contro l’influenza, giudicata da anticorpi prodotti contro il materiale iniettato. E tra fratelli gemelli identici, che hanno lo stesso genoma, le caratteristiche del sistema immunitario differivano più sorprendente all’interno di coppie di gemelli più anziani che in coppie più giovani. I risultati, pubblicati il 15 gennaio in “Cell”, sostengono che le abitudini di vita e le esperienze modellano le difese del nostro corpo più che il DNA tramandato dai nostri genitori.

[…]

http://www.scientificamerican.com/article/your-immune-system-is-made-not-born/

 


9

Febbre West Nile
West Nile Fever, West Nile Virus, Wnv.

Da Epicentro ISS.

La febbre West Nile (West Nile Fever) è una malattia provocata dal virus West Nile (West Nile Virus, Wnv), un virus della famiglia dei Flaviviridae isolato per la prima volta nel 1937 in Uganda, appunto nel distretto West Nile (da cui prende il nome). Il virus è diffuso in Africa, Asia occidentale, Europa, Australia e America.

I serbatoi del virus sono gli uccelli selvatici e le zanzare (più frequentemente del tipo Culex), le cui punture sono il principale mezzo di trasmissione all’uomo. Altri mezzi di infezione documentati, anche se molto più rari, sono trapianti di organi, trasfusioni di sangue e la trasmissione madre-feto in gravidanza. La febbre West Nile non si trasmette da persona a persona tramite il contatto con le persone infette. Il virus infetta anche altri mammiferi, soprattutto equini, ma in alcuni casi anche cani, gatti, conigli e altri.

Incubazione e sintomi
Il periodo di incubazione dal momento della puntura della zanzara infetta varia fra 2 e 14 giorni, ma può essere anche di 21 giorni nei soggetti con deficit a carico del sistema immunitario.

La maggior parte delle persone infette non mostra alcun sintomo. Fra i casi sintomatici, circa il 20% presenta sintomi leggeri: febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati, sfoghi cutanei. Questi sintomi possono durare pochi giorni, in rari casi qualche settimana, e possono variare molto a seconda dell’età della persona. Nei bambini è più frequente una febbre leggera, nei giovani la sintomatologia è caratterizzata da febbre mediamente alta, arrossamento degli occhi, mal di testa e dolori muscolari. Negli anziani e nelle persone debilitate, invece, la sintomatologia può essere più grave.

I sintomi più gravi si presentano in media in meno dell’1% delle persone infette (1 persona su 150), e comprendono febbre alta, forti mal di testa, debolezza muscolare, disorientamento, tremori, disturbi alla vista, torpore, convulsioni, fino alla paralisi e al coma. Alcuni effetti neurologici possono essere permanenti. Nei casi più gravi (circa 1 su mille) il virus può causare un’encefalite letale.
[…]

 

http://www.epicentro.iss.it/problemi/westNile/westNile.asp

 


8
 
Brucellosi

Da Epicentro ISS.

La brucellosi è una zoonosi causata da batteri appartenenti al genere Brucella. È presente in tutto il mondo, ma particolarmente nei Paesi del Mediterraneo, in India, nei Paesi mediorientali, nell’Asia centrale e in America Latina.
La brucellosi colpisce diversi tipi di animali, fra cui mucche, pecore, capre, cervi, maiali cani. I responsabili delle infezioni sono sei specie di batteri gram negativi appartenenti al genere Brucella: B. melitensis, B. aboutus, B.suis, B. canis, B. ovis, B. neotomae. I primi quattro sono in grado di contagiare anche l’uomo.
La malattia rappresenta un importante problema di sanità pubblica per le infezioni umane ed è causa di gravi danni economici, particolarmente nelle aree agricolo- pastorali per le infezioni negli animali da allevamento.

Gli uomini possono contrarre la malattia entrando in contatto con animali o prodotti di origine animale contaminati. Quindi generalmente sono tre le vie da cui passa l’infezione: attraverso cibi o bevande contaminati, per inalazione, oppure tramite piccole ferite sulla pelle. Di queste però sicuramente la prima è la via più comune, infatti il batterio della brucellosi è presente anche nel latte degli animali contagiati, e se questo non viene pastorizzato l’infezione passa agli esseri umani.
[…]
I sintomi sono vari e simili a quelli dell’influenza, quindi febbre, mal di testa, mal di schiena e debolezza. Ma possono manifestarsi anche pericolose infezioni al sistema nervoso centrale e in alcuni casi si hanno cronicizzazioni, caratterizzate da febbri ricorrenti, stati di affaticamento, dolori alle articolazioni.

