Similitudini 4

20
Mutazione MTHFR
Da My-Personaltrainer. it.
La mutazione MTHFR è un difetto genetico che colpisce l’enzima metilen-tetraidrofolato reduttasi. Quest’aberrazione è correlata all’iperomocisteinemia (elevati livelli di omocisteina nel plasma) e si ripercuote sul metabolismo dei folati.
La mutazione del gene MTHFR è trasmessa con modalità autosomica recessiva ed è responsabile di una riduzione dell’attività dell’enzima per cui codifica. Questo fenomeno è stato identificato come fattore di rischio per lo sviluppo di trombosi, malattie coronariche, aborti spontanei e difetti nel tubo neurale.
[…]
L’iperomocisteinemia si può associare a sintomi e segni inizialmente subdoli ed aspecifici, come:
Diarrea;
Vertigini;
Senso di fatica e debolezza;
Perdita dell’appetito;
Pallore;
Battito cardiaco accelerato;
Fiato corto;
Dolore alla bocca ed alla lingua;
Formicolio, intorpidimento e/o bruciore a piedi, mani, braccia e gambe.
[…]
https://www.my-personaltrainer.it/salute/mutazione-mthfr.html

19
Malattia di Chagas
Da Farmacoecura. it.
Il morbo di Chagas, cioè l’infezione da Trypanosoma cruzi, è anche detto tripanosomiasi americana.
[…]
Il contagio può avvenire secondo diverse modalità, ma nelle zone in cui la malattia è endemica (cioè molto diffusa), la trasmissione avviene principalmente mediante un insetto vettore, nel caso specifico le cimici triatomine: si tratta di cimici ematofaghe (che succhiano il sangue) e si infettano mordendo un animale o una persona infetta. Una volta infette, le cimici espellono i parassiti T. cruzi con le feci. Le cimici vivono nelle case costruite con materiali come il fango, i mattoni, la paglia e con i tetti di foglie di palma.
[…]
Durante il giorno le cimici si nascondono nelle fessure delle pareti e dei tetti, mentre durante la notte, quando gli abitanti dormono, le cimici triatomine escono allo scoperto: tendono a nutrirsi sul volto delle persone, per questo sono anche dette cimici assassine o cimici baciatrici.
Dopo aver morso il soggetto e ingerito il sangue, defecano sul volto e la persona può essere contagiata dal parassita T. cruzi se le feci dell’insetto penetrano nell’organismo attraverso le mucose o eventuali lesioni della pelle.
La persona che dorme, passandosi le mani sul volto, può far penetrare accidentalmente le feci nella ferita del morso, negli occhi o nella bocca.
[…]
La maggior parte delle informazioni cliniche sul morbo di Chagas deriva dall’esperienza delle persone che sono state contagiate in età pediatrica mediante trasmissione da insetto vettore. La gravità e il decorso dell’infezione possono essere diversi nelle persone contagiate in altre fasi della vita, in altri modi o da ceppi diversi del parassita T. cruzi.
Il morbo di Chagas è caratterizzato da due fasi diverse:
fase acuta
fase cronica.
Entrambe possono essere asintomatiche, oppure così gravi da mettere in pericolo la vita del paziente.
Fase acuta
La fase acuta dura per le prime settimane o i primi mesi dall’infezione. Di solito passa inosservata perché asintomatica, con sintomi molto lievi, oppure non abbastanza caratteristici da permettere una diagnosi.
Tra i sintomi lamentati dai pazienti possiamo ricordare:
febbre,
affaticamento,
dolori muscolari,
mal di testa,
eruzioni cutanee,
diminuzione dell’appetito,
diarrea
e vomito.
I segni evidenti che il medico è in grado di rilevare durante la visita possono comprendere:
lieve ingrossamento del fegato o della milza,
gonfiore dei linfonodi
e gonfiore locale (chagoma) nel punto in cui il parassita penetra nell’organismo.
Il segno più lampante del contagio è tuttavia il segno di Romaña che comprende l’ingrossamento delle palpebre sul lato del viso vicino
al morso dell’insetto,
dove l’insetto ha depositato le feci,
o dove le feci sono accidentalmente entrate in contatto con l’occhio.
[…]
Fase cronica
Durante la fase cronica l’infezione può rimanere silente per decenni o addirittura per tutta la vita. Tuttavia alcuni pazienti possono soffrire di:
complicazioni cardiache, che possono comprendere
cardiomiopatia dilatativa (ingrossamento del cuore),
insufficienza cardiaca,
aritmia (anomalie del battito cardiaco),
arresto cardiaco (morte improvvisa);
complicazioni dell’apparato digerente che possono comportare difficoltà nella nutrizione o nel passaggio delle feci; ricordiamo ad esempio:
megaesofago o acalasia (ingrossamento dell’esofago),
megacolon (ingrossamento del colon).
[…]
https://www.farmacoecura.it/malattie/morbo-di-chagas-sintomi-contagio-prevenzione-e-cura/

