Gli Herpes Virus

L’Epstein-Barr Virus – EBV
Da Centers for Disease Control and Prevention.
Il virus Epstein-Barr (EBV), noto anche come herpesvirus umano 4, fa parte della famiglia dei virus dell’herpes. È uno dei virus umani più comuni. L’EBV si trova in tutto il mondo. La maggior parte delle persone si infetta con l’EBV a un certo punto della loro vita. L’EBV si diffonde più comunemente attraverso i fluidi corporei, principalmente la saliva. L’EBV può causare la mononucleosi infettiva, e altre malattie.
Sintomi
I sintomi dell’infezione da EBV possono comprendere:
– stanchezza
– febbre
– gola infiammata
– linfonodi ingrossati nel collo
– milza ingrossata
– fegato ingrossato
– eruzione cutanea
Molte persone si infettano con l’EBV durante l’infanzia. Le infezioni da EBV nei bambini di solito non causano sintomi, o i sintomi non sono distinguibili da altre lievi e brevi malattie infantili. Le persone che manifestano i sintomi dell’infezione da EBV, di solito adolescenti o adulti, migliorano in due o quattro settimane. Tuttavia, alcune persone possono sentirsi affaticate per diverse settimane o addirittura mesi.
Dopo aver contratto un’infezione da EBV, il virus diventa latente (inattivo) nel vostro corpo. In alcuni casi, il virus può riattivarsi. Questo non sempre causa sintomi, ma le persone con un sistema immunitario indebolito hanno maggiori probabilità di sviluppare sintomi se l’EBV si riattiva.
Trasmissione
L’EBV si diffonde più comunemente attraverso i fluidi corporei, in particolare la saliva. Tuttavia, l’EBV può anche diffondersi attraverso il sangue e lo sperma durante il contatto sessuale, le trasfusioni di sangue e i trapianti di organi.
L’EBV può diffondersi utilizzando oggetti, come uno spazzolino da denti o un bicchiere, che una persona infetta ha usato di recente. Il virus probabilmente sopravvive su un oggetto almeno finché l’oggetto rimane umido.
La prima volta che si è infettati con l’EBV (infezione primaria da EBV) si può diffondere il virus per settimane e anche prima di avere dei sintomi. Una volta che il virus è nel vostro corpo, rimane in uno stato latente (inattivo). Se il virus si riattiva, puoi potenzialmente diffondere l’EBV ad altri, indipendentemente dal tempo trascorso dall’infezione iniziale.
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https://www.cdc.gov/epstein-barr/about-ebv.html

 


