Similitudini 2

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Vermi intestinali
Da My-Personaltrainer.
I vermi intestinali sono parassiti pluricellulari che, insediandosi in genere nell’intestino dell’organismo ospite, causano infestazioni prevalentemente di tipo gastro-intestinale.
Detti più correttamente elminti, i vermi intestinali si dividono in Cestodi, Trematodi e Nematodi.
Le infestazioni da vermi intestinali possono avere origine in diversi modi; tra le circostanze causali più note e diffuse, rientrano: il consumo di carni crude o poco cotte, il consumo di cibo o acqua contaminati dalle uova dei vermi intestinali, e il contatto con oggetti, rifiuti o feci contaminati.
I sintomi delle infestazioni da vermi intestinali variano a seconda del tipo di elminta infestante, dello stadio di sviluppo, della localizzazione precisa e della cosiddetta carica parassitaria. In genere, riguardano prevalentemente l’intestino, con diarrea mucosa e/o sanguinolenta, e malessere addominale.
La diagnosi richiede un esame colturale delle feci.
Oggi, la terapia prevista in caso di vermi intestinali è di tipo farmacologico e, in genere, è molto efficace.
[…]
https://www.my-personaltrainer.it/salute/vermi-intestinali.html

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Schistosomiasi
Da My-Personalitrainer.
La schistosomiasi è un’infezione da trematodi (vermi) del genere Schistosoma. Questi patogeni penetrano la cute umana durante bagni o immersioni in acque dolci contaminate, quindi infettano il sistema vascolare del tratto gastro-intestinale o genito-urinario. Cinque specie di schistosoma, in particolare, infettano gli esseri umani; ospiti intermedi sono i molluschi d’acqua dolce.
La schistosomiasi può essere importata da viaggiatori provenienti da aree endemiche.
[…]
Sintomi e Segni più comuni:
– Aborto spontaneo
– Alterazioni del ciclo mestruale
– Ascite
– Astenia
– Brividi
– Cachessia
– Coma
– Convulsioni
– Diarrea
– Dispnea
– Disuria
– Dolore addominale
– Dolore pelvico
– Dolori Muscolari
– Ematemesi
– Emorragia gastrointestinale
– Emottisi
– Eosinofilia
– Epatomegalia
– Eritema
– Febbre
– Ipertensione endocranica
– Ipertensione portale
– Ipofertilità
– Ipovolemia
– Letargia
– Linfonodi ingrossati
– Mal di testa
– Melena
– Nausea
– Orticaria
– Papule
– Pollachiuria
– Prurito
– Sangue nell’eiaculato
– Sangue nelle feci
– Sangue nelle urine
– Sanguinamenti vaginali
– Sindrome nefritica
– Sindrome nefrosica
– Splenomegalia
– Sudorazione
– Tenesmo rettale
– Tenesmo vescicale
– Tosse
[…]
https://www.my-personaltrainer.it/Sintomi/Schistosomiasi

18
Sarcoidiosi
Da Orphanet.
La sarcoidosi è una malattia multisistemica, della quale non sono note le cause, che è caratterizzata dalla formazione di granulomi immuni negli organi coinvolti. Si tratta di una malattia molto diffusa, con un’incidenza (che varia a seconda dell’età, del sesso, dell’etnia e dell’origine geografica) stimata in circa 1/6.300 nei maschi e 1/5.300 nelle femmine. Sono maggiormente interessati l’apparato linfatico e quello polmonare, anche se potenzialmente può essere colpito ogni organo. Altre gravi manifestazioni si localizzano a livello cardiaco, neurologico, oculare, renale o laringeale. In molti casi, la sarcoidosi viene riconosciuta in base alla presenza di tosse secca persistente, sintomi oculari o cutanei, presenza di linfonodi periferici, affaticamento, perdita di peso, febbre o sudore notturno e eritema nodoso.
Sono possibili anomalie del metabolismo della vitamina D3, a livello delle lesioni granulomatose e ipercalcemia. In circa il 90% dei casi, la radiografia del torace è patologica e mostra una linfoadenopatia e/o infiltrati polmonari (con o senza fibrosi) che definiscono gli stadi I-IV della malattia. L’eziologia non è nota, anche se l’ipotesi prevalente è che vari antigeni non identificati, probabilmente poco degradabili, di origine sia infettiva che ambientale, provochino una reazione immunitaria esagerata negli ospiti geneticamente suscettibili. La diagnosi si basa sulla sintomatologia clinica e radiologica, sull’individuazione di granulomi non caseosi attraverso la biopsia mediante endoscopia tracheo-bronchiale o in altri distretti e sull’esclusione di tutte le altre malattie granulomatose.
[…]
https://www.orpha.net/consor/cgi-bin/OC_Exp.php?Lng=IT&Expert=797