Negli uomini la terapia per questa infezione può presentare problemi. I medici possono infatti prescrivere antibiotici, solitamente doxiciclina e rifampin: questi vengono usati in combinazione per un periodo di 6 settimane, per evitare ricadute. Nei casi più gravi è necessario anche il ricovero ospedaliero. Anche così, esiste comunque il rischio di mortalità. Per fortuna, la percentuale di rischio è bassa, inferiore al 2%.
[…]

 

http://www.epicentro.iss.it/problemi/brucellosi/brucellosi.asp

7

Influenza Aviaria – Virus H5N1 e H7N9

Da Farmacoecura.it e Informazionimediche.com.

L’influenza aviaria è causata da un tipo di virus influenzale che infetta gli esseri umani molto raramente. Ma quando l’influenza aviaria infetta gli umani, è spesso fatale. Più della metà delle persone che si infettano con l’influenza aviaria non sopravvivono alla malattia

Sintomi

Segni e sintomi di influenza aviaria solitamente iniziano da due a cinque giorni dopo il contagioe. Nella maggior parte dei casi, sono simili a quelle della normalissima influenza, tra cui:
– Tosse
– Febbre
– Mal di gola
– Dolori muscolari

Alcune persone hanno inoltre nausea, vomito o diarrea. E in alcuni casi, una lieve infezione oculare (congiuntivite).

[…]

 

http://www.farmacoecura.it/influenza/influenza-aviaria-h5n1-sintomi-cura-pericoli/

http://www.informazionimediche.com/2010/12/comprende_linfluenza_aviaria.html

 


6

 

Febbre Gialla

Da Salute Governo, Ministero della Salute.

La febbre gialla è provocata da un virus appartenente al genere Flavivirus, cui appartengono anche i virus responsabili della dengue e della encefalite giapponese. La malattia colpisce principalmente gli esseri umani e le scimmie e si trasmette attraverso la puntura di zanzare Aedes. E’ endemica nelle aree tropicali dell’Africa, del Centro e del Sud America.

La trasmissione può avvenire ad altitudini fino a 2300 m. nelle Americhe e ad altitudini ancora maggiori in Africa. I paesi o le aree dove il virus della febbre gialla è presente eccedono di gran lunga quelle riportate ufficialmente.
[…]
L’infezione provoca varie forme di malattia, da lieve a grave fino al decesso. Il “giallo” nel nome si spiega con l’ittero che colpisce alcuni pazienti, causando occhi e pelle gialla. I primi sintomi della malattia compaiono solitamente 3-6 giorni dopo l’infezione. Non esiste un trattamento specifico per la febbre gialla.
[…]

Sintomi
La malattia da febbre gialla inizia con una fase “acuta” caratterizzata da sintomi generali quali febbre, dolori muscolari, dolori alla schiena, cefalea, brividi, mancanza di appetito, nausea e vomito. La maggior parte dei pazienti mostra un miglioramento dopo 3-4 giorni.
Circa il 15% dei malati evolverà in una seconda fase “tossica” entro 24 ore dalla remissione iniziale, caratterizzata da febbre alta, itterizia, dolori addominali associati a vomito e deterioramento delle funzioni renali. Può aversi sanguinamento dalla bocca, naso, occhi e stomaco, e comparsa di sangue nel vomito e nelle feci…
[…]

http://www.salute.gov.it/portale/salute/p1_5.jsp?lingua=italiano&id=214&area=Malattie_infettive

 


5

 
Vaiolo
Da Epicentro Iss.