18
Malattia di Behçet
Da MSDManuals. com.
La malattia di Behçet è un’infiammazione cronica dei vasi sanguigni (vasculite) che può causare ulcere dolorose della bocca e dei genitali, lesioni cutanee e problemi oculari. Anche le articolazioni, il sistema nervoso e l’apparato digerente possono infiammarsi.
Solitamente le ulcere compaiono, scompaiono e compaiono nuovamente nella bocca, sugli organi genitali e sulla cute.
I medici basano la diagnosi sui sintomi e i riscontri dell’esame obiettivo.
Il trattamento dipende dalle zone colpite, ma solitamente prevede corticosteroidi e a volte altri farmaci che sopprimono il sistema immunitario.
[…]
Quasi tutti i soggetti affetti da questa sindrome presentano ulcere della bocca ricorrenti e dolorose, simili alle ulcere da stomatite. Le ulcere alla bocca sono solitamente il primo sintomo della malattia di Behçet. Le ulcere possono apparire ovunque nella bocca, ad esempio, sulla lingua, sulle gengive, sulle mucose della bocca, e si manifestano spesso a grappolo. Le ulcere sono tonde o ovali, hanno un diametro compreso tra 1 e 10 centimetri e sono più o meno profonde, con una parte centrale giallastra. Le ulcere durano 1-2 settimane.
Anche se altri tipi di ulcere della bocca sono molto comuni (ad esempio, ulcere fredde causate dal virus dell’herpes simplex), le ulcere causate dalla malattia di Behçet tendono a durare più a lungo e ad essere più gravi.
Le ulcere possono apparire anche sugli organi genitali. Le ulcere sul pene, sullo scroto o sulla vulva tendono ad essere dolorose. Le ulcere nella vagina possono essere dolorose. I soggetti possono avere febbre e una sensazione generale di malessere. Altri sintomi compaiono giorni o anni più tardi:
Occhi: gli occhi vengono colpiti nel 25-75% delle persone. Una parte degli occhi si infiamma a intermittenza. Questa infiammazione (iridociclite recidivante o uveite) causa dolore oculare, rossore, sensibilità alla luce e annebbiamento della vista. Possono manifestarsi molti altri problemi oculari. Se non viene trattata, può portare alla cecità.
Cute: nell’80% circa dei soggetti si sviluppano vesciche della cute e bolle piene di pus. Una lesione leggera, addirittura la puntura di un ago ipodermico, può causare la formazione di piccole bolle rosse o piene di pus. Sulle gambe possono comparire piccoli noduli dolorosi rosso-violacei detti eritema nodoso.
Articolazioni: nella metà circa dei soggetti colpiti, le ginocchia e le altre grandi articolazioni diventano dolenti. Questa infiammazione relativamente lieve (artrite) non progredisce né danneggia i tessuti.
Vasi sanguigni: l’infiammazione dei vasi sanguigni (vasculite) in tutto il corpo può causare la formazione di trombi nelle arterie e dilatazioni (aneurismi) nelle pareti indebolite dei vasi sanguigni. La vasculite può provocare ictus, se vengono colpite le arterie che vanno al cervello. Può causare lesioni renali, se vengono colpite le arterie che vanno ai reni. Se vengono colpite le arterie dei polmoni, possono comparire sanguinamenti con la presenza di sangue quando si tossisce.
Tratto digerente: i sintomi possono includere disagi e dolore all’addome, crampi, diarrea e ulcere all’intestino. I sintomi possono essere simili a quelli causati dalle malattie infiammatorie intestinali (morbo di Crohn e colite ulcerosa).
Sistema nervoso centrale: L’infiammazione dell’encefalo o del midollo spinale è meno comune, ma ha conseguenze gravi. I soggetti possono soffrire innanzitutto di cefalea. Altri sintomi includono febbre e rigidità della nuca (sintomi della meningite), confusione e perdita di coordinazione. I cambiamenti di personalità e la perdita di memoria possono svilupparsi diversi anni dopo. A quanto pare, il rischio è più elevato nei soggetti con determinate caratteristiche genetiche, come la presenza del gene HLA B51.
[…]
https://www.msdmanuals.com/it-it/casa/patologie-ossee,-articolari-e-muscolari/vasculite/malattia-di-behçet

17
Sistema linfatico
Da Farmacoecura. it.
[…]
Se una parte del sistema linfatico è danneggiata od ostruita, il liquido dei tessuti circostanti non può essere drenato. Si manifesta quindi un accumulo di liquidi nei tessuti molli con conseguente gonfiore.
Il linfedema si manifesta prevalentemente con la comparsa di un visibile gonfiore di braccia o gambe o con altri sintomi, che possono tuttavia avere anche altre cause; è quindi necessario ricorrere al medico in caso di comparsa di:
– gonfiore di un braccio o di una gamba, comprese eventualmente le dita della mano o del piede,
– senso di pienezza o pesantezza di un braccio o di una gamba,
– senso di tensione della pelle,
– problemi nel movimento di un’articolazione di un braccio o di una gamba,
– ispessimento della pelle, con o senza la comparsa di manifestazioni visibili come vesciche o verruche,
– tensione nell’indossare vestiti, scarpe, braccialetti, orologi o anelli,
– prurito di gambe o dita dei piedi,
– senso di bruciore nelle gambe,
– difficoltà a dormire,
– perdita di capelli.
Questi sintomi possono insorgere molto lentamente nel tempo o più velocemente in caso di infezione o lesioni a un braccio o a una gamba, ma di fatto il linfedema può interferire con il quotidiano e la capacità di lavorare o svolgere attività nel tempo libero.
[…]
https://www.farmacoecura.it/malattie/linfedema/