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Aspergillus
Da News Medical.
L’infezione sistematica causata dall’specie fungose comuni, aspergillus, è definita come aspergillosi. L’aspergillus è una muffa onnipresente, ha trovato abbastanza abbondantemente nell’ambiente, particolarmente durante l’inverno.
Generalmente, gli sforzi di aspergillus sono inoffensivi, ma alcuni di loro sono gli agenti causativi dell’aspergillosi.
Questa infezione sistematica è particolarmente prevalente nella gente con una risposta immunitaria indebolita o altre circostanze respiratorie stanti alla base.
[…]
I sintomi variano secondo il tipo di aspergillosi:
L’aspergillosi broncopolmonare allergica (ABPA) è una circostanza che è veduta spesso nei pazienti di fibrosi cistica e di asma.
Circa 2-3% dei pazienti asmatici adulti soffre almeno una volta da ABPA nelle loro vite. I pazienti di fibrosi cistica soffrono solitamente da ABPA quando arrivano a pubertà.
dovuto i sintomi quali la tosse, ansare ed i periodi di malattia sporadica che si sovrappongono con i sintomi di asma, diventa spesso complessa per diagnosticare precisamente ABPA.
L’emottisi (che espettorano sangue) ed il muco a volte marrone nell’espettorato suggeriscono la possibilità di ABPA.
Medici diagnosticano la circostanza dopo un esame fisico accurato, i raggi x come pure le analisi del sangue. Se lasciato non trattato per un lungo periodo, ABPA è capace di danneggiare irreversibile i polmoni (quali bronchiettasia o fibrosi).
In pazienti con le intercapedini alveolari dovuto danno causato dai termini quali la sarcoidosi o la tubercolosi, lo sviluppo di un’aspergilloma è abbastanza comune seguendo un’infezione dalle spore di aspergillus.
Le intercapedini forniscono lo spazio richiesto affinchè le spore della muffa germinino e per incubare dentro le intercapedini. Poi si propagano ampiamente per formare “le palle fungose„.
Le colonie fungose mature dentro i polmoni secernono i vari substrati allergici e tossici e causano i sintomi quali febbre ed emergenza respiratoria.
Poichè la formazione di queste palle fungose richiede un certo tempo, molti pazienti con un’aspergilloma rimangono inizialmente asintomatici. Negli stadi avanzati, nei sintomi quale perdita di peso, nella tosse cronica, nella stanchezza ed in una sensibilità costante dell’inizio di malattia comparire. La diagnosi è fatta facendo uso delle scansioni del polmone e delle analisi del sangue.
[…]
Altri sintomi comprendono la febbre con i freddi, emicranie e sintomi visivi, sanguinando dal radiatore anteriore e dall’edema facciale asimmetrico.
https://www.news-medical.net/health/Aspergillosis-Symptoms-(Italian).aspx

16
Criptococcosi
Da Orphanet.
La criptococcosi è un’infezione micotica cosmopolita dovuta al Cryptococcus neoformans.
[…]
La criptococcosi polmonare primitiva è di solito asintomatica, ma si diffonde all’interno dell’organismo, in particolare nel sistema nervoso centrale, dove provoca meningoencefalite.
[…]
L’infezione viene contratta attraverso le vie respiratorie e la via digestiva, raramente attraverso la cute, e si diffonde nell’organismo attraverso il sangue e il sistema linfatico. Non avviene mai la trasmissione interumana.
[…]
https://www.orpha.net/consor/cgi-bin/OC_Exp.php?Lng=IT&Expert=1546

15
Mucormicosi
Da MSD Manuals.
Per mucormicosi si intende l’infezione causata da diverse specie fungine, tra cui Rhizopus, Rhizomucor, e Mucor. I sintomi più frequentemente derivano dalle lesioni necrotiche invasive del naso e del palato, che causano dolore, febbre, cellulite orbitaria, proptosi, e secrezione nasale purulenta. Possono seguire sintomi del sistema nervoso centrale. I sintomi polmonari sono gravi e comprendono tosse produttiva, febbre elevata e dispnea. Un’infezione disseminata può verificarsi in pazienti gravemente immunocompromessi.
[…]
https://www.msdmanuals.com/it-it/professionale/malattie-infettive/funghi/mucormicosi

14
Cisticercosi
Da My-Personaltrainer
La cisticercosi è una parassitosi causata dalla forma larvale (detta cisticerco) del cestode Taenia solium (verme parassita di forma piatta e allungata).
Gli esseri umani dopo il consumo di carne di maiale cruda o poco cotta contaminata da larve o vermi adulti di T. solium, possono sviluppare un’infestazione intestinale, detta teniasi.
Sintomi e Segni più comuni:
– Convulsioni
– Crisi epilettiche
– Depressione
– Difficoltà di concentrazione
– Edema cerebrale
– Eosinofilia
– Idrocefalo
– Ipertensione endocranica
– Mal di testa
– Meningite
– Nausea
– Perdita della memoria
– Sonnolenza
– Stato confusionale
– Tremori
– Vertigini
– Vomito
[…]
https://www.my-personaltrainer.it/Sintomi/Cisticercosi