[…]
Il periodo di incubazione della malattia, durante il quale non si manifestano sintomi, dura da 7 a 17 giorni. In questo periodo raramente avviene contagio, che invece comincia alla comparsa dei primi sintomi (febbre, malessere, emicrania, dolori muscolari e talvolta vomito). Questa fase può durare da 2 a 4 giorni ed è caratterizzata da alte temperature. Successivamente compare una eruzione cutanea molto caratteristica, consistente in piccole macchie rosse, ed è questo il periodo in cui i malati sono più contagiosi. La comparsa delle macchie può durare circa 4 giorni e comincia dalla lingua e dalla bocca. Quando le macchie della bocca si infettano diventando vere e proprie ulcere, nuove eruzioni cutanee interessano tutta la pelle, a partire dalla faccia fino alle braccia, le gambe e poi le mani e i piedi. Solitamente l’intero corpo viene ricoperto di macchie nel giro di 24 ore. Quando compare l’eruzione cutanea le febbre scende e la persona comincia a sentirsi meglio. Nel giro di 3 giorni, però, le macchie si trasformano in vescicole purulente. Contemporaneamente la temperatura sale di nuovo e rimane alta finché le pustole non cicatrizzano, diventando crosticine che cominciano a squamarsi e si staccano.
Nel giro di 3 o 4 settimane dalla comparsa dei sintomi, la maggior parte delle pustole si è seccata e comincia a staccarsi dalla pelle, lasciando su di essa una cicatrice profonda, nota come butteratura. La fase di contagio cessa con la caduta di tutte le crosticine.
[…]

http://www.epicentro.iss.it/problemi/vaiolo/vaiolo.asp

 


4


Malattia da virus Ebola (Evd)
Da Epicentro Iss.
La malattia da virus Ebola (Evd), in passato nota come febbre emorragica da virus Ebola, è una malattia grave e spesso fatale per l’uomo.
Come riportato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), virus ad Rna del genere Ebola fanno parte della famiglia dei Filoviridae (filovirus). A questa famiglia appartengono anche il genere Marburgvirus e il genere Cuevavirus.
Sono stati identificati cinque diverse specie di virus ebola:
Bundibugyo ebolavirus (Bdbv)
Zaire ebolavirus (Ebov)
Reston ebolavirus (Restv)
Sudan ebolavirus (Sudv)
Taї Forest ebolavirus (Tafv).
[…]
Sintomi della malattia e decorso clinico.
L’infezione ha un decorso acuto e non è descritto lo stato di portatore. I soggetti affetti da Evd sono contagiosi fino a quando il virus è presente nel sangue e nelle secrezioni biologiche. E’ documentata la persistenza di ebolavirus nel liquido spermatico fino a 61 giorni dopo l’esordio clinico di Evd (Fonte Oms).
L’incubazione può andare da 2 a 21 giorni, a cui fa seguito generalmente un esordio acuto caratterizzato da febbre, astenia, mialgie, artralgie e cefalea. Con il progredire della patologia possono comparire astenia profonda, anoressia, diarrea (acquosa talvolta con presenza di muco e sangue), nausea e vomito. Questa prima fase prodromica può durare fino a 10 giorni.
La malattia evolve con la comparsa di segni e sintomi ascrivibili a danni in diversi organi e apparati. Oltre a segni di prostrazione, possono essere presenti segni e sintomi di alterazioni nella funzione epatica e renale, respiratoria, gastrointestinale, del sistema nervoso centrale (cefalea, confusione), vascolare (iniezione congiuntivale/faringea), cutaneo (esantema maculo papuloso).
I fenomeni emorragici, sia cutanei che viscerali, compaiono in oltre la metà dei pazienti affetti da Evd, in genere dopo una settimana dall’esordio. Si può trattare di sanguinamenti a carico del tratto gastrointestinale (ematemesi e melena), petecchie, epistassi, ematuria, emorragie sottocongiuntivali e gengivali, meno-metrorragie. Alcuni pazienti presentano emorragie estese e coagulazione intravasale disseminata (Cid). Nella fase terminale della Evd il quadro clinico è caratterizzato da tachipnea, anuria, shock ipovolemico, sindrome da insufficienza multi-organo.
La letalità, a seconda della specie di ebolavirus, varia dal 25% al 90%…
[…]
http://www.epicentro.iss.it/problemi/ebola/ebola.asp

 


3


Yersinia pestis

Da Epicentro Iss.

La peste è una malattia infettiva di origine batterica tuttora diffusa in molte parti del mondo, anche in alcune regioni dei paesi industrializzati. E’ causata dal batterio Yersinia pestis, che normalmente ha come ospite le pulci parassite dei roditori, ratti, alcune specie di scoiattoli, cani della prateria. In qualche caso le pulci possono infettare anche gli animali domestici come i gatti. Normalmente, Yersinia circola tra queste specie senza causare alti tassi di mortalità, e quindi questi animali sono sostanzialmente delle riserve infettive di lungo termine. Occasionalmente, un’epidemia può uccidere anche grandi quantità di roditori e le pulci, in cerca di nuovi ospiti, si trasmettono anche agli esseri umani, diffondendo la malattia.