16
Miosite
Da My-Personaltrainer. it.
Quando si parla di miosite ci si riferisce ad un’infiammazione muscolare che provoca sensazioni di debolezza e dolore a livello dei muscoli colpiti.  A seconda di quale sia la causa scatenante, il quadro dei sintomi può complicarsi ulteriormente, tanto che in alcuni casi la salute del paziente viene seriamente compromessa.
Per effettuare una diagnosi corretta di miosite, serve un attento esame obiettivo supportato da analisi del sangue, biopsia del tessuto colpito e diversi esami strumentali.
Se si interviene precocemente e se la miosite non è particolarmente grave, la terapia può avere risultati soddisfacenti.
[…]
– Miopatie infiammatorie idiopatiche. Comprendono tutte le rare forme di miosite a cui non si riesce a dare una spiegazione eziologica (non si riesce ad individuarne la causa). Il termine “idiopatiche” vuol dire proprio questo. Le forme principali sono: la polimiosite idiopatica, la dermatomiosite idiopatica e la miosite da corpi inclusi. Molto spesso, queste forme di miosite possiedono caratteri delle malattie autoimmuni, in cui il sistema immunitario, anziché difendere l’organismo, gli si rivolta contro, aggredendolo. 
– Miosite infettiva. Alcuni virus, parassiti e batteri possono invadere il nostro corpo e i nostri muscoli provocando miosite. I microrganismi più comunemente coinvolti sono i virus influenzali, alcuni virus del tratto respiratorio, il virus dell’AIDS, il parassita Trichinella e i batteri stafilococchi. Questi ultimi sono diffusi soprattutto nei Paesi dal clima tropicale e dove l’assistenza sanitaria è insufficiente. I virus, invece, tendono a manifestarsi con forme acute. 
– Miosite associate ad altre patologie. Alcune miositi insorgono in associazione con altre patologie. 
Malattie associate a miosite:
Lupus eritematoso sistemico
Miastenia gravis
Tiroidite di Hashimoto
Tumore dell’ovaio
Tumore al polmone
Tumore al seno
Sclerodermia
Neoplasie in generale
Alcuni esempi tipici di malattie associate sono: il lupus eritematoso, la sclerodermia, la miastenia gravis, la tiroidite di Hashimoto, i tumori di certi organi ecc.
–  Miosite ossificante. A causare questo tipo di infiammazione è la formazione di una massa ossea anomala all’interno di uno o più muscoli. I motivi di questa anomalia si devono, molto spesso, a un grave trauma muscolare, in cui c’è un ematoma molto profondo. La miosite ossificante rimane confinata nelle sede dove si è formata la massa ossea.
–  Miosite indotta da farmaci. Alcuni farmaci o certe combinazioni farmacologiche possono avere degli effetti collaterali tali da provocare infiammazione muscolare.
Si sono constatate queste conseguenze con due tipi di medicinali: quelli che servono ad abbassare il colesterolo (statine, atorvastatina, lovastatina e simvastatina) e la zidovudina, un antivirale usato contro il virus dell’AIDS.
[…]
I sintomi comuni a tutte le forme di miosite sono, di fatto, tre:
Debolezza muscolare (astenia)
Dolore muscolare (mialgia)
Indolenzimento muscolare
A questi sintomi, in base alla causa scatenante, si possono aggiungere altre manifestazioni, talvolta anche molto gravi e debilitanti.
https://www.my-personaltrainer.it/salute-benessere/miosite.html

15
Malattia mista del tessuto connettivo
Da Ospedale San Raffaele.
È caratterizzata dalla combinazione di diverse malattie autoimmuni, quali LES, sclerodermia, polimiosite e artrite reumatoide.
È caratteristica l’alta positività (> 1:1000) di autoanticorpi diretti contro un antigene ribonucleoproteico (anti-RNP).
Come si riconosce?
Sono caratteristici:
fenomeno di Raynaud;
poliartrite non erosiva;
edema alle mani con dita a “salsicciotto”;
astenia.
Nel 70% circa dei casi è presente un’alterazione della motilità esofagea.
Molto frequenti sono anche le mialgie che presentano spesso le caratteristiche di quelle della polimiosite. Meno frequentemente, invece, possono comparire pericardite, prolasso della valvola mitrale, miocardite. L’interessamento renale è molto più raro che nel Lupus eritematoso sistemico.
[…]
https://www.hsr.it/clinica/specialita-cliniche/immunologia-reumatologia-allergologia-e-malattie-rare/malattia-mista-del-connettivo/