Gli Herpes Virus
Da Enciclopedia Treccani.
Herpesvirus Gruppo di virus a DNA, con capside a simmetria cubica, involucro pericapsidico, virione di diametro 100 – 150 nm, responsabili di patologie umane e veterinarie. Agenti specifici di malattie dell’uomo sono: il virus H. simplex (H. hominis); il virus V-Z (H. varicellae-zoster), agente etiologico della varicella e dell’herpes zoster; il citomegalovirus; il virus EB o virus Epstein-Barr o EB virus, agente causale di una forma di mononucleosi infettiva, di alcune faringiti dell’infanzia e, presumibilmente, del linfoma di Burkitt.
Herpes simplex è responsabile di alcune affezioni cutanee virali (herpes) rappresentate morfologicamente da uno o più gruppi di vescicole su base arrossata. La forma più comune è l’herpes semplice, che può essere o no accompagnato da febbre (herpes febbrile) e che prende nomi diversi a seconda della sede colpita, delle condizioni in cui compare, o delle modalità di sviluppo (herpes catameniale, genitale, labiale ecc.). Altre forme sono l’herpes gravidico, rara malattia cutanea con eruzioni subentranti di elementi eritematosi, vescicolari o bollosi causa di bruciore o prurito; dà luogo spesso ad aborto o parto prematuro; l’herpes iris di Bateman, una varietà di eritema essudativo polimorfo in cui si ha una disposizione concentrica, a coccarda, degli elementi vescicolari.
H. varicellae-zoster è causa di herpes zoster in cui si osservano gruppi di grosse vescicole localizzate lungo un tratto di cute innervato da una stessa radice nervosa per localizzazione del virus in uno o più gangli spinali e nelle radici sensitive corrispondenti (ganglio-radicolite). L’herpes zoster si accompagna generalmente a bruciore e dolore, a lenta risoluzione anche dopo la guarigione delle lesioni cutanee. Il termine di herpes viene inoltre impropriamente attribuito ad alcune dermatosi che hanno una somiglianza morfologica con gli h. veri (h. tricofitico ecc.).
A partire dagli anni 1980 sono stati isolati: a)human herpesvirus 6, o HHV-6. Isolato nel 1986 da pazienti con malattie linfoproliferative; infetta i linfociti T CD4+, nei quali si replica, o altre cellule (linee linfocitarie B, macrofagi, fibroblasti, megacariociti, cellule di glioblastoma). È costituito da un capside a simmetria icosaedrica con 162 capsomeri e il suo DNA è a doppia elica; ne esistono due sottotipi: HHV-6A e HHV-6B. Il virus è responsabile dell’exanthema subitum (sesta malattia). In casi rari l’HHV-6 può dar luogo a grave compromissione epatica e a forme di encefalite. In pazienti fortemente immunocompromessi, l’HHV-6 è facilmente isolato e può riattivarsi (in corso di AIDS, leucemie, linfomi, malattie del connettivo). Studi isolati ne hanno proposto una correlazione con la patogenesi della sclerosi multipla; b) human herpesvirus 7, o HHV-7. È stato isolato nel 1990 da linfociti T CD4+ di giovani adulti. È costituito da DNA a doppia elica e i suoi frammenti presentano un’identità nucleotidica del 60% con alcune sequenze dell’HHV-6. Studi di sieroepidemiologia dimostrano che l’HHV-7 infetta l’uomo durante l’infanzia. La via di trasmissione sembra legata a contatti diretti (saliva). È responsabile di alcune forme di exanthema subitum, con riattivazione in corso di immunodeficienza; c) human herpesvirus 8, o HHV-8. Noto anche come KSHV (Kaposi’s sarcoma associated herpesvirus), è presente in alcuni tumori relativi ai linfociti B; esiste una omologia con la sequenza dei nucleotidi di un virus erpetico responsabile del linfoma a cellule T nelle scimmie (H. saimiri). È possibile la trasmissione per via ematica ed è altamente probabile quella sessuale. Nei soggetti che hanno contratto infezione da HIV-1 affetti da sarcoma di Kaposi, anticorpi contro l’HHV-8 sono dimostrabili in oltre l’80% dei casi. L’HHV-8 è stato associato a una forma di linfomi primitivi delle sierose (body-cavity based lymphomas) e anche a una forma di iperplasia linfoangiofollicolare. Una diagnosi attendibile si basa sulla identificazione del genoma virale per mezzo della PCR…
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http://www.treccani.it/enciclopedia/herpesvirus/

 