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Toxocariasi
Da Farmacoecura.
La toxocariasi è una zoonosi, ossia una patologia trasmessa dagli animali.
Si tratta di un’infezione causata da alcuni vermi, nello specifico dalle larve dei nematodi Toxocara canis o Toxocara cati, parassiti dell’intestino di cani e gatti che accidentalmente infestano l’uomo causando una malattia conosciuta come larva viscerale migrante o toxocariasi.
Sintomi
I sintomi della toxocariasi possono comparire alcune settimane dopo aver ingerito le uova, ma generalmente i pazienti rimangono asintomatici e manifestano come unico segno delle alterazioni degli esami ematici (in particolare un aumento degli eosinofili, particolare sottogruppo di globuli bianchi).
In alcuni soggetti infettati da un numero elevato di larve di Toxocara, o che sono esposti a ripetute infezioni, possono invece comparire sindromi cliniche correlate alla migrazione delle larve attraverso i tessuti, dove sono in grado di causare:
– sanguinamento,
– formazione di noduli infiammatori di tessuto fibroso (granulomi),
– morte dei tessuti (necrosi).
Gli organi più frequentemente interessati sono:
– polmoni,
– cuore,
– reni,
– fegato,
– muscoli,
– occhi,
– sistema nervoso centrale.
La severità degli eventuali sintomi è correlata a:
– numero e localizzazione delle lesioni causate dalle larve migranti,
– grado di risposta infiammatoria del soggetto.
In questi casi segni e sintomi della toxocariasi includono:
– tosse e difficoltà respiratoria (dispnea e crisi simil-asmatiche),
– polmoniti ricorrenti,
– febbre,
– rash cutanei (esantemi),
– perdita di peso importante (anoressia),
– convulsioni,
– deficit motori (transitori),
– ictus,
– stanchezza ed affaticamento,
– dolori addominali,
– alterazioni della vista nel caso di interessamento oculare, tipicamente solo da un lato (alterazioni del campo visivo, riduzione dell’acuità visiva).
Alla visita medica è inoltre possibile inoltre riscontrare:
aumento delle dimensioni di fegato e milza(epatosplenomegalia),
lesioni cutanee pruriginose.
[…]
farmacoecura.it

12
Febbre Q
Da My-Personaltrainer.
La febbre Q è una malattia infettiva poco comune, trasmessa dagli animali (in particolare da quelli da allevamento) e provocata da un batterio chiamato Coxiella Burnetii.
Nella maggior parte dei casi, la malattia assomiglia a una normale influenza; più raramente, la febbre Q può dar luogo a gravi complicazioni e/o assumere i contorni di una patologia cronica. In quest’ultimo caso, i danni più seri possono comparire a livello del cuore.
La diagnosi è abbastanza semplice e si basa su un veloce esame del sangue.
Le forme più lievi della febbre Q guariscono nel giro di un paio di settimane e senza particolari trattamenti. Le forme più severe, invece, potrebbero richiedere delle prolungate cure a base di antibiotici.
[…]
Chi ne è affetto manifesta dei disturbi che ricordano i sintomi dell’influenza, quindi: febbre, dolore muscolare e mal di testa.
[…]
https://www.my-personaltrainer.it/salute-benessere/febbre-Q.html

11
Ehrlichiosi
Da Epicentro ISS.
L’ehrlichiosi è una malattia batterica accompagnata da febbre, causata da un gruppo microrganismi della famiglia delle Rickettsiaceae, parassiti intracellulari da tempo conosciuti in ambito veterinario.
[…]
La malattia si manifesta dal punto di vista clinico, dopo un periodo di incubazione che va da 7 a 21 giorni, con sintomi simili a quelli di un’influenza e, soprattutto nei bambini, è accompagnata da manifestazioni esantematiche simili a quelle del morbillo. La malattia è a evoluzione benigna, specialmente nei bambini e nei soggetti più giovani, anche in assenza di qualsiasi trattamento. Gli adulti e le persone in età avanzata possono andare incontro a complicazioni, anche gravi, a livello renale, vascolare ed encefalico.
[…]
https://www.epicentro.iss.it/zecche/ehrlichiosi

10
Lebbra – Morbo di Hansen
Da MSD Manuals.
La lebbra è una malattia cronica causata in genere da Mycobacterium leprae, un bacillo acidoresistente che ha un tropismo per i nervi periferici, la cute, e le mucose del tratto respiratorio superiore. I sintomi sono molteplici e comprendono lesioni cutanee polimorfiche con anestesia e neuropatia periferica. La diagnosi è clinica e viene confermata mediante biopsia. La terapia classica comprende il dapsoneassociato ad altri farmaci antimicobatterici. I pazienti diventano rapidamente non contagiosi dopo l’inizio della terapia.
[…]
I sintomi della lebbra solitamente non iniziano fino a > 1 anno dopo l’infezione (in media 5-7 anni). Una volta comparsi i sintomi, si sviluppano lentamente.
La lebbra colpisce principalmente la cute e i nervi periferici. Il coinvolgimento dei nervi provoca intorpidimento e debolezza nelle zone controllate dai nervi interessati.
Lebbra tuberculoide: le lesioni cutanee consistono in una o poche macule ipoestetiche, ipopigmentate al centro con margini netti, rilevati. Il rash, come in tutte le forme di lebbra, non è pruriginoso. Le aree interessate da questa eruzione sono insensibili a causa di danni ai nervi periferici sottostanti, i quali possono essere aumentati di volume alla palpazione.
Lebbra lepromatosa: possono essere colpiti gran parte della cute e molte altre parti del corpo, compresi i reni, il naso e i testicoli. I pazienti hanno macule, papule, noduli, o placche cutanee che sono spesso simmetrici. La neuropatia periferica è più grave che nella lebbra tubercoloide, con un maggior numero di zone di intorpidimento; alcuni gruppi muscolari possono essere deboli. I pazienti possono sviluppare ginecomastia o perdere le ciglia e le sopracciglia.
Lebbra borderline: sono presenti le caratteristiche di entrambe la forme di lebbra tubercoloide e lepromatosa. In assenza di trattamento, la lebbra borderline può diventare meno grave e assomigliare alla forma tubercoloide, oppure può peggiorare e avvicinarsi alla forma lepromatosa.
[…]
https://www.msdmanuals.com/it-it/professionale/malattie-infettive/micobatteri/lebbra