14
Connitivite
Da Farmacoecura. it.
Le connettiviti sono un gruppo di malattie del tessuto connettivo, caratterizzate dalla presenza di un’infiammazione sostenuta da un’alterazione del sistema immunitario.
Il tessuto connettivo è quel tessuto che nel nostro corpo adempie alle funzioni di collegamento, sostegno e nutrizione dei vari organi. È costituito da cellule, ossia fibroblasti, macrofagi, linfociti, mastociti, adipociti, una matrice gelatinosa extracellulare, composta da fibre e sostanza amorfa.
Si distinguono vari tipi di tessuto connettivo, tutti possono essere colpiti da connettivite, e ricordiamo in particolare:
– tessuto connettivo denso,
– tessuto connettivo lasso,
– tessuto adiposo,
– tessuto cartilagineo,
– tessuto osseo,
– tessuto ematico (o sangue),
– linfa.
Le connettiviti sono malattie poco comuni, che colpiscono con maggiore frequenza giovani donne in età fertile. Si tratta di malattie croniche, per cui generalmente i sintomi sono controllabili con le opportune terapie sebbene non è possibile una guarigione completa.
[…]
Sintomi
Le persone colpite da una connettivite, possono presentare disturbi differenti a seconda del tipo di connettivite di cui soffrono. Vediamo allora più nel dettaglio quali sono i diversi quadri clinici.
Connettiviti differenziate
Lupus eritematoso sistemico (LES)
Tra i sintomi iniziali e più comuni del lupus troviamo:
mialgie (dolori muscolari),
artralgie (dolori articolari) associati o meno ad un quadro di artrite ulcere alla bocca,
lesioni cutanee che possono assumere aspetti differenti, come:
papule e chiazze rilevate di colore rossastro su cuoio capelluto, padiglioni auricolari e fronte (lupus eritematoso discoide, forma cronica)
papule eritematose su torace, dorso, collo, braccia (forma sub-acuta)
eritema a farfalla, ossia rossore alle guance e al ponte del naso (forma acuta).
Questi sintomi possono associarsi a
stanchezza,
febbricola,
perdita di peso,
alopecia (perdita dei capelli)
ed ingrossamento dei linfonodi del collo o della milza.
Questa connettivite inoltre può avere uno sviluppo sistemico, interessando altri organi del corpo come:
cuore con comparsa di
pericardite,
endocardite,
miocardite o aterosclerosi accelerata,
reni con microematuria (tracce di sangue nelle urine),
cilindruria (presenza di specifiche formazioni cilindriche nell’urina),
proteinuria (presenza di quantità superiori a 0,5 g/24h di proteine nelle urine),
sindrome nefritica o nefrosica.
polmoni con
pleurite,
polmonite 
o ipertensione polmonare,
sistema nervoso con
crisi comiziali (epilessia),
psicosi,
mal di testa intrattabile,
disturbi cognitivi e di memoria,
TIA,
ictus,
sangue con
anemia,
leucopenia,
piastrinopenia.
Sindrome da anticorpi antifosfolipidi
I pazienti con questa connettive presentano uno o più episodi di trombosi (arteriosa, venosa e/o del microcircolo) che si manifesta con:
ictus cerebrale,
infarto del miocardio,
trombosi venosa profonda 
od embolia polmonare.
Altre manifestazioni cliniche frequenti sono le complicanze in gravidanza, come 3 o più aborti spontanei da causa sconosciuta, una o più nascite premature. sclerodermia (o sclerosi sistemica).
Si caratterizza per un abnorme accumulo di tessuto connettivo nella cute e negli organi interni.
[…]
Questa connettivite esordisce quasi sempre col fenomeno di Raynaud, i pazienti inoltre presentano fin da subito alterazioni cutanee, in particolare le dita di entrambe le mani (e talvolta interessa anche le braccia, il viso e i piedi) appaiono gonfie (puffy fingers). Col passare delle settimane e/o dei mesi, il gonfiore scompare e la pelle delle mani diventa secca, dura, ispessita, perde elasticità e si raggrinza in pliche.
Altri disturbi cutanei sono
alterazioni delle unghie,
calcificazioni cutanee,
perdita dei capelli
e la comparsa di teleangectasie.
La sclerosi sistemica può alterare anche i tessuti costituenti alcuni organi, rendendoli meno elastici, più duri (atrofia e fibrosi) ed alterandone la funzionalità, con il conseguente sviluppo di disturbi quali:
– dolori articolari,
– deficit del movimento,
– sindrome del tunnel carpale,
– nevralgia del trigemino,
– rumori di sfregamento avvertiti ai tendini con movimenti di flessione ed estensione (tendon friction rubs),
– reflusso gastro-esofageo,
– difficoltà a deglutire,
– sindrome da malassorbimento,
– stitichezza,
– formazione di diverticoli intestinali,
– incontinenza e prolasso dello sfintere rettale,
– insufficienza cardiaca,
– aritmie,
– respiro corto,
– cuore polmonare cronico,
– malattia interstiziale polmonare,
– ipertensione polmonare,
– microematuria/proteinuria,
– insufficienza renale,
– miosite,
– tiroidite,
– cirrosi biliare primitiva (rara).
[…]
https://www.farmacoecura.it/malattie/connettivite-sintomi-cause-e-cura/

13
Sindrome Crest – Sclerodermia
Da Ospedale San Raffaele. it.
Etimologicamente significa “cute dura” ed è una malattia cronica su base autoimmunitaria che provoca ispessimento della pelle.
Si associa a iperattività del sistema immunitario a danno delle cellule endoteliali, che formano il rivestimento interno dei vasi sanguigni, e all’aumento di una proteina costituente il tessuto connettivo, detta collagene.
La sclerosi sistemica esiste come: forma cutanea limitata o sindrome CREST (acronimo per Calcinosi, fenomeno di Raynaud, dismotilità Esofagea, Sclerodattilia, Teleangectasie): a esordio graduale con interessamento iniziale soprattutto cutaneo e poi gastrointestinale e vascolare polmonare; forma diffusa: spesso con esordio più brusco, ispessimento cutaneo esteso a tutto il corpo e un coinvolgimento più precoce degli organi interni, comprese le arteriose renali.
Sono da distinguere la forma sclerodermia, che coinvolge alcune aree localizzate delle pelle e del connettivo sottostante (morfea e sclerodermia in bande), e la sclerosi sistemica vera e propria che coinvolge la cute in maniera diffusa associandosi sempre a danni di organi interni. La morfea è caratterizzata da lesioni cutanee localizzate e dure, spesso di colore biancastro, circondate da un alone rossastro. La sclerodermia lineare, invece, si manifesta con lesioni lineari o a stria più frequenti a livello degli arti o della nuca. Queste forme vanno distinte dalla sclerosi sistemica poiché non determinano sofferenza degli organi interni.
La morfea può, invece, determinare grave limitazione della motilità articolare nell’arto coinvolto dalla chiazza sclerodermica o problemi estetici. La sclerodermia localizzata non si trasforma nella sclerosi sistemica.
[…]
I segni più caratteristici sono indurimento e ispessimento della cute.
Esordisce in genere a livello delle mani, soprattutto delle dita (sclerodattilia), per estendersi in seguito ad altre aree. Sono frequenti ulcerazioni alle nocche e alla punta dei polpastrelli delle dita.
La pelle presenta perdita di peli sulle zone interessate, aspetto lucente, aderenza ai piani sottostanti, scomparsa graduale delle rughe, discromie.
Altri sintomi sono:
– teleangeactasie (piccoli vasi che divengono visibili sulla cute);
– calcinosi;
– artrite e debolezza muscolare;
– difficoltà a inghiottire cibo;
– rallentata motilità gastrointestinale con difficoltà digestive;
– secchezza di occhi e bocca;
– fenomeno di Raynaud;
– interessamento cardiopolmonare;
– interessamento renale.
Spesso gli esami di laboratorio generali non sono molto indicativi, mentre sono presenti anticorpi antinucleo o anticentromero.
[…]
https://www.hsr.it/clinica/specialita-cliniche/immunologia-reumatologia-allergologia-e-malattie-rare/sclerodermia-sindrome-crest/