[…]

Trasmissione e sviluppo della malattia

La peste si manifesta principalmente sotto tre forme diverse, che a volte possono anche essere compresenti:
Peste polmonare: il batterio infetta i polmoni. Questa forma della malattia può trasmettersi da persona a persona attraverso l’aria o gli aerosol di persone infette e quindi costituisce una delle forme più pericolose per il potenziale epidemico che la caratterizza. La forma polmonare può derivare anche dalla degenerazione delle altre forme se non sono curate prontamente.

Peste bubbonica: è la forma di peste più comune e si manifesta in seguito alla puntura di pulci infette o per contatto diretto tra materiale infetto e lesioni della pelle di una persona. Manifestazione tipica di questa forma è lo sviluppo di bubboni, ingrossamenti infiammati delle ghiandole linfatiche, seguiti da febbre, mal di testa, brividi e debolezza. In questa forma la peste non si trasmette da persona a persona.

Peste setticemica: deriva dalla moltiplicazione della Y. Pestis nel sangue, e può essere una conseguenza di complicazioni delle due forme precedenti. Viene contratta per le stesse cause di quella bubbonica, e non si trasmette da persona a persona. Causa febbre, brividi, dolori addominali, shock e prostrazione, sanguinamenti della pelle e di altri organi, ma non si manifesta con bubboni.

Il sospetto di peste si dovrebbe avere in seguito alla manifestazione dei primi sintomi, soprattutto in presenza di un bubbone, e di una possibile storia di esposizione a roditori o pulci. I bubboni solitamente si manifestano dopo 2-6 giorni dall’esposizione, e la malattia procede in modo rapido, eventualmente degenerando nelle forme polmonare e setticemica se non è trattata prontamente. L’incubazione della forma polmonare primaria invece dura da uno a tre giorni ed è caratterizzata da una polmonite acuta con tosse e sputo di sangue. Il tasso di morte nei pazienti con peste polmonare è del 50 per cento.

Azioni preventive per ridurre l’incidenza della peste si possono orientare soprattutto al trattamento igienico degli ambienti, con disinfestazione dei ratti e di altri roditori e delle pulci che li accompagnano, e all’educazione sanitaria pubblica. Campagne per la disinfezione anche delle aree rurali, così come già applicato nelal maggior parte delle aree urbane, per l’eliminazione di rifiuti e di materiali che possono fungere da attrazione per i roditori e per il controllo costante dello stato di salute dei propri animali domestici, che andrebbero tenuti puliti da pulci e altri parassiti, ha contribuito in molte zone e può contribuire alla riduzione della presenza della peste…

[…]
http://www.epicentro.iss.it/problemi/peste/peste.asp

 


2
Rosolia
Da Epicentro Iss.
La rosolia è una malattia infettiva causata da un virus del genere rubivirus, della famiglia dei Togaviridae. Come morbillo, varicella, pertosse e parotite, è una malattia più comune nell’età infantile e si trasmette solo nell’uomo. Esternamente, si manifesta con un’eruzione cutanea simile a quelle del morbillo o della scarlattina. Di solito benigna per i bambini, diventa pericolosa durante la gravidanza perché può portare gravi conseguenze al feto. Una volta contratta, la rosolia dà un’immunizzazione teoricamente definitiva.
[…]
Sintomi e diffusione
La rosolia si diffonde tramite le goccioline respiratorie diffuse nell’aria dal malato o il contatto diretto con le secrezioni nasofaringee. La malattia, che ha una incubazione di 2-3 settimane prima della comparsa dei sintomi, è contagiosa nella settimana che precede l’apparizione dell’eruzione cutanea e per i 4 giorni successivi. Diversa è la questione, se si è in presenza di un neonato colpito da infezione durante la gravidanza, e quindi affetto da sindrome congenita. In questo caso, infatti, il virus viene messo in circolazione per lunghi periodi di tempo, non per i 7-10 giorni caratteristici della malattia acquisita dopo la nascita. Il periodo di contagio quindi può durare anche mesi o addirittura più di un anno, con una potenzialità infettiva molto elevata che richiede l’isolamento, sia durante il ricovero nella nursery che al ritorno a casa.
I sintomi più comuni della rosolia sono lievi ed evidenti per un periodo di 5-10 giorni, anche se in un alto numero di casi (dal 20 al 50%, secondo dati dei Cdc americani) possono non manifestarsi affatto. Nell’adulto, durante i primi cinque giorni di decorso, i sintomi principali possono includere:
– eruzione cutanea consistente in piccole macchie rosa che compaiono prima dietro le orecchie, poi sulla fronte e su tutto il corpo e durano 2-3 giorni;
– febbre lieve e mal di testa;
– leggeri gonfiori dei linfonodi alla base della nuca, sul retro del collo e dietro le orecchie;
– dolori articolari;
– diminuzione del numero di globuli bianchi nel sangue;
– occhi arrossati e lacrimosi;
Raramente la malattia comporta complicazioni anche se, come per le altre malattie infantili, il rischio di encefaliti è più alto se il paziente è un adulto.
La diagnosi viene effettuata ricercando anticorpi specifici del virus nel siero tramite analisi del sangue…
[…]
http://www.epicentro.iss.it/problemi/rosolia/rosolia.asp