9
Malaria
Da Epicentro ISS.
La malaria è una malattia causata da protozoi parassiti appartenenti al genere Plasmodium il cui ciclo biologico si svolge in due ospiti obbligati, un vertebrato, come ospite intermedio e una femmina di zanzara come ospite definitivo, detto anche vettore. Le specie di plasmodi responsabili della malaria umana si trasmettono in modo naturale da uomo a uomo mediante la puntura di zanzare infette appartenenti al genere Anopheles, tuttavia si può verificare trasmissione anche con eventi accidentali mediante contagio ematico diretto.
[…]
Sintomi
I sintomi, a seconda della specie di plasmodio, compaiono dopo 7, 15 o più giorni dalla puntura della zanzara infetta. Sono di varia natura, ma solitamente consistono in febbre, spesso molto alta, mal di testa, vomito, diarrea, sudorazioni e brividi scuotenti, tutti sintomi, almeno inizialmente, comuni a una qualsiasi sindrome influenzale o ad altre infezioni. La patogenicità dei plasmodi è legata alla loro capacità di invadere e distruggere i globuli rossi a cui segue la sintomatologia principale della malattia, rappresentata da accessi febbrili ricorrenti e anemia.
[…]
https://www.epicentro.iss.it/malaria/

8
Tularemia
Da Epicentro ISS
La tularemia è una zoonosi batterica che clinicamente si manifesta in modi diversi a seconda della via di contagio e in base alla virulenza dell’agente patogeno. Si può contrarre, infatti, attraverso il contatto diretto con animali infetti, con l’ingestione di acqua contaminata o di carne poco cotta proveniente da animali infetti, ma anche attraverso la puntura di diversi artropodi, come le zecche.
[…]
Nella maggior parte dei casi la malattia si presenta come un’ulcera localizzata nel punto di introduzione dell’agente patogeno dell’organismo, accompagnata a gonfiore dei linfonodi regionali (tipo ulcero-ghiandolare).
[…]
https://www.epicentro.iss.it/zecche/tularemia

7
Tumore al rene
Da My-Personaltrainer.
[…]
Agli esordi, il tumore al rene è una condizione asintomatica, ossia priva di manifestazioni cliniche evidenti.
I primi sintomi e segni del tumore al rene cominciano a comparire a uno stadio medio/avanzato della condizione, quando la massa tumorale ha assunto determinate dimensioni.
In tali frangenti, il quadro sintomatologico più comune comprende:
Ematuria, ossia sangue nelle urine. Il malato se ne accorge immediatamente, perché le sue urine assumono un colore tendente al rosso o al marrone scuro;
– La sensazione di una protuberanza o un rigonfiamento sul fianco dove risiede il rene malato;
– Forte dolore a livello del fianco dove risiede il rene malato;
– Un’inspiegabile perdita di appetito associata a una riduzione del peso corporeo;
– Febbre prolungata;
– Senso di fatica ricorrente;
– Anemia;
– Senso di malessere generale;
– Sudorazione notturna;
– Ipertensione;
– Presenza di edema a livello delle anche e/o delle gambe.
[…]
https://www.my-personaltrainer.it/salute-benessere/tumore-rene.html#4