12
Parassiti intestinali
Da My-Personaltrainer. it.
I parassiti intestinali si dividono in protozoi e metazoi, cioè in organismi unicellulari e pluricellulari. Come tali, i parassiti protozoi hanno dimensioni particolarmente ridotte (generalmente nell’ordine di pochi μm), mentre i metazoi presentano strutture complesse, differenziamento tissutale e dimensioni decisamente superiori (da pochi mm ad alcuni metri). I metazoi che interessano la medicina umana, gli elminti (o vermi intestinali), sono distinti in vermi cilindrici – i nematodi – ed in vermi piatti, i platelminti. Questi ultimi si dividono ulteriormente in cestodi (di forma nastriforme e segmentata) e trematodi (forma non segmentata).
I parassiti intestinali più comuni al mondo sono Giardia lamblia, Dientamoeba fragilis, Entamoeba histolytica, Cryptosporidium sp., Isospora bell e Balantidium coli tra i protozoi, Enterobius vermicularis, Ascaris lumbricoides (ascaridiasi), Trichuris trichiura, Ancylostoma duodenale, Necator americanus, Strongyloides stercoralis, Schistosoma spp. e Taenia spp. (Taenia saginata – dei bovini – e Taenia solium – dei maiali – Verme solitario -) tra i metazoi.
[…]
Sintomi
I sintomi provocati dai parassiti intestinali dipendono dal tipo di esemplare infestante, dalle difese immunitarie dell’ospite, dallo stadio di sviluppo del parassita, dalla sua localizzazione e dalla carica infestante. I sintomi più comuni si registrano a livello gastro-intestinale, con dolori addominali, prurito anale, nausea, vomito, coliti, emorragie rettali e costipazione o diarrea fino alla dissenteria. Possono inoltre comparire anemie e deficit di vitamina B12 o di altri micronutrienti, ittero, eritemi o ulcere cutanee, tosse, miositi e problemi a livello uro-genitale, con malessere generale, febbre, brividi, debolezza, mal di testa e sudorazione notturna. Non sempre i parassiti intestinali arrecano un danno considerevole all’organismo che li ospita e generalmente non ne determinano la morte; questo evento, infatti, si tramuterebbe in un grande danno per il parassita stesso. I sintomi, pertanto, sono spesso di grado lieve o moderato ma protratti nel tempo. Tutti quelli elencati, inoltre, non sono esclusivi delle parassitosi intestinali, bensì comuni a numerosissime patologie, alcune delle quali ben più frequenti. L’infestazione è più probabile quando i suddetti sintomi compaiono al ritorno da un viaggio in Paesi tropicali in via di sviluppo, quando si vive in condizioni di scarsa igiene, quando si vive o si ha vissuto a stretto con soggetti dimostratisi parassitati (scuole, famiglie, comunità) o quando il bambino lamenta un forte prurito anale con lesioni da grattamento (l’ossiuriasi arriva a colpire fino ad oltre il 50% della popolazione in età pediatrica). A volte, per quanto riguarda gli elminti, gli stessi vermi o loro parti possono essere spontaneamente eliminati o riscontrati direttamente nelle feci. Non a caso la diagnosi si basa proprio sull’esame macroscopico e microscopico degli escrementi, da ripetere su almeno tre campioni, meglio se a giorni alterni o comunque nell’arco di 7-10 giorni.
[…]
https://www.my-personaltrainer.it/salute/parassiti-intestinali.html

11
Scabbia
Da Farmacoecura.  it.
La scabbia umana è una patologia della pelle caratterizzata dallinfestazione da parte di un acaro; il microscopico parassita è in grado di penetrare lo strato superiore della pelle, dove completa il proprio ciclo vitale e depone le uova.
La trasmissione tra gli adulti avviene prevalentemente per contatto sessuale, mentre il rischio di contagio attraverso indumenti, biancheria da letto e asciugamani è basso, ma può aumentare se il paziente è affetto dalla scabbia a croste, condizione caratterizzata da una massiccia infestazione da acari.
I principali sintomi della scabbia sono:
– prurito intenso, che peggiora di notte,
– rash cutaneo,
– ulcerazioni e ferite causate dal continuo grattarsi.
L’infezione è endemica in tutto il mondo e colpisce persone di qualsiasi livello socioeconomico, senza distinzione di età o sesso. Rara fino a trenta-quarant’anni fa, è divenuta ovunque nuovamente frequente. I motivi delle periodiche ricorrenze della scabbia non sono noti, mentre si conoscono alcuni fattori che ne favoriscono la diffusione, spesso in modo indipendente fra loro.
[…]
https://www.farmacoecura.it/malattie/scabbia-sintomi-immagini-prevenzione-cura/