Virus Herpetici/Erpetici
Da Malattie Orali.
Nella Tabella 1 sono elencati i virus erpetici che infettano e che causano malattie nella specie umana. La nomenclatura internazionale ha classificato questi virus, appartenenti alla famiglia degli Herpesviridae, con un numero progressivo in base alla cronologia della loro identificazione. In pratica ogni virus erpetico è stato denominato con la sigla inglese di HHV (“human herpes virus”) seguito da un numero progressivo. L’HHV-1 corrisponde all’herpes simplex 1, l’HHV-2 all’herpes simplex 2 e così via.
Una caratteristica peculiare dei virus erpetici è la loro capacità di instaurare nell’ospite una infezione persistente ed irreversibile con periodi di latenza alternati a fasi di riattivazione. I virus erpetici simplex (HSV 1 e 2) e varicella-zoster (VZV o HHV-3) sono virus neurotropi in quanto rimangono in una fase di latenza nei gangli sensitivi, ma necessitano delle cellule epiteliali per la loro replicazione. Il virus di Epstein-Barr (EBV o HHV-4), il citomegalovirus (CMV o HHV-5) e l’HHV 6 e 7 sono invece virus linfotropi. Al virus HHV 7 a tutt’oggi non è stata riconosciuta una sicura patogenicità, mentre il virus HHV 8 rappresenta il fattore eziologico del sarcoma di Kaposi e di altre particolari neoplasie. Il virus erpetico B delle scimmie può causare delle gravi encefaliti in persone addette alla cura di questi animali.
Tutti i virus erpetici sono accomunati da alcune caratteristiche morfo-strutturali e da certi comportamenti che li contraddistinguono dal punto di vista biologico:
Sono formati da quattro strati: un “core” interno costituito da DNA a doppia elica, un capside proteico, un tegumento e un “envelope” esterno contenente glicoproteine derivate dalla membrana nucleare delle cellule ospiti.
Causano una infezione primaria al momento che il paziente ha il primo contatto con il virus. Il virus rimane poi latente all’interno dei nuclei di alcuni tipi di cellule per tutta la vita dell’individuo per cui l’infezione diventa irreversibile. La sede di latenza varia a seconda del tipo di herpesvirus: l’HSV 1 e 2 e il VZV rimangono latenti nei gangli nervosi sensitivi; il CMV nei linfociti e, verosimilmente, nel tessuto salivare; l’EBV nei linfociti e nel tessuto salivare; l’HHV 6 e 7 nei linfociti CD4+.
I virus erpetici HSV 1 e 2 e VZV, dopo la riattivazione, possono causare delle infezioni ricorrenti sintomatiche o asintomatiche.Una caratteristica peculiare è che le manifestazioni cliniche delle fasi di ricorrenza sono molto diverse da quelle che si osservano dell’infezione primaria. Altro dato importante è che la riattivazione dei virus avviene spesso in pazienti con immunodepressione.
La trasmissione dei virus erpetici avviene con il contatto con i liquidi corporei quali la saliva e le secrezione genitali. L’HHV 8 può essere trasmesso anche con il trapianto di organi.
L’EBV è associato con neoplasie quali il carcinoma nasofaringeo e linfomi della linea cellulare B. L’HHV 8 causa il sarcoma di Kaposi, la malattia di Castelman e di un tipo particolare di linfoma delle sierose che rivestono le cavità corporee…
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http://www.malattieorali.it/introVirus.php

Cosa sono gli Herpes Virus.
2011/2012
Da Unipg:
(PDF)
http://www.med.unipg.it/ccl/Materiale%20Didattico/Microbiologia%20Perito/03.Virologia/08.Herpesvirus.pdf

 

Le infezioni che risvegliano l’Herpes. 2014.
Da Italia Salute.
Le infezioni che risvegliano l’herpes
Le interazioni con altre infezioni spiegano la presenza costante del virus.
Un herpes è per sempre. L’herpes virus, come noto, si ripresenta in maniera periodica nei soggetti colpiti. Il più delle volte la sua presenza costante ma genericamente silenziosa all’interno dell’organismo è legata all’esistenza di altre infezioni.
Hanno studiato questo fenomeno i ricercatori della Washington University di St. Louis e dell’Università della Florida, che hanno realizzato uno studio pubblicandolo sulla rivista Science. La comprensione delle modalità con le quali gli agenti patogeni interagiscono fra di loro potrebbe aiutare gli esperti a capire meglio la natura delle infezioni da herpes virus.
Il prof. Rolf Renne, docente di genetica molecolare e microbiologia, spiega: «probabilmente, il 95% di noi sono stati infettati con almeno un herpes virus, ma molte persone non hanno mai avuto problemi con esso. Ci sono otto herpes virus che infettano gli esseri umani, causando malattie che vanno dall’herpes labiale e la varicella alla mononucleosi e il cancro. La domanda è stata: cosa succede a riattivare questi virus e causare la malattia?».
La ricerca ha mostrato che le infezioni parassitarie innescano una reazione immunitaria che facilita il compito del virus dell’herpes, aiutandolo a riattivarsi. I ricercatori hanno studiato il fenomeno su un virus herpes specifico legato a una forma di cancro denominata sarcoma di Kaposi.
Gli scienziati hanno scoperto che dopo l’infezione iniziale da virus, una proteina chiamata interferone gamma mantiene l’herpes in attesa, il che spiega perché il virus rimane tipicamente dormiente nel corpo.
La risposta del sistema immunitario, tuttavia, causa il rilascio dell’interleuchina 4, il che ostacola il lavoro dell’interferone gamma e facilita la riattivazione del meccanismo di replicazione del virus. Il virus comincia a replicarsi infettando nuove cellule e aumentando così il rischio che si formi un cancro…
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http://www.italiasalute.it/News.asp?ID=12894

 

Malattie da Herpesviridae.
Da Unipg:
(PDF)
http://www.med.unipg.it/ccl/Materiale%20Didattico/Malattie%20Infettive%20-%20canale%20A/Malattie%20da%20Herpesviridae.pdf