6
Coledocolitiasi e colangite
Da MSDManuals
La coledocolitiasi è la presenza di calcoli nei dotti biliari; i calcoli si possono formare nella colecisti o direttamente nelle vie biliari. La calcolosi può determinare la colica biliare, l’ostruzione biliare, la pancreatite biliare, o un’infezione della via biliare (colangite). La colangite, a sua volta, può portare a stenosi, stasi biliare, e coledocolitiasi. La diagnosi generalmente richiede la visualizzazione dei calcoli mediante colangiopancreatografia in RM o colangiopancreatografia retrograda endoscopica. È indicata una precoce decompressione chirurgica o endoscopica.
[…]
I calcoli possono essere suddivisi in:
– Calcoli primitivi (normalmente pigmentati), che si formano nei dotti biliari.
– Calcoli secondari (di solito di colesterolo), che si formano nella colecisti ma migrano nei dotti biliari.
– Calcoli residui, che sono quelli lasciati nelle vie biliari al momento della colecistectomia (evidenziati < 3 anni dall’intervento chirurgico).
– Calcoli ricorrenti, che si sviluppano nei dotti > 3 anni dopo l’intervento chirurgico.
Nei paesi sviluppati, > 85% dei calcoli del coledoco è di tipo secondario; i pazienti affetti da coledocolitiasi hanno anche ulteriori calcoli localizzati nella colecisti. Fino al 10% dei pazienti con calcolosi sintomatica della colecisti ha dei calcoli anche nella via biliare principale. Dopo la colecistectomia, si possono formare calcoli pigmentari a causa della stasi (p. es., stenosi postoperatoria) e della successiva infezione. La proporzione di calcoli duttali che sono pigmentati aumenta nel tempo, dopo la colecistectomia.
I calcoli dei dotti biliari possono migrare nel duodeno senza dare sintomi. La colica biliare si verifica se si verifica l’ostruzione parziale delle vie biliari. L’ostruzione completa causa dilatazione del dotto biliare, ittero e, alla fine, colangite (un’infezione batterica). I calcoli che ostruiscono l’ampolla di Vater possono indurre una pancreatite biliare. Alcuni pazienti (usualmente gli anziani) si presentano con un’ostruzione biliare da calcoli che precedentemente asintomatici.
Nella colangite acuta, l’ostruzione del dotto biliare permette ai batteri di risalire dal duodeno. La maggior parte (85%) dei casi è dovuta alla presenza di calcoli nella via biliare principale, sebbene l’ostruzione del dotto biliare può essere dovuta a tumori o ad altre condizioni (vedi tabella Causes of Bile Duct Obstruction). I microrganismi comunemente infettanti sono i batteri Gram-negativi (p. es., Escherichia coli,Klebsiella sp, Enterobacter sp); meno comuni sono batteri Gram-positivi (p. es., Enterococcus sp) e anaerobi misti (p. es., Bacteroides sp, Clostridia sp). I sintomi comprendono il dolore addominale, ittero e la febbre o i brividi (triade di Charcot). L’addome è dolente, e spesso il fegato è dolente e ingrossato (spesso per la presenza di raccolte ascessuali). Lo stato confusionale e l’ipotensione predicono una mortalità di circa il 50% e un’elevata morbilità.
La colangite ricorrente piogena(colangioepatite orientale, epatolitiasi) è caratterizzata dalla formazione intraepatica di calcoli pigmenti. Questo disturbo si verifica nel Sud-Est asiatico. Consiste nella formazione di detriti e fanghiglia batterica nei dotti biliari. La denutrizione e un’infestazione parassitaria (p. es., Clonorchis sinensis, Opisthorchis viverrini) ne aumentano la predisposizione. L’infestazione parassitaria può causare ittero ostruttivo con infiammazione duttale intraepatica, stasi prossimale, formazione di calcoli e colangite. Cicli ripetuti di ostruzione, infezione e infiammazione portano alla stenosi del dotto biliare e alla cirrosi biliare. Le vie biliari extraepatiche tendono a essere dilatate, ma i dotti intraepatici appaiono normali a causa della fibrosi periduttale.
Nella colangiopatia AIDS-correlata o nella colangite, la colangiografia diretta può mostrare anomalie simili a quelle della colangite sclerosante primitiva o della stenosi papillare (ossia, restringimenti multipli e dilatazioni che coinvolgono i dotti biliari intra ed extraepatici). L’eziologia è probabilmente infettiva, più verosimilmente da cytomegalovirus, Cryptosporidiumsp o microsporidia.
[…]
https://www.msdmanuals.com/it-it/professionale/malattie-del-fegato-e-delle-vie-biliari/patologia-della-colecisti-e-delle-vie-biliari/coledocolitiasi-e-colangite

5
Endocardite
Da Cardiochirurgia. com.
[…]
L’endocardite è una infiammazione della membrana che protegge la cavità cardiaca, l’endocardio. Colpisce più gli uomini delle donne e può riguardare anche soggetti giovani, di età compresa tra i 35 e i 50 anni. Va precisato che nei soggetti con un cuore sano è raro che l’endocardite si manifesti: tende invece a svilupparsi in presenza di valvole malate o danneggiate, facilmente attaccabili da batteri che si annidano sulla superficie della parete cardiaca.
[…]
Sintomi
L’endocardite si può manifestare con sintomi altamente variabili, come tachicardia, febbre alta, spossatezza e soffi al cuore dovuti alla difficoltà del cuore di pompare il sangue.
Quando l’organismo manda segnali di questo tipo, è consigliato consultare immediatamente un medico. L’infezione infatti può peggiorare nel tempo e danneggiare la cavità cardiaca con conseguenze negative per il sistema circolatorio.