10
Pediculosi
Da Epicentro ISS.
La pediculosi è un’infestazione molto comune provocata dai pidocchi, piccoli parassiti di colore bianco-grigiastro che vivono solo sull’uomo e ne succhiano il sangue. Sono di dimensioni ridotte (da uno a tre millimetri) e depongono le uova attaccandole al fusto dei capelli o dei peli, sui quali si muovono facilmente grazie agli uncini posti sulle zampe.
[…]
Esistono tre diverse specie di pidocchi: quello della testa (Pediculus capitis), quello del corpo (Pediculus humanus) e quello del pube (Phthirus pubis). Il primo è di gran lunga il più diffuso ed è quasi indistinguibile da quello del corpo, ormai piuttosto raro. Il pidocchio del pube ha invece una forma decisamente più schiacciata rispetto alle due specie (da cui il nome comune “piattola”). Tutti e tre i tipi di pidocchi sono nocivi, ma una specie in particolare, quella del corpo, può rappresentare un serio problema sanitario in quanto vettore di malattie epidemiche gravi come tifo esantematico, febbre ricorrente e febbre delle trincee.
[…]
L’infestazione si manifesta con irritazione e intenso prurito nella zona interessata dall’infezione, che a sua volta causa dermatiti, impetigine e altre affezioni simili dovute a stafilococchi.
Le uova, dette lendini, sono di colore chiaro, hanno una forma a pinolo e sono lunghe circa 1 mm. Le femmine del pidocchio del capo depositano le lendini alla radice dei capelli grazie a una sorta di colla resistentissima. Il pidocchio del pube le attacca sui peli del corpo, in particolar modo nel pube e sotto le ascelle. Il pidocchio del corpo invece, attacca le uova sulla fine peluria degli indumenti, particolarmente su quelli di lana. Le uova di tutti i pidocchi maturano e schiudono in 7 giorni. Nel corso di un mese, le varie specie possono deporre sull’ospite dalle 80 alle 300 uova.
[…]
https://www.epicentro.iss.it/pediculosi/ 

9
Dermatofitosi
Da My-Personaltrainer. it
Le dermatofitosi sono infezioni fungine che colpiscono aree cheratinizzate del corpo (strato corneo dell’epidermide, peli o unghie). I dermatofiti, infatti, si stabiliscono in aree ricche di materiale cheratinico morto, di cui si nutrono. 
A differenza della candidosi, in genere, le dermatofitosi non sono infezioni invasive. Possono essere causate da funghi appartenenti ai generi Epidermophyton, Microsporum o Trichophyton spp. e, in base al sito dell’infezione, vengono suddivise in:
tinea corporis,
tinea cruris (o tigna inguinale)
tinea pedis (o piede d’atleta)
tinea unguium (onicomicosi)
tinea capitis
tinea barbae.
[…]
Sintomi e Segni più comuni:
– Alopecia
– Bolle
– Edema
– Eritema
– Forfora
– Formazione di pus
– Leuconichia
– Linfangite
– Macule
– Onicogrifosi
– Onicolisi
– Papule
– Placche
– Prurito
– Prurito alle Gambe
– Prurito alle Mani
– Prurito in testa
– Pustole
– Squame sulla pelle
– Ulcere Cutanee
– Unghie grossolane e opache
– Vescicole
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https://www.my-personaltrainer.it/Sintomi/Dermatofitosi

8
Mycobacterium bovis
Da Ixsler. it.
La tubercolosi bovina (TBC) è classificata come malattia della lista B dell’OIE (Office Internatinal des Epizooties) e viene considerata come patologia con effetti socio-economici e di salute pubblica di notevole rilevanza e con impatto potenzialmente significativo nei confronti del commercio internazionale di animali e prodotti animali.La TBC colpisce l’uomo e gli animali e si presenta con decorso per lo più cronico e depauperante, caratterizzata da processi produttivi di tipo granulomatoso con formazione di noduli (tubercoli) e processi essudativi. Le lesioni possono coinvolgere tutti gli organi e i tessuti con particolare frequenza i linfonodi, i polmoni, l’intestino, il fegato, la milza, e le sierose pleurica e peritoneale. L’esposizione del bestiame all’areosol di M. bovis è considerata la via più frequente di contagio.
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https://www.izsler.it/pls/izs_bs/v3_s2ew_consultazione.mostra_pagina?id_pagina=96