1


Sifilide

Da Epicentro Iss.

La sifilide è una complessa infezione sessualmente trasmissibile causata dal batterio Treponema pallidum.

[…]

La sifilide è un’infezione genitale che causa ulcere ed escoriazioni e facilita la trasmissione dell’Hiv. Si sviluppa in diversi stadi, ciascuno caratterizzato da sintomi e decorso diverso. Dal momento che alcune fasi della malattia hanno un lungo decorso senza manifestazioni cliniche evidenti, è possibile un’evoluzione progressiva in assenza di diagnosi e terapia. Se non è trattata adeguatamente, la sifilide può causare danni al sistema nervoso e ai vasi arteriosi, disordine mentale e morte. Grazie a un semplice test diagnostico e all’elevata efficacia dell’antibioticoterapia, è oggi un’infezione potenzialmente controllabile dai sistemi di sanità pubblica.

Sifilide primaria

Tra l’infezione e l’insorgenza dei primi sintomi possono passare da 10 a 90 giorni (mediamente 20 giorni). Questo primo stadio è caratterizzato dalla comparsa di una singola ferita (sifiloma o chancre), o da più pustole. Normalmente la ferita è consistente, tonda, piccola e indolore e compare nel punto in cui avviene l’infezione batterica. Questa ferita dura 3-6 settimane e guarisce da sola. Se l’infezione non è trattata in questa fase, evolve verso lo stadio secondario.

Sifilide secondaria

Inizia con l’insorgenza in più punti di un’eruzione cutanea (roseola o papulomatosi sifilitica) che non è accompagnata da prurito e può manifestarsi quando la ferita è scomparsa o anche settimane dopo. L’eruzione è solitamente rossastra o bruna, con macchie sui palmi delle mani e dei piedi o in altre parti del corpo. A volte le macchie sono diverse e ricordano eruzioni tipiche di altre malattie. Anche senza alcun trattamento, l’eruzione sparisce da sola. Sono inoltre tipici di questo stadio febbre, ingrossamento dei linfonodi, mal di gola, alopecia a chiazze, cefalea, calo ponderale, mialgie, stanchezza.

Sifilide avanzata (stato latente e terziaria)

Alla scomparsa dei sintomi del secondo stadio, la persona è ancora malata anche se non mostra più i sintomi evidenti. In questa fase, possono iniziare i danni agli organi interni (cervello, nervi, occhi, cuore e vasi sanguigni, fegato, ossa e articolazioni) che si possono manifestare anche a distanza di decenni. I danni neurologici possono essere presenti già nel secondo stadio (sifilide neurale). Una volta che la sifilide entra nel terzo stadio, l’individuo perde la capacità di controllare i movimenti muscolari, può avere delle paralisi, confusione mentale, cecità graduale e sviluppo di demenza. Il danno può essere tanto serio da portare alla morte.

Sifilide congenita

Secondo lo stato d’infezione della madre, l’infezione può essere trasmessa al feto causando morte in utero (40 per cento dei casi) o la nascita di un bimbo già infetto, con sifilide congenita (70 per cento dei casi). Se la madre ha avuto l’infezione nei quattro anni precedenti la gravidanza, il rischio di trasmissione al feto è molto elevato. I sintomi possono essere assenti al momento della nascita e comparire successivamente, causando, se non trattati adeguatamente, serie complicazioni allo sviluppo del bambino…

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Si ringrazia A.G. per il contributo in questa pagina.