E’ importante interpretare correttamente i sintomi perché l’endocardite necessita di una diagnosi estremamente puntuale e precisa, eseguita da personale medico specializzato per improntare la terapia più adatta.
La diagnosi dell’ endocardite viene completata da esami del sangue, che rilevano le conseguenze di un’infezione (velocità del sangue accresciuta, incremento dei globuli bianchi, anemia). Il cardiologo in genere prescrive l’emocoltura, che individua i batteri all’origine dell’infezione e con quali antibiotici combatterli; e l’ecocardiografia, che rileva eventuali infezioni batteriche a carico delle valvole cardiache.

[…]
https://www.cardiochirurgia.com/patologie/2016/endocardite-cause-sintomi-e-terapia

4
Gonorrea
Da Epicentro ISS.
La gonorrea o blenorragia, è una malattia sessualmente trasmissibile causata dal batterio Neisseria gonorrhoeae, che infetta le vie uretrali nell’uomo e le vie uro-genitali nella donna. Nota anche come “scolo”, la gonorrea è una delle malattie sessualmente trasmesse più diffuse al mondo. Può essere asintomatica, ma può anche evolvere e complicarsi causando batteriemie e sterilità.
[…]
Sintomi
Molto spesso la gonorrea è asintomatica, soprattutto nelle donne. Negli uomini i sintomi possono comparire da due a trenta giorni dopo l’infezione e consistono soprattutto in bruciore durante l’orinazione o perdite di colore bianco, giallo o verde dal pene. A volte si segnala dolore o gonfiore ai testicoli.
La maggior parte delle donne non presenta sintomi. Se presenti, sono in genere molto lievi e difficilmente distinguibili da altre infezioni della vagina o della vescica. I sintomi iniziali sono: bruciore durante l’orinazione, aumento delle secrezioni vaginali e perdite di sangue tra un ciclo mestruale e l’altro. Nelle donne l’infezione può avere serie complicazioni, indipendentemente dalla gravità dei sintomi.
Le infezioni rettali sono in genere asintomatiche, ma possono manifestarsi, sia nell’uomo sia nella donna, con: perdite, prurito anale, irritazione, sanguinamento o dolorosi movimenti intestinali. La diffusa assenza di sintomi tra le persone infette rende più complicata la diagnosi e più facile il contagio.
[…]
https://www.epicentro.iss.it/gonorrea/