7
Mycobacterium avium complex (MAC), che include Mycobacterium avium e Mycobacterium intracellulare etc
Da MSDmanuals. com
I tipi più comuni appartengono a un gruppo di batteri noto come Mycobacterium avium complex (MAC), che include Mycobacterium avium e Mycobacterium intracellulare.
Anche altri micobatteri non tubercolari non appartenenti al MAC a volte infettano l’uomo.
Infezioni da Mycobacterium avium complex
I micobatteri MAC in genere causano infezioni solo nelle seguenti categorie di persone:
Anziani in condizioni di fragilità
Soggetti con sistema immunitario compromesso
Persone che presentano danni polmonari dovuti a fumo protratto per lungo tempo, una vecchia infezione tubercolare, bronchite, enfisema o altre malattie
Infezioni polmonari da MAC
Solitamente, le infezioni polmonari da MAC si sviluppano lentamente. I primi sintomi comprendono tosse ed emissione di muco. Le persone possono accusare una sensazione di stanchezza, perdere peso e presentare febbre non elevata.
L’infezione può progredire lentamente oppure rimanere stabile per lunghi periodi. Con la progressione della malattia, il soggetto può espettorare sangue regolarmente e avere problemi respiratori.
Per distinguere l’infezione da MAC dalla tubercolosi, è necessaria l’analisi di laboratorio dell’espettorato della persona infetta. Viene eseguita una radiografia del torace, in cui si possono evidenziare alcune differenze tra la tubercolosi e un’infezione da MAC.
Dato che, quando si trattano le infezioni da MAC, frequentemente sussiste un problema di farmacoresistenza, i medici tendono a somministrare alle persone infette una combinazione di antibiotici. Viene spesso impiegata una combinazione di tre farmaci: claritromicina o azitromicina, rifampicina ed etambutolo. I farmaci sono solitamente assunti per 12-18 mesi. Se questa combinazione è inefficace, ne vengono provate altre.
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https://www.msdmanuals.com/it-it/casa/infezioni/tubercolosi-e-infezioni-correlate/infezioni-causate-da-batteri-correlati-alla-tubercolosi-tb

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Varicella
Da Farmacoecura. it.
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La malattia esordisce in genere con sintomi influenzali e febbre, seguiti nell’arco di un giorno o due da un’eruzione cutanea che può essere in alcuni pazienti particolarmente pruriginosa; l’eruzione inizia con macchie rosse che si trasformano presto in vescicole piene di liquido; il numero totale di vescicole è variabile, da una decina o poco più, fino a 500 ed oltre. L’evoluzione di queste bolle prevede infine che si secchino formando delle croste in 4 o 5 giorni. Solo raramente lasciano cicatrici, limitatamente alle vescicole più grandi e in posizioni in cui la pelle è più delicata (come il viso).
È causata dal virus varicella-zoster (VZV) e, poiché l’infezione è molto contagiosa, un bambino infetto da varicella deve rimanere a casa e riposarsi fino a quando i sintomi non sono scomparsi del tutto. Il paziente è contagioso già nei giorni che precedono l’eruzione..
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Non sono stati identificati studi con dati certi sul periodo di incubazione della malattia, tuttavia tre studi hanno presentato intervalli seriali per diversi scenari, con variazioni da 11 a 20 giorni (media/mediana: 14-16 giorni) secondo il tipo di contatti (fonte: ECDC).
I sintomi principali della varicella, sia per gli adulti che per i bambini, sono:
– comparsa di puntini rossi su viso e/o petto, prima di diffondersi ad altre parti del corpo;
– trasformazione dei puntini in vesciche piene di liquido nel giro di 12-24 ore;
– grande prurito;
– trasformazione delle vescicole in crosticine dopo circa una settimana.
Vediamo ora i passaggi più nel dettaglio.
Alcuni pazienti manifestano una fase prodromica uno o 2 giorni prima che l’eruzione cutanea appaia, caratterizzata dai seguenti sintomi:
– febbre,
– dolori addominali,
– mal di gola,
– mal di testa,
vaga sensazione di malessere.
Questi sintomi possono durare per un paio di giorni, durante i quali la febbre rimane tra i 37,7° e i 38,8° C, anche se in rari casi può essere più elevata.
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https://www.farmacoecura.it/malattie/varicella-foto-sintomi-durata-cura/

5
Scarlattina
Da Farmacoecura. it.
La scarlattina è un’infezione causata dallo streptococco beta-emolitico di gruppo A (Streptococcus pyogenes), un batterio in grado di produrre una tossina (veleno) responsabile della comparsa di un’eruzione cutanea dal colore tipicamente scarlatto, da cui la malattia prende il nome.
Il mal di gola è la manifestazione più comune di infezione da Streptococcus pyogenes, mentre la scarlattina è la sindrome clinica caratterizzata dalla presenza dell’eruzione cutanea associata all’infezione stessa (che nella maggior parte dei casi è appunto una faringite); in genere un bambino su dieci infettato da faringite streptococcica di gruppo A svilupperà la scarlattina.
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I sintomi principali della scarlattina in bambini e adulti sono:
– mal di gola,
– febbre,
– eruzione cutanea rossa, che al tatto sembra carta vetrata,
– pelle arrossata sotto le ascelle, gomiti e pieghe inguinali,
– rivestimento biancastro della lingua,
– mal di testa,
– dolori muscolari,
– nausea e/o vomito,
– dolore addominale,
– linfonodi gonfi.
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https://www.farmacoecura.it/malattie/scarlattina-foto-sintomi-durata-e-cura/