3
Neisseria Meningitidis – Meningococco
Da Epicentro ISS.
[…]
Alberga nelle alte vie respiratorie (naso e gola), spesso di portatori sani e asintomatici (2-30% della popolazione). La sua presenza non è correlata a un aumento del rischio di meningite o di altre malattie gravi. È stato identificato per la prima volta nel 1887, anche se la malattia era già stata descritta nel 1805 nel corso di un’epidemia a Ginevra. Si trasmette da persona a persona attraverso le secrezioni respiratorie. Il meningococco è un batterio che risente delle variazioni di temperatura e dell’essiccamento. Dunque, fuori dell’organismo sopravvive solo per pochi minuti.
[…]
Malattie batteriche invasive: cause e agenti patogeni.
I batteri che sono più frequente causa di malattie batteriche invasive sono tre:
Neisseria meningitidis (meningococco) alberga nelle alte vie respiratorie (naso e gola), spesso di portatori sani e asintomatici (2-30% della popolazione). La sua presenza non è correlata a un aumento del rischio di meningite o di altre malattie gravi. È stato identificato per la prima volta nel 1887, anche se la malattia era già stata descritta nel 1805 nel corso di un’epidemia a Ginevra. Si trasmette da persona a persona attraverso le secrezioni respiratorie. Il meningococco è un batterio che risente delle variazioni di temperatura e dell’essiccamento. Dunque, fuori dell’organismo sopravvive solo per pochi minuti. La principale causa di contagio è rappresentata dai portatori sani del batterio: solo nello 0,5% dei casi la malattia è trasmessa da persone affette dalla malattia.Esistono 13 diversi sierogruppi di meningococco, ma solo sei causano meningite e altre malattie gravi: più frequentemente A, B, C, Y e W135 e molto più raramente in Africa, X. In Italia e in Europa, i sierogruppi B e C sono i più frequenti. I sintomi non sono diversi da quelli delle altre meningiti batteriche, ma nel 10-20% dei casi la malattia è rapida e acuta, con un decorso fulminante che può portare al decesso in poche ore anche in presenza di una terapia adeguata. I malati di meningite o altre forme gravi sono considerati contagiosi per circa 24 ore dall’inizio della terapia antibiotica specifica. La contagiosità è comunque bassa, e i casi secondari sono rari. Il meningococco può tuttavia dare origine a focolai epidemici. Per limitare il rischio di casi secondari, è importante che i contatti stretti dei malati effettuino una profilassi con antibiotici. Nella valutazione di contatto stretto (che deve essere fatta caso per caso) vengono tenuti in considerazione:
a) i conviventi considerando anche l’ambiente di studio (la stessa classe) o di lavoro (la stessa stanza)
b) chi ha dormito o mangiato spesso nella stessa casa del malato
c) le persone che nei sette giorni precedenti l’esordio hanno avuto contatti con la sua saliva (attraverso baci, stoviglie, spazzolini da denti, giocattoli)
d) i sanitari che sono stati direttamente esposti alle secrezioni respiratorie del paziente (per esempio durante manovre di intubazione o respirazione bocca a bocca).
La sorveglianza dei contatti è importante per identificare chi dovesse presentare febbre, in modo da diagnosticare e trattare rapidamente eventuali ulteriori casi. Questa sorveglianza è prevista per 10 giorni dall’esordio dei sintomi del paziente. Il periodo di incubazione è generalmente 3-4 giorni (da 2 fino a 10 giorni) Inoltre, bisogna considerare che il meningococco può causare sepsi meningococcica (un quadro clinico, talvolta molto severo, per la presenza del meningococco nel sangue con febbre alta, ipotensione, petecchie, insufficienza da parte di uno o più organi fino anche ad un esito fatale) che può presentarsi da solo o coesistere con le manifestazioni cliniche della meningite.
Streptococcus pneumoniae (pneumococco) è l’agente più comune di malattia batterica invasiva. Oltre alla meningite, può causare quadri clinici di sepsi (generalmente con una sintomatologia di febbre alta, con una forma non così severa come la spesi meningococcica) polmonite o infezioni delle prime vie respiratorie, come l’otite. Come il meningococco, si trasmette per via respiratoria ma lo stato di portatore è assolutamente comune (5-70% della popolazione adulta). Esistono più di 90 tipi diversi di pneumococco. Le meningiti e le sepsi da pneumococco si presentano in forma sporadica, e non è indicata la profilassi antibiotica per chi è stato in contatto con un caso poiché non si verificano focolai epidemici.
Haemophilus influenzae b (emofilo o Hi) era fino alla fine degli anni Novanta la causa più comune di meningite nei bambini fino a 5 anni. Con l’introduzione della vaccinazione con l’uso del vaccino esavalente i casi di meningite causati da questo batterio si sono ridotti moltissimo. In passato il tipo più comune era l’Haemophilus influenza b (verso il quale è diretto il vaccino), mentre oggi sono più frequenti quelli non prevenibili con vaccinazione. In caso di meningite da Hi, è indicata la profilassi antibiotica dei contatti stretti.
Meningiti: sintomi e diagnosi
I sintomi della meningite sono indipendenti dal germe che causa la malattia. I sintomi più tipici includono:
– irrigidimento della parte posteriore del collo (rigidità nucale)
– febbre alta
– mal di testa
– vomito o nausea
– alterazione del livello di coscienza
– convulsioni.
L’identificazione del microrganismo responsabile viene effettuata su un campione di liquido cerebrospinale o di sangue.
Nei neonati, alcuni di questi sintomi non sono evidenti. Si può però manifestare febbre, convulsioni, un pianto continuo, irritabilità, sonnolenza e scarso appetito.
Sepsi: sintomi e diagnosi
Come precedentemente descritto, i sintomi variano da una febbre transitoria (spesso più frequentemente chiamate batteriemie nel caso di infezioni da pneumococco) a invece infezioni sistemiche con compromissione di molti organi fino allo shock settico.
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https://www.epicentro.iss.it/meningite/

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Sepsi e setticemia
Da Farmacoecura.
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La sepsi è una complicazione potenzialmente letale che si verifica in presenza di una risposta immunitaria travolgente ed esagerata verso un’infezione batterica.
Le sostanze chimiche rilasciate nel sangue dal sistema immunitario per combattere l’infezione innescano un’infiammazione sistemica, in grado cioè di coinvolgere l’intero organismo, e causano tra l’altro la formazione di coaguli di sangue e diffuse emorragie, che possono ridurre o interrompere il flusso sanguigno verso organi e tessuti periferici, privandoli così di sostanze nutritive e ossigeno.
Nei casi più gravi uno o più organi vanno incontro a una completa incapacità di svolgere la propria funzione (insufficienza d’organo) e la pressione sanguigna diminuisce così drasticamente da esporre il soggetto a conseguenze fatali (shock settico).
Chiunque può sviluppare sepsi, ma il rischio è maggiore in:
– soggetti con sistema immunitario indebolito,
– neonati e bambini,
– anziani,
– soggetti affetti da malattie croniche, come diabete, AIDS, tumore e malattie epatiche o renali,
– soggetti ricoverati a causa di gravi traumi o ustioni.
I sintomi più comuni di sepsi sono:
– febbre,
– brividi,
– aumento della frequenza di respirazione e del battito cardiaco,
– eruzioni cutanee,
– confusione,
– disorientamento.
I medici sono in genere in grado di diagnosticare la sepsi attraverso un esame del sangue che valuti se il numero di globuli bianchi sia anormale, la concentrazione di eventuali altri marcatori di infezione sia aumentato significativamente.
Un paziente che si trovi in questa condizione richiede necessariamente assistenza ospedaliera, di norma presso l’unità di terapia intensiva, al fine di trattare l’infezione, sostenere la funzione degli organi vitali prevenire un calo eccessivo della pressione sanguigna.
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https://www.farmacoecura.it/malattie/sepsi-o-setticemia-sintomi-cause-e-cura/#sintomi