4
Rosolia
Da Ospedalebambingesù.
La Rosolia è una malattia infettiva esantematica virale, causata dal Rubella virus, appartenente alla famiglia dei Togavirus. Colpisce principalmente la pelle e le linfoghiandole.
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Sintomi
I sintomi più comuni della Rosolia sono lievi ed evidenti per un periodo di 5-10 giorni, anche se in un alto numero di casi possono non manifestarsi affatto. In generale, comunque, i sintomi più caratteristici sono due, e si manifestano dopo due-tre settimane dal contatto con il virus (periodo di incubazione):
– gonfiore delle linfoghiandole alla base della nuca, sul retro del collo e dietro le orecchie, della durata di una settimana circa, che raggiungono le dimensioni di una nocciola e sono dolorabili alla palpazione;
– esantema della pelle, con piccole macchioline rosee o rosso pallido, piatte, di grandezza variabile da una capocchia di spillo a una lenticchia, che compaiono inizialmente dietro le orecchie, poi sulla fronte, sul viso e sul collo, per estendersi infine a tutto il resto del corpo. Le macchioline persistono in genere per 2-3 giorni, poi scompaiono lasciando posto alla classica desquamazione non sempre rilevabile.
Questi sintomi sono preceduti, e poi accompagnati, da altri sintomi comuni a molte malattie infettive: cefalea, inappetenza, senso di freddo accompagnato da brividi, catarro nasale e congiuntivale, malessere generale, febbre non costante, ma che talvolta può raggiungere punte massime di 39-40° C. Questi sintomi durano in genere pochi giorni: solo i linfonodi possono rimanere gonfi per diverse settimane. 
Le complicanze della Rosolia non sono comuni, ma si verificano più spesso negli adulti che nei bambini. Artralgia o artrite possono verificarsi fino al 70% delle donne adulte che contraggono la Rosolia, mentre è rara nei bambini e negli adulti maschi. I distretti più colpiti sono dita, polsi e ginocchia. I sintomi compaiono in concomitanza con l’esantema e possono durare fino a 1 mese. L’encefalite: più frequentemente negli adulti. Le manifestazioni emorragiche si verificano in circa un caso su 3.000, più spesso nei bambini, per danno ai vasi e alle piastrine. Gli effetti possono durare da giorni a mesi, e la maggior parte dei pazienti guarisce.
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http://www.ospedalebambinogesu.it/rosolia#.XRYUty1aa8o

3
Pertosse
Da Epicentro ISS. it.
È una malattia infettiva di origine batterica molto contagiosa, causata dal batterio Bordetella pertussis. Un altro batterio della stessa famiglia, il Bordetella parapertussis, è all’origine di una malattia simile, la parapertosse, che si manifesta però con sintomi più lievi. 
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L’uomo è l’unico serbatoio noto del batterio; di conseguenza la trasmissione della malattia avviene solo fra esseri umani. Un adeguato trattamento antibiotico permette la guarigione in una quindicina di giorni. A differenza delle altre malattie infantili, l’immunità conferita da una prima infezione non è definitiva, ma declina col tempo.
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Sintomi, diagnosi e complicazioni
Il batterio della pertosse causa infezioni alle vie respiratorie che possono essere inapparenti, ma anche estremamente gravi, specie quando il paziente è un neonato. La pertosse si caratterizza per una tosse persistente (per più di tre settimane). L’esordio della malattia si manifesta con una tosse lieve, accompagnata da qualche linea di febbre e copiose secrezioni nasali: è la fase catarrale, che dura da 1 a 2 settimane. Progressivamente la tosse diventa parossistica e si associa a difficoltà respiratorie: è la fase convulsiva o parossistica, che può durare più di 2 mesi in assenza di trattamento. In seguito a parossismi, si possono verificare anche casi di apnea, cianosi e vomito.
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https://www.epicentro.iss.it/pertosse/

2
Parotite
Da Ospedalebambinogesù.
La parotite è una patologia infettiva altamente contagiosa, causata da un virus appartenente alla famiglia dei Paramyxovirus, che si localizza a livello delle prime vie aeree (faringe, laringe e trachea) e delle ghiandole salivari. L’ingrossamento delle ghiandole parotidi, poste sotto i padiglioni auricolari, dietro l’angolo della mandibola, conferisce al viso il caratteristico aspetto da cui il nome popolare di “orecchioni”.
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Sintomi
Il periodo di incubazione (tra 12 e 25 giorni) è generalmente privo di sintomi sebbene possa essere talora accompagnato da malessere, perdita dell’appetito, brivido, febbricola, mal di testa, dolori muscolari. I sintomi iniziano con febbre (abitualmente intorno ai 38-40°C che persiste per 4-5 giorni), dolore all’orecchio, dolori muscolari, cefalea e tumefazione di una o entrambe le parotidi, con conseguente dolore durante la masticazione e la deglutizione. 
L’interessamento è inizialmente di una sola ghiandola ma nella maggior parte dei casi (75%), in circa 2 giorni, viene coinvolta anche la parotide del lato opposto. Circa un terzo delle infezioni da virus parotitico non si manifesta in forma clinicamente evidente, ma soltanto con una sintomatologia non specifica delle vie respiratorie. La tumefazione delle parotidi dura all’incirca una settimana e la guarigione richiede 10-12 giorni. 
[…]
http://www.ospedalebambinogesu.it/parotite#.XRYRKy1aa8o

1
Morbillo
Da Epicentro ISS. it.
Il morbillo è una malattia infettiva causata da un virus del genere morbillivirus (famiglia dei Paramixovidae).
[…]
Sintomi
Il morbillo non ha sintomi gravi, provoca principalmente un’eruzione cutanea, simile a quelle della rosolia o della scarlattina. Dura tra i 10 e i 20 giorni.
I primi sintomi sono simili a quelli di un raffreddore (tosse secca, naso che cola, congiuntivite) con una febbre che diventa sempre più alta. Successivamente appaiono dei puntini bianchi all’interno della bocca. Dopo 3-4 giorni, appare l’eruzione cutanea caratteristica (esantema), composta di piccoli punti rosso vivo, prima dietro le orecchie e sul viso, e poi su tutto il resto del corpo. L’eruzione dura da 4 a 7 giorni, l’esantema scompare a cominciare dal collo. A volte, rimane una desquamazione della pelle per qualche giorno.
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Le complicazioni sono dovute principalmente a superinfezioni batteriche: otite media, laringite, diarrea, polmonite o encefaliti (infiammazioni del cervello).
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https://www.epicentro.iss.it/morbillo/morbillo