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Febbre intermittente
Da My-personaltrainer
La febbre intermittente può essere differenziata in base all’andamento dinamico della temperatura basale:
Febbre intermittente quotidiana: l’intervallo tra ipertermia ed apiressia è breve, e le oscillazioni termiche (>1°C) si ripresentano più volte nell’arco delle 24 ore.
Febbre intermittente biquotidiana: presenta due accessi febbrili e due cadute della temperatura basale al di sotto dei 37°C nell’arco della giornata.
Febbre intermittente terzana: la temperatura corporea aumenta improvvisamente con brividi diffusi e dura 1 giorno, scompare il secondo giorno per ricomparire 24 ore dopo (iperpiressia nei giorni 1, 3, 5, 7 ecc.). La febbre compare a giorni alterni.
Febbre intermittente quartana: la temperatura corporea aumenta improvvisamente con brividi diffusi e dura 1 giorno. Seguono due giorni di apiressia; nel giorno seguente, la febbre compare nuovamente (febbre nei giorni 1, 4, 7, 9 ecc.). L’andamento della febbre intermittente quartana è tipico della malaria.
Febbre intermittente quintana: l’intervallo tra la fase di piressia e di apiressia dura 3 giorni. La febbre si manifesta nei giorni 1, 5, 9, 13 ecc..
Malattie correlate
La febbre intermittente può presentasi in più occasioni. Solo raramente, purtroppo, la febbre intermittente è un sintomo di affezioni benigne e di semplice risoluzione; più spesso, infatti, l’ampia fluttuazione altalenante della temperatura corporea cela patologie di fondo ben più gravi. La febbre intermittente è paragonabile alla punta di un iceberg: il disturbo reale sta al di sotto e non si vede.
Quali malattie possono nascondersi dietro la febbre intermittente?
AIDS: alcuni malati di AIDS possono presentare sintomi come febbre intermittente, febbricola o febbre alta
Cancro al rene: la febbre intermittente è tipica delle neoplasie maligne, soprattutto renali
Colangite (infiammazione dei dotti biliari): la febbre intermittente costituisce uno dei sintomi caratteristici della colangite
Endocardite gonococcica: patologia infettiva/infiammatoria a carico dell’endocardio sostenuta da Neisseria gonorrhoeae
Febbre settica: febbre indotta da infezioni batteriche; le escursioni termiche che la caratterizzano sono molto ampie
Febbre da trincea: malattia infettiva veicolata da pulci infette dal batterio Bartonella quintana. Il morso di una pulce infettata da questo patogeno può trasmettere l’infezione all’uomo.
Infezioni alle vie urinarie: spesso accompagnate dalla cosiddetta febbre urosettica, contraddistinta da una transitoria entrata di patogeni nel circolo sanguigno. I picchi febbrili, sempre accompagnati da momenti di apiressia, sono molto elevati (39-40°C).
Infezioni da trematodi (vermi parassiti platelminti)
Infezioni suppurative (con formazione di materiale purulento)
Infezioni tubercolari: la malattia si caratterizza per la febbre remittente terzana, in cui l’acme della temperatura si riscontra generalmente alla mattina.
Leishmaniosi viscerale: si caratterizza per la febbre intermittente biquotidiana
Malaria: la febbre intermittente della malaria presenta un andamento particolare: in base al ceppo di Plasmoidium coinvolto, la febbre alta può presentarsi quotidianamente, comparire a giorni alterni (terzana) oppure manifestarsi il primo giorno, svanire completamente per due giorni e ripresentarsi successivamente (febbre intermittente quartana).
Malattia del sonno africana (Tripanosomiasi): malattia tropicale diffusa nelle terre equatoriali africane, causata da Tripanosomabrucei, un parassita protozoo dotato di flagelli. Si tratta di un grave problema sanitario, dopo la malaria, l’AIDS e la diarrea grave. Lo stadio finale della malattia comporta letargia, cachessia, apatia, incapacità di alzarsi e di alimentarsi: da qui, l’appellativo “malattia del sonno”.
Morbo di Crohn infantile: complessa malattia cronica del tratto gastrointestinale, ad eziologia (potenzialmente) auto-immune. La febbre intermittente completa l’eterogeneo quadro clinico del paziente affetto. La febbre intermittente non costituisce un sintomo esclusivo e tipico della malattia; nonostante ciò, in alcuni pazienti si osserva costantemente questa caratteristica.
Pielonefrite acuta: infezione delle vie urinarie superiori in cui sono possibili sporadici o frequenti episodi di febbre intermittente
Rickettsiosi: malattia infettiva causata da microorganismi gram negativi, noti come Rickettsia. Si tratta di malattie infettive trasmesse da zecche, pulci e pidocchi. La febbre intermittente quintana caratterizza questa variante.
Sepsi gonococcica: si caratterizza per la febbre intermittente biquotidiana
Setticemia: i malati di setticemia lamentano spesso febbre intermittente di tipo quotidiano
Triade di Charcot (da non confondere con la malattia Charcot-Marie-Tooth): si tratta di una patologia contrassegnata dalla concomitante presenza di colangite, ittero, brividi ed episodi di febbre intermittente